Oceania ha conquistato il primo posto al botteghino americano, ma il debutto del nuovo live action Disney è molto meno brillante del previsto. Il film con Catherine Laga’aia e Dwayne Johnson ha incassato circa 18 milioni di dollari venerdì, con una previsione tra i 40 e i 45 milioni per l’intero fine settimana. Numeri che sarebbero buoni per molte produzioni, ma non per un progetto costato circa 250 milioni e costruito su uno dei marchi Disney più popolari degli ultimi anni.
Il film resta primo in classifica, quindi non si può ancora parlare di disastro definitivo. La partenza, però, è debole rispetto alle attese e soprattutto rispetto alla forza della saga. Il primo Oceania, uscito nel 2016, aveva raccolto circa 56 milioni di dollari nel suo fine settimana d’esordio americano. Il seguito animato, Oceania 2, ha superato il miliardo di dollari nel mondo, dimostrando che Vaiana e Maui continuano ad avere un pubblico enorme.
Disney aveva quindi parecchie ragioni per aspettarsi un’accoglienza più calorosa. La nuova versione ripropone la stessa avventura del film animato: Vaiana lascia l’isola di Motunui, incontra il semidio Maui e affronta il mare per restituire prosperità al proprio popolo. Catherine Laga’aia interpreta la protagonista, mentre Dwayne Johnson torna nel personaggio di Maui dopo avergli prestato la voce nella versione originale. La regia è di Thomas Kail, conosciuto soprattutto per Hamilton.
Un film costoso che ora deve resistere a lungo nelle sale
Il vero problema non è il primo posto, ma il rapporto tra incassi e investimento. Una produzione da 250 milioni di dollari deve recuperare molto più del semplice costo dichiarato, perché alla cifra vanno aggiunte la campagna promozionale e la quota trattenuta dagli esercenti.
Oceania dovrà quindi mostrare una tenuta molto forte nelle prossime settimane e affidarsi ai mercati internazionali. Un esordio vicino ai 45 milioni non condanna automaticamente il film, ma rende la strada più complicata. Le prime previsioni parlavano di almeno 60 milioni nel fine settimana americano e di oltre 130 milioni complessivi nel debutto mondiale. I dati iniziali hanno ridimensionato rapidamente quelle aspettative.
La situazione ricorda altri rifacimenti Disney partiti con grandi ambizioni e poi incapaci di giustificare pienamente i propri costi. La sirenetta ha raggiunto 569 milioni di dollari nel mondo, una somma considerevole che però non ha prodotto il risultato sperato a causa del budget elevato. Biancaneve è andato molto peggio, fermandosi intorno ai 205 milioni.
Lilo & Stitch ha rappresentato un’eccezione importante, superando il miliardo e dimostrando che il pubblico può ancora rispondere bene a queste operazioni. Non basta però trasformare un cartone in un film con attori per ottenere automaticamente lo stesso effetto.
Dieci anni sono troppo pochi per rifare Oceania?
Oceania animato è uscito appena dieci anni fa. Non appartiene a un’epoca lontana e continua a essere visto su Disney+, soprattutto dalle famiglie. Nel frattempo è arrivato anche un seguito, pubblicato nel 2024, che ha riportato i personaggi davanti al pubblico senza bisogno di ricominciare la storia da capo.
La scelta di produrre già un rifacimento dal vivo ha dato a molti spettatori la sensazione di un’operazione affrettata. Il film originale non aveva bisogno di essere riscoperto, restaurato o presentato a una nuova generazione. È ancora recente, riconoscibile e facilmente accessibile.
Le prime recensioni hanno spesso sottolineato proprio questo limite. L’impegno produttivo è evidente, l’ambientazione polinesiana conserva il proprio fascino e Dwayne Johnson resta perfettamente a suo agio come Maui. Il nuovo Oceania, però, segue molto da vicino la versione animata e fatica a spiegare perché fosse necessario raccontare di nuovo la stessa storia. Alcuni giudizi americani lo hanno descritto come un rifacimento troppo fedele e privo di una vera ragione artistica.
Una copia precisa può attirare chi desidera ritrovare canzoni, scene e battute già conosciute. Può anche provocare l’effetto opposto: perché pagare un biglietto per rivedere un’avventura disponibile a casa in una versione animata considerata già riuscita?
Il rischio è che il pubblico si sia stancato della formula
Disney ha costruito per anni una parte importante dei propri incassi sui rifacimenti. Il libro della giungla, La bella e la bestia e Il re leone hanno trasformato titoli storici in enormi successi commerciali. La formula, però, mostra segni di affaticamento.
Gli spettatori sembrano diventati più selettivi. Un nome conosciuto non basta più, soprattutto se il progetto dà l’impressione di voler ripetere un film recente senza modificarne la struttura. La nostalgia funziona meglio quando esiste una distanza temporale sufficiente. Con Oceania quella distanza quasi non c’è.
La situazione può ancora migliorare. Il film ha davanti gran parte dell’estate, il pubblico familiare tende spesso a garantire una buona durata e Dwayne Johnson rimane una presenza capace di attirare spettatori in diversi mercati. In Italia il live action manterrà il titolo Oceania e arriverà nelle sale il 19 agosto 2026, come confermato da Disney.
L’esordio americano resta comunque un avvertimento. Essere primi non significa avere centrato l’obiettivo, soprattutto con un investimento simile. Disney pensava di avere tra le mani uno dei titoli più sicuri dell’anno. I primi 18 milioni raccontano invece un pubblico meno entusiasta e forse sempre meno disposto ad accettare un altro rifacimento costruito quasi scena per scena.
Secondo te Oceania riuscirà a recuperare nelle prossime settimane oppure il pubblico si è stancato dei live action Disney? Scrivilo nei commenti e raccontaci la tua opinione.


