La corsa agli Academy Awards 2025 per la Miglior Regia presenta uno scenario storico che potrebbe riscrivere i libri di storia del cinema. Per la prima volta nella lunga cronaca degli Oscar, due donne che hanno già conquistato la statuetta potrebbero ritrovarsi faccia a faccia nella stessa categoria, pronte a duellare per una seconda vittoria. Stiamo parlando di Chloé Zhao, trionfatrice con “Nomadland” nel 2021, che torna in gara con “Hamnet”, e Kathryn Bigelow, pioniera assoluta con “The Hurt Locker” del 2010, che rilancia con il thriller esplosivo “A House of Dynamite”.
Ma la battaglia per l’ambita statuetta non si ferma qui. Paul Thomas Anderson, il maestro indiscusso del cinema d’autore con undici candidature Oscar ma zero vittorie, potrebbe finalmente spezzare la maledizione con “One Battle After Another”, un action-crime-comedy che sta incendiando la critica con un incredibile 97% su Rotten Tomatoes. Nel frattempo, Ryan Coogler spinge per scrivere un’altra pagina di storia: dopo aver reso “Black Panther” il primo film di supereroi candidato come Miglior Film, ora punta a diventare il primo regista nero a vincere l’Oscar alla regia con “Sinners”. La posta in gioco non è mai stata così alta, e le sorprese dietro l’angolo potrebbero ribaltare ogni pronostico.
Le regine del nuovo cinema: quando il talento femminile domina
Zhao arriva alla contesa con tutte le credenziali per ripetere il miracolo di “Nomadland”. “Hamnet”, adattamento poetico del romanzo di Maggie O’Farrell su dolore, arte e eredità, ha già conquistato il People’s Choice Award del Toronto International Film Festival, un riconoscimento che storicamente funge da trampolino di lancio verso la gloria degli Academy Awards. Basti pensare che “Green Book” seguì esattamente lo stesso percorso prima di trionfare agli Oscar. La regista cinese naturalizzata americana può contare anche su un team di produzione stellare che include Oscar winner del calibro di Sam Mendes e Steven Spielberg, dettaglio che non passa mai inosservato agli elettori dell’Accademia.
Dall’altra parte del ring troviamo Kathryn Bigelow, che dopo quasi un decennio lontana dai riflettori è tornata con la forza esplosiva che l’ha sempre contraddistinta. “A House of Dynamite” è un thriller politico con un conto alla rovescia di diciotto minuti che ruota attorno a una minaccia nucleare, protagonisti Idris Elba e Rebecca Ferguson. Le recensioni entusiastiche lodano il ritmo serrato e la tensione da brivido che solo la Bigelow sa creare.
L’eterno secondo Paul Thomas Anderson e la sindrome dell’overdue
Ma attenzione: aleggia sopra tutte queste candidate l’ombra imponente di Paul Thomas Anderson, l’autore venerato che ha collezionato più candidature Oscar senza mai vincere di chiunque altro nella categoria regia. “Una battaglia dopo l’altra” presenta un cast da sogno con Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Chase Infiniti, Regina Hall e Teyana Taylor, e soprattutto vanta numeri da capogiro: 96 su Metacritic e il già citato 97% su Rotten Tomatoes.
La narrativa del “premio dovuto” potrebbe giocare a favore di Anderson, esattamente come accadde a Martin Scorsese con “The Departed – Il bene e il male” nel 2007. Steven Spielberg, che curiosamente è anche produttore di Zhao, si è esposto pubblicamente elogiando il lavoro dell’autore, alimentando ulteriormente l’hype intorno al progetto.
Ryan Coogler e la rivoluzione che viene dal Marvel Universe
Non sottovalutate Ryan Coogler, che dopo il successo critico e commerciale di “I peccatori” si presenta come un contendente formidabile. L’ex regista Marvel ha già fatto la storia portando “Black Panther” a essere il primo cinecomic candidato come Miglior Film, e ora punta a un traguardo ancora più significativo: diventare il primo afroamericano a conquistare l’Oscar alla regia.
Il suo curriculum parla da solo: oltre a “Black Panther”, ha lavorato come produttore su “Judas and the Black Messiah”, candidato nel 2021. La strada è spianata per una candidatura che potrebbe trasformarsi in vittoria.
Le wild card che potrebbero sconvolgere tutto
Come sempre, la stagione dei premi cinematografici riserva sorprese dell’ultimo minuto. Craig Brewer con la storia d’amore “Song Sung Blue”, prevista in anteprima all’AFI Film Festival, potrebbe attirare l’attenzione degli elettori mainstream. Occhio anche ai fratelli Safdie: Josh con “Marty Supreme” di A24 starring Timothée Chalamet, e Benny con “The Smashing Machine” con Dwayne Johnson ed Emily Blunt, già premiato con il Leone d’Argento alla regia a Venezia.
La corsa è apertissima e ogni film potrebbe riservare la sorpresa decisiva. Tu per chi tifi in questa battaglia epica? Credi che sia finalmente arrivato il momento di Anderson, o preferiresti vedere trionfare una delle due registe veterane? Raccontaci nei commenti chi secondo te meriterebbe di portarsi a casa l’ambita statuetta!


