Oasis Resort arriva su Netflix con otto episodi e una premessa che, detta così, sembra già di averla sentita: un resort di lusso, un crimine, giovani ricchi e bellissimi che si comportano malissimo. Il confronto con The White Lotus scatta automatico, e la serie spagnola non fa niente per scoraggiarlo – ci sono persino le onde che si infrangono sulla riva come stacco visivo tra le scene, esattamente come nel prodotto HBO. La differenza è che The White Lotus è un’esplorazione tagliente delle dinamiche di classe e del privilegio, mentre Oasis Resort è qualcosa di molto più vicino a Elite – la serie teen spagnola di Netflix conclusa nel 2024 – con un budget migliore e una location più solare.
Non è necessariamente un difetto, dipende da cosa cerchi.
La storia parte da una dipendente del resort, Celia, che sparisce nel corso della prima puntata. La polizia, guidata dall’ispettrice Verónica Sánchez, mette la struttura in lockdown: nessuno entra, nessuno esce, finché la situazione non si chiarisce. I protagonisti scelti per seguire le indagini non sono gli agenti né il padre di Celia – che pure gestisce il resort e si trova nella posizione drammaticamente più interessante – ma la migliore amica di Celia, Helena, e Dani, un ospite che si era innamorato di Celia nel giro di quarantotto ore prima della sparizione. Da qui si capisce già che il mistero è un pretesto, non il punto.
Il lockdown, sulla carta pensato per impedire al responsabile di scappare, nella pratica serve soprattutto a rinchiudere tutti in uno spazio surriscaldato e a far scattare dinamiche tra i personaggi che con la sparizione di Celia hanno poco o niente a che fare. L’aria condizionata va in tilt, gli ospiti sudano, lo staff deve cedere i propri ventilatori, e le tensioni di classe esplodono. C’è la coppia di adolescenti viziati in crisi per un tradimento, la giovane erede trattata dalla nonna come una socia in affari, la ragazza di classe medio-bassa con la borsa di studio da ottenere. Il commento sociale c’è, dichiarato e ripetuto, ma non viene mai approfondito abbastanza da fare davvero male.
Il problema principale di Oasis Resort è la profondità dei personaggi, o meglio la sua assenza. Helena è credibile nella sua frustrazione e nella sua determinazione, ma attorno a lei quasi tutti esistono in funzione della trama senza una vita propria convincente. Dani accompagna alcune scene con una voce fuori campo sull’importanza dell’estate e usa i terremoti come metafora dei cambiamenti interiori. Il problema è che questa voglia di sembrare profonda non si sposa bene con quello che vediamo: ragazzi che fanno scelte sbagliate, spesso impulsive, e che si capiscono solo se accetti fin da subito il tono molto adolescenziale della serie. La sorella minore di uno dei protagonisti, Alicia, sembra esistere solo per litigare con chiunque capiti a tiro nel momento sbagliato.
Quando arrivano le risposte sulla sorte di Celia, la sensazione è che qualcosa nel mezzo sia andato perduto. La risoluzione tende verso l’inverosimile e lascia l’impressione che alcuni passaggi logici siano stati saltati per arrivare a un finale d’effetto senza che il terreno fosse preparato a sufficienza.
Detto questo: Oasis Resort funziona come intrattenimento estivo proprio perché non si prende sul serio quanto vorrebbe far credere. Otto episodi in cui persone attraenti in luoghi bellissimi si comportano irresponsabilmente hanno una loro utilità nel palinsesto di giugno, e la serie spagnola copre quella funzione senza grandi ambizioni e senza grandi delusioni. I produttori sono gli stessi de Il caso Asunta, ma lo spirito è più Gossip Girl che crime drama, e forse era quello che i creatori avevano in mente dall’inizio.
Se cerchi The White Lotus, questa serie non fa per te. Se cerchi Elite in un resort con più budget e una trama criminale di sfondo, Oasis Resort è esattamente la serie che potrebbe piacerti. Ma non ha lo stesso carisma della prima stagione di Elite.
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La Recensione
Oasis Resort
Oasis Resort è una serie spagnola Netflix in otto episodi che parte da una premessa solida - una dipendente scomparsa, un resort in lockdown, una comunità chiusa in cui tutti nascondono qualcosa - e la usa principalmente come scusa per raccontare giovani attraenti che prendono decisioni sbagliate. Il confronto con The White Lotus che la serie stessa sembra cercare è fuorviante: lo spirito è più vicino a Elite, con tutto quello che comporta in termini di profondità dei personaggi e credibilità della trama. Il commento sulle disuguaglianze di classe c'è, dichiarato e ripetuto, ma non viene mai approfondito abbastanza da lasciare il segno. Il finale risolve il mistero in modo che solleva più domande di quante ne risponda. Detto questo, otto episodi scorrono via senza fatica, i panorami sono bellissimi e l'intrattenimento estivo senza pretese fa il suo mestiere. Non è una serie che ti resta addosso, ma non è nemmeno una che ti fa pentire del tempo speso. È esattamente a metà tra le due cose, il che in certi momenti dell'anno è già abbastanza.
PRO
- La location e la fotografia sono genuinamente belle, e l'ambientazione estiva in un resort di lusso ha il suo fascino visivo
- Otto episodi compatti che scorrono senza mai diventare pesanti: perfetta per una maratona serale senza impegno
CONTRO
- I personaggi sono quasi tutti bidimensionali e difficilmente ti importerà davvero di qualcuno di loro
- Il mistero centrale - la scomparsa di Celia - viene accantonato ogni volta che c'è qualcosa di più frivolo da raccontare
- Il commento sulle differenze di classe è dichiarato ma non approfondito: rimane decorazione, non sostanza
- Il finale risolve la vicenda in modo frettoloso, con salti logici che lasciano la sensazione di avere perso qualcosa
- Se entri aspettandoti The White Lotus o anche solo Il caso Asunta, uscirai con una delusione proporzionale alle aspettative.


