Oggi 7 gennaio 2026 è arrivata su Netflix la seconda stagione di “Unlocked: Un esperimento carcerario”, il reality che ha fatto discutere tutto il mondo con il suo approccio radicale alla gestione carceraria. Dopo il successo controverso della prima stagione ambientata in Arkansas, lo show si sposta in Arizona, precisamente nel Pinal County Adult Detention Center, per otto nuovi episodi che promettono di essere ancora più intensi e imprevedibili.
L’esperimento è guidato dallo sceriffo Ross Teeple, che ha deciso di mettere in atto un programma audace: per sei settimane le porte delle celle di un intero blocco sono state lasciate aperte, dando ai detenuti un livello straordinario di controllo sulla loro vita quotidiana. Le guardie sono state rimosse dalla supervisione diretta e i detenuti vengono monitorati solo attraverso telecamere, in quello che viene definito un passaggio dalla “supervisione diretta” a quella “indiretta”.
Il carcere di Pinal County aveva vissuto anni di violenza, blocchi rigidi e un ciclo costante di recidiva. L’obiettivo dell’esperimento è capire se dare autonomia, responsabilità e fiducia ai detenuti possa creare un ambiente più sicuro e ridurre la probabilità che tornino a commettere reati una volta rilasciati. Una domanda semplice ma potente: può l’empowerment trasformare il comportamento carcerario, o le vecchie dinamiche di violenza e sopraffazione torneranno quando i muri di controllo vengono abbattuti?
Circa 30 detenuti hanno partecipato all’esperimento in qualsiasi momento, con alcuni che sono entrati e usciti durante le sei settimane. Tra i protagonisti della stagione ci sono Elwood “Woody” Murphy, che rappresenta la voce dei detenuti più anziani e spesso si scontra con i più giovani su questioni di autorità e ordine, Dr. Love, Jonny, JJ, Jay e Philip. Questi non sono attori ma vere persone in attesa di processo o che stanno scontando pene, selezionate per partecipare all’esperimento.
Il trailer della seconda stagione mostra immediatamente che le cose non sono andate esattamente come sperato. Ci sono scontri fisici tra detenuti, oggetti lanciati, menzioni di contrabbando come droga e alcol, e addirittura un’incursione armata delle guardie nel blocco. La stagione sembra mettere in primo piano temi come le tensioni razziali, con i detenuti che devono decidere se abbracciare positivamente la mancanza di supervisione immediata o sfruttarla per i propri scopi.
Lo sceriffo Teeple ha spiegato che l’esperimento non è stato facile ma necessario: “Stiamo osservando individui che vogliono imparare le competenze di cui hanno bisogno per tornare nella società”. Ha anche sottolineato che il programma “allevia parte del lavoro quotidiano per il mio staff” e che le guardie erano sempre pronte a intervenire, con la sicurezza che non è mai stata compromessa.
La prima stagione, girata nel Pulaski County Jail in Arkansas nel 2024, aveva già generato enormi polemiche. Lo show aveva attirato 69,8 milioni di ore di visualizzazione e 12,6 milioni di spettatori, ma era stato anche al centro di scandali legali. Lo sceriffo Eric Higgins, protagonista della prima stagione, aveva firmato un contratto illegale per lo show, e un giudice aveva rispedito indietro un assegno da 60.000 dollari. C’erano state anche questioni etiche sollevate sul fatto che i detenuti venissero filmati senza essere pagati e su problemi di sicurezza.
Nonostante le controversie, l’esperimento ha ricevuto anche sostegno da esperti. Donna Leone Hamm, importante attivista per la riforma carceraria in Arizona, ha elogiato il modello definendolo capace di ridurre la violenza nelle carceri e abbassare la recidiva dopo il rilascio. “I detenuti saranno soggetti all’autoregolamentazione e alla capacità di comunicare problemi e disaccordi tra loro, per poi risolverli attraverso cooperazione, compromesso e la capacità di vedere il punto di vista di un’altra persona senza ricorrere a condotte inappropriate o illegali”, ha dichiarato.
La contea di Pinal non è nuova alla televisione. Negli anni scorsi il carcere di Florence era stato teatro di “60 Days In”, una serie in cui civili andavano sotto copertura fingendosi detenuti, e il programma “Live PD” aveva seguito il lavoro dell’ufficio dello sceriffo di Pinal County.
Con i finanziamenti ricevuti da una recente legge statale, l’ufficio dello sceriffo di Pinal County sta costruendo un centro di reinserimento più grande, segno che l’esperimento potrebbe essere espanso se i risultati saranno positivi. Le autorità hanno dichiarato che continueranno a valutare se il modello può essere allargato dopo aver analizzato i risultati del programma pilota.
Gli otto episodi della seconda stagione sono disponibili tutti insieme su Netflix da oggi, permettendo agli spettatori di fare binge-watching dell’intero esperimento. La serie ha una classificazione TV-MA per contenuti maturi legati al crimine e alla vita carceraria. “Unlocked: Un esperimento carcerario” continua a essere uno degli show più discussi e polarizzanti di Netflix, dividendo il pubblico tra chi lo vede come un importante documentario sulla riforma carceraria e chi lo critica come sfruttamento dei detenuti per intrattenimento.
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