Oggi abbiamo visto il film Esprimi un desiderio e abbiamo scoperto una serie di curiosità davvero interessanti che ruotano attorno a questa commedia italiana uscita nelle sale il 25 settembre 2025. La prima cosa che ha attirato la nostra attenzione riguarda le location delle riprese: il film è stato girato principalmente nella provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, con il supporto della FVG Film Commission, tra il borgo di Clauiano e Palmanova, con set principale nella storica Villa Manin Guerresco. Ma c’è un dettaglio che rende questa produzione unica nel suo genere.
Durante le riprese in Friuli è stata realizzata per la prima volta nella storia del cinema italiano un’operazione di product placement territoriale da parte di un ente pubblico. Il protagonista di questa operazione è il vino Friulano, il vino bianco portabandiera del Friuli Venezia Giulia. Non si tratta di un semplice inserimento del prodotto sullo sfondo, ma di una vera e propria integrazione narrativa: il personaggio di Diego Abatantuono, Ettore, è infatti un ex produttore vinicolo, e attraverso la sua storia il film celebra la tradizione enologica della regione. Il vino Friulano, un tempo conosciuto come Tocai friulano fino al 2007, diventa così parte integrante del racconto, un elemento che contribuisce a definire l’identità del personaggio e del territorio.
La collaborazione tra PromoTurismoFVG, la FVG Film Commission e la produzione è iniziata fin dalle prime fasi della scrittura del progetto cinematografico, permettendo di inserire il vino nella sceneggiatura in modo organico e coerente. Come ha spiegato il regista Volfango De Biasi: “Nel film è raccontato il vino caratteristico della regione, il rapporto con la vite e quindi anche con la coltura della pianta; si respira quest’aria friulana ed è come fare un piccolo viaggio per far scoprire questo territorio magari anche a chi ancora non lo conosce”. Un esperimento che ha generato una ricaduta economica diretta di quasi 900 mila euro sul territorio, con un budget totale di circa 5 milioni di euro.
Ma le curiosità non si fermano qui. Quello che molti spettatori probabilmente non sanno è che Max Angioni, oltre a essere il protagonista assoluto del film al suo debutto sul grande schermo, ha anche partecipato attivamente alla scrittura della sceneggiatura. E non è stato l’unico tra gli attori a farlo: anche Diego Abatantuono ha messo mano al copione, contribuendo a plasmare la storia e i dialoghi. In totale, la sceneggiatura porta la firma di ben sei autori: Volfango De Biasi, Irene Girotti, Adriano Ricci, Gianluca Belardi, Max Angioni e Diego Abatantuono. Questa scelta ha fatto discutere: alcuni recensori hanno sottolineato come forse troppe mani sulla sceneggiatura abbiano reso il risultato finale un po’ disomogeneo, mentre altri hanno apprezzato il contributo diretto degli attori protagonisti che hanno potuto modellare i loro personaggi dall’interno.
Per Max Angioni questo film rappresenta un passaggio importante nella sua carriera. Il comico comasco, diventato molto popolare grazie a programmi come Zelig, Italia’s Got Talent, LOL – Chi ride è fuori e Le Iene, affronta per la prima volta il grande schermo nel ruolo di protagonista. E a quanto pare l’esperienza non è stata delle più semplici, almeno all’inizio. In un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita del film, Angioni ha confessato: “Il mio debutto all’inizio è stato spaventoso, poi è stata una sorpresa dietro l’altra, mi ha arricchito molto”. Una sincerità che fa capire quanto sia diverso passare dal palco del cabaret o dallo studio televisivo al set cinematografico, dove i tempi e le dinamiche sono completamente differenti.
Lo stesso Angioni ha spiegato la differenza tra i due mondi: “Nel cabaret conta essere spontanei, genuini e presenti in quel momento sul palco. La differenza è che lì hai il pubblico e ti rendi conto di come reagisce, mentre sul set non hai questo riscontro perché c’è la troupe”. Una riflessione interessante che evidenzia come l’assenza del feedback immediato del pubblico possa disorientare chi è abituato a costruire la propria performance anche sulla reazione della platea. Max Angioni ha potuto contare però sull’esperienza di Diego Abatantuono, che interpreta Ettore, l’anziano ex produttore vinicolo finito sulla sedia a rotelle dopo un incidente. Abatantuono, che con il cabaret ha costruito la sua carriera agli inizi, ha ricordato: “Ho cominciato con il cabaret. Per me è stato determinante. D’altronde le cose che fai durante l’adolescenza e la prima giovinezza sono quelle che ti restano di più”.
Un’altra curiosità interessante riguarda l’origine del progetto: Esprimi un desiderio è infatti il remake della commedia francese Il peggior lavoro della mia vita (Maison de Retraite), diretta da Thomas Gilou e uscita nel 2022. Il film francese originale è stato scritto da Catherine Diament e Kev Adams, in collaborazione con Frank Bellocq, basato sull’idea originale di Romain Levy. La versione italiana mantiene l’impianto narrativo di base ma adatta la storia al contesto del pubblico italiano, inserendo elementi caratteristici del nostro paese come appunto il vino Friulano e il territorio del Friuli Venezia Giulia.
Prima di arrivare nelle sale cinematografiche italiane, il film ha avuto un’anteprima importante: è stato infatti presentato al Giffoni Film Festival del 2025, uno dei festival dedicati al cinema per ragazzi più importanti al mondo. La proiezione al Giffoni ha permesso al film di testare le reazioni del pubblico giovane, particolarmente rilevante considerando che Max Angioni è molto popolare proprio tra i ragazzi e i giovani adulti. Successivamente, prima dell’uscita nazionale, si è tenuta un’anteprima regionale a Palmanova che ha registrato il tutto esaurito al teatro Gustavo Modena, con la partecipazione del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, del regista Volfango De Biasi e di Max Angioni.
Il cast del film è davvero ricco di nomi interessanti. Oltre ai due protagonisti, troviamo Giorgio Colangeli, Nunzia Schiano, Marco Messeri, Nini Salerno, Elisabetta De Vito, Elisabetta De Palo e Hal Yamanouchi, quest’ultimo particolarmente noto al pubblico italiano per essere stato il volto di uno spot automobilistico di una casa giapponese. E c’è anche un cameo finale che ha fatto piacere a molti spettatori: quello di Maria Grazia Cucinotta, che appare in una scena verso la fine del film.
La trama del film racconta la storia di Simone, interpretato appunto da Max Angioni, un trentenne orfano con le idee ancora confuse sul suo futuro. A seguito di una disavventura in cui provoca un incidente a un’anziana cliente in una ferramenta (il video diventa virale), Simone viene condannato dal tribunale a sei mesi di lavori socialmente utili presso una casa di riposo chiamata Villa Margherita. Qui incontra un gruppo di anziani residenti capeggiati dal carismatico Ettore di Abatantuono, che inizialmente lo accolgono con ostilità e gli rendono la vita difficile. Quello che sembra destinato a essere uno scontro generazionale senza esclusione di colpi si trasforma però in qualcosa di diverso, con la nascita di legami inaspettati e di un senso di appartenenza che mancava a tutti loro.
Il film ha ottenuto recensioni piuttosto miste dalla critica. Alcuni hanno apprezzato la leggerezza e la tenerezza della storia, oltre alla chimica tra Angioni e Abatantuono che rappresentano due comicità diverse e due generazioni a confronto. Altri hanno criticato le gag un po’ prevedibili e i tempi comici non sempre perfetti, oltre alla struttura narrativa che segue binari piuttosto classici della commedia italiana. C’è chi ha notato che il film sembra più una fiction televisiva che un prodotto pensato per il grande schermo, ma anche chi ha sottolineato che comunque riesce a far sorridere e a trasmettere un messaggio positivo sul dialogo intergenerazionale.
Dal punto di vista del botteghino, il film ha incassato nelle prime dieci settimane di programmazione circa 736 mila euro, con un primo weekend da 318 mila euro. Numeri che posizionano la pellicola nella media delle commedie italiane di questo periodo. Le riprese hanno coinvolto circa venti professionisti friulani su settanta totali, confermando la capacità del Friuli Venezia Giulia di offrire maestranze qualificate oltre che paesaggi suggestivi e location storiche di grande valore.
E tu cosa ne pensi? Hai già visto Esprimi un desiderio? Ti incuriosisce scoprire come il vino Friulano sia stato integrato nella storia in modo narrativo? E soprattutto, credi che questa operazione di product placement territoriale possa rappresentare un modello da seguire per valorizzare altre eccellenze italiane attraverso il cinema? Raccontaci la tua opinione nei commenti!


