Liam Gallagher ha commentato l’ingresso degli Oasis nella Rock & Roll Hall of Fame 2026 nel modo più coerente possibile con il personaggio che conosciamo da anni: scherzando, punzecchiando, ma senza nascondere che la notizia gli ha fatto piacere. Dopo essere stato spesso durissimo con la Hall of Fame, stavolta ha ringraziato chi ha votato la band e ha confermato che sarà presente alla cerimonia del 14 novembre 2026 al Peacock Theater di Los Angeles, che poi andrà in onda a dicembre su ABC e Disney+.
La reazione ha fatto parlare soprattutto perché arriva dopo anni di frecciate. Nel 2024, quando gli Oasis erano stati nominati ma non erano entrati, Liam aveva liquidato la Hall of Fame con parole molto meno eleganti di quelle che si usano in un comunicato stampa. Stavolta invece ha cambiato tono, o almeno lo ha piegato a modo suo. Ha scritto di voler ringraziare le persone che hanno votato per gli Oasis, definendo il riconoscimento “un vero onore”, e ha tirato fuori una frase volutamente sopra le righe sul fatto che da piccolo sognasse un giorno di entrare nella Hall of Fame. Detto da lui, è chiaro che una parte del gioco sta proprio nel non capire subito quanto sia serio.
Il passaggio più divertente, però, è arrivato quando un fan gli ha ricordato le sue vecchie critiche. Liam ha risposto raccontando di aver parlato con sua madre la sera prima e che lei gli avrebbe detto di smetterla di fare lo scemo, andare ai premi e comportarsi bene. Poco dopo ha aggiunto che porterà cioccolatini e fiori per scusarsi con gli organizzatori. È una risposta perfetta perché resta fedele al suo stile: non fa marcia indietro in modo pulito e ordinato, ma trasforma anche questa notizia in una scena da Liam Gallagher.
C’è poi un altro dettaglio che interessa i fan degli Oasis: Liam ha lasciato intendere che alla cerimonia ci sarà anche Noel Gallagher. Non è una cosa da poco, soprattutto dopo anni in cui ogni minimo segnale di tregua tra i due fratelli è stato letto come un evento. E arriva in un momento già forte per la band, che si è rimessa al centro dell’attenzione con la reunion del 2025. Quindi questo ingresso nella Hall of Fame non cade nel vuoto. Si inserisce in una fase in cui il nome Oasis è tornato a pesare parecchio, sia sul palco sia nel racconto pop attorno alla band.
Insieme agli Oasis entreranno anche Phil Collins, Billy Idol, Iron Maiden, Joy Division/New Order, Sade, Luther Vandross e Wu-Tang Clan. Già solo a leggere l’elenco si capisce che non si tratta di una classe qualunque. È una selezione molto forte e anche abbastanza varia, con artisti che hanno segnato epoche e pubblici diversi. Per gli Oasis, quindi, non è solo un premio alla carriera in senso generico. È anche un riconoscimento al peso che la band ha avuto nella musica britannica e nel rock degli ultimi decenni.
Quello che rende la storia interessante, alla fine, non è soltanto l’ingresso nella Hall of Fame. È il modo in cui Liam ha gestito la notizia. Non si è presentato improvvisamente come uno grato, composto e istituzionale, cosa che non sarebbe stata credibile. Ha fatto quello che fa sempre: ha preso la situazione, ci ha messo sopra il suo tono, ci ha infilato una battuta e ha evitato di sembrare addomesticato. Però, sotto quella scorza, si capisce che un po’ di orgoglio c’è. E forse è anche normale. Perché puoi prendere in giro un premio quanto vuoi, ma quando ci entri con gli Oasis dopo tutto quello che c’è stato, un minimo ti tocca.
Se ti va, dimmi nei commenti come l’hai letta tu: Liam stava solo scherzando, oppure questa volta sotto l’ironia c’era anche un orgoglio sincero?


