È scoppiato il caos alla Rai e stavolta non si tratta di polemiche da poco. I giornalisti di tutta l’azienda hanno deciso di ritirare la firma dai loro servizi per l’intera giornata di venerdì 13 febbraio in segno di solidarietà con i colleghi di Rai Sport. Il motivo? La disastrosa telecronaca della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 fatta dal direttore della testata sportiva, Paolo Petrecca.
La questione è più grave di quanto sembri. Petrecca si era auto-assegnato l’incarico di commentare uno degli eventi più importanti dello sport italiano, scavalcando probabilmente giornalisti più esperti e preparati. Il risultato? Una telecronaca che ha fatto discutere per tutti i motivi sbagliati, danneggiando pesantemente l’immagine di Rai Sport e dell’intera Rai.
L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha diffuso un comunicato durissimo che è stato letto durante i vari notiziari dagli stessi giornalisti. “Le giornaliste e i giornalisti della Rai oggi ritirano la firma dai propri servizi in solidarietà con i colleghi di Rai Sport che protestano per la telecronaca del direttore durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, incarico che si era auto-assegnato. Nonostante l’immagine di Rai Sport e della Rai siano state gravemente danneggiate, nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l’autorevolezza dell’informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità”.
La situazione è davvero particolare. Di solito in questi casi si fa squadra, ci si sostiene tra colleghi, si lavora in team. Ma qui è successo l’opposto: i giornalisti di Rai Sport si sono sentiti così umiliati e danneggiati dalla scelta del loro stesso direttore che hanno chiesto aiuto all’intera categoria. E l’hanno ottenuto. Tutta la Rai si è fermata per protestare contro una decisione presa ai vertici.
Non è normale vedere un’intera redazione rivoltarsi contro il proprio direttore. Non è normale che i giornalisti ritirino le firme dai loro servizi, rinunciando al riconoscimento del proprio lavoro. Ma evidentemente la situazione era così grave da richiedere un gesto eclatante.
La Rai ha tentato di correre ai ripari, almeno parzialmente. Ha deciso di sollevare Petrecca dalla telecronaca della cerimonia di chiusura dei Giochi, in programma il 22 febbraio. Una mossa che sembra più un tentativo di limitare i danni che una vera presa di responsabilità. I giornalisti infatti sottolineano che “nonostante l’immagine di Rai Sport e della Rai siano state gravemente danneggiate, nulla è avvenuto”. Nessuna conseguenza seria, nessun provvedimento disciplinare, solo l’esclusione dalla prossima cerimonia.
Il punto è questo: chi dovrebbe garantire la qualità del servizio pubblico ha fatto un autogol clamoroso, e ora i colleghi si trovano costretti a protestare pubblicamente per difendere la credibilità del loro lavoro. È una situazione imbarazzante per tutti, ma soprattutto per chi guarda da fuori e si chiede come sia possibile che un direttore si auto-assegni un incarico così delicato senza avere le competenze necessarie.
La protesta dei giornalisti manda un messaggio chiaro: non si possono prendere decisioni basate su logiche di potere personale quando si parla di servizio pubblico. Le Olimpiadi sono un evento che tutto il mondo guarda, e la telecronaca deve essere affidata a chi sa farla bene, non a chi ha il grado più alto.
E tu cosa ne pensi? È giusto che i giornalisti protestino ritirando le firme? Petrecca dovrebbe dimettersi o basta togliergli la telecronaca della cerimonia di chiusura? Credi che situazioni del genere capitino solo in Rai o sono comuni in tante aziende? Lascia un commento e dicci la tua!


