Quando Netflix ha annunciato l’adattamento in carne e ossa di One Piece, la reazione della maggior parte dei fan era comprensibile: scetticismo totale. Il manga di Eiichiro Oda è uno dei più amati della storia del fumetto giapponese, con uno stile visivo talmente sopra le righe da sembrare impossibile da replicare senza che il risultato facesse ridere. La prima stagione aveva sorpreso tutti, e non poco. La seconda fa ancora meglio.
La storia riprende esattamente da dove si era fermata: Monkey D. Luffy e il suo equipaggio sono pronti ad avventurarsi lungo la Grand Line, la rotta oceanica più pericolosa e imprevedibile del mondo, in cerca del leggendario tesoro One Piece. Sulle loro tracce ci sono il Capitano della Marina Smoker e la misteriosa organizzazione Baroque Works, guidata dall’enigmatico Signor Zero. Nel mezzo di tutto questo, l’equipaggio incontra personaggi nuovi, luoghi assurdi e situazioni che sulla carta sembrano impossibili da portare in scena.
Eppure funzionano. E questo è il primo grande merito della seconda stagione.
Iñaki Godoy nei panni di Luffy rimane una delle scelte di casting più riuscite degli ultimi anni. Luffy è un personaggio difficilissimo: è infantile, irresponsabile, esilarante e allo stesso tempo capace di farti venire i brividi quando serve. Godoy riesce a tenere insieme tutto questo senza mai scivolare nel fastidioso, il che è già di per sé un’impresa. Il resto dell’equipaggio – Nami, Zoro, Sanji e Usopp – ha trovato un’alchimia autentica, e si vede in ogni scena in cui compaiono insieme.
Tra i nuovi arrivi, David Dastmalchian nel ruolo di Signor 3 è semplicemente devastante. È il tipo di attore che prende un personaggio già scritto in modo sopra le righe e riesce ad alzare ulteriormente il livello, con una presenza scenica che cattura ogni volta che appare. Charithra Chandran, già vista nella seconda stagione di Bridgerton, porta sullo schermo Miss Wednesday con una naturalezza che convince fin dall’inizio. E poi c’è Mark Harelik nel ruolo del dottor Hiruluk: la sua è un’interpretazione che arriva dritta allo stomaco, del tipo che non ti aspetti e che ricordi a lungo dopo che la scena è finita.
Sul fronte dell’azione, questa seconda stagione corregge uno dei pochi difetti della precedente. Le sequenze di combattimento sono più elaborate, più lunghe e meglio costruite. La rissa al bar con protagonista Zoro è girata in modo magnifico, con inquadrature ampie che permettono di seguire ogni movimento senza perdersi nel caos. La scelta di evitare tagli veloci e riprese tremolanti premia lo spettatore e dà alle scene il respiro che meritano.
Un altro aspetto che colpisce è la fedeltà allo spirito del materiale originale. Molte trasposizioni sembrano quasi imbarazzate di dover replicare certi elementi della fonte e finiscono per ammorbidirli o ignorarli. Qui accade l’opposto: giganti che litigano, renne parlanti, uomini con pistole ai capelli, tutto viene riprodotto con convinzione e persino con orgoglio. Il risultato è una serie che si diverte enormemente con il proprio mondo e riesce a far divertire anche chi guarda.
L’unico punto debole riguarda la grafica digitale di alcuni personaggi. Tony Tony Chopper, la renna parlante che si aggiunge all’equipaggio, soffre di una resa informatica che non regge sempre bene quando le scene si prolungano. Le emozioni del personaggio sono affidate soprattutto alla voce, resa benissimo, ma visivamente ci sono momenti in cui si vede il limite tecnologico. Non è un difetto grave, ma in una serie così curata si nota di più.
Nel complesso, One Piece 2 consolida tutto quello che la prima stagione aveva costruito e alza l’asticella su quasi tutti i fronti. È una serie che sa esattamente cosa vuole essere, ci crede fino in fondo e lo dimostra in ogni episodio.
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La Recensione
One Piece 2
Una delle migliori trasposizioni in carne e ossa mai realizzate. Più azione, personaggi nuovi memorabili e lo stesso affetto per il materiale originale che aveva reso la prima stagione una piacevole sorpresa. La grafica digitale di Chopper non è sempre all'altezza, ma è l'unica vera pecca di una serie che funziona su tutti gli altri fronti.
PRO
- I nuovi personaggi sono scritti e interpretati benissimo, Dastmalchian su tutti
- Le scene d'azione sono girate con cura e sono divertenti da guardare
- La serie abbraccia l'assurdità del mondo di Oda senza vergognarsene, e questo fa tutta la differenza
CONTRO
- La grafica digitale di alcuni personaggi ha ancora margini di miglioramento evidenti


