Sta tornando Peaky Blinders. Non come semplice revival, ma con una nuova storia, un nuovo protagonista e un salto in avanti nel tempo che cambia parecchio l’atmosfera.
La conferma è arrivata in queste ore: Netflix e BBC stanno già lavorando a una nuova serie ambientata dopo gli eventi del film Peaky Blinders: The Immortal Man. E non si tratta di un progetto lontano, ma di qualcosa che è già in produzione.
La cosa interessante è subito chiara.
Il protagonista non sarà più Tommy Shelby.
Al centro della storia ci sarà Duke Shelby, suo figlio. E a interpretarlo sarà Jamie Bell. Un cambio importante, perché per anni il volto della serie è stato quello di Cillian Murphy. Senza di lui, è inevitabile chiedersi che tipo di serie sarà.
La nuova storia è ambientata circa dieci anni dopo il film, quindi nei primi anni ’50. L’Inghilterra sta cercando di ricostruirsi dopo la guerra e Birmingham diventa un luogo pieno di opportunità ma anche di tensioni.
E qui entra in gioco Duke.
Secondo le prime informazioni, il personaggio sarà più adulto, più ambizioso e più pericoloso. In pratica, una versione diversa rispetto a quella vista nelle ultime stagioni. Non più una figura in crescita, ma qualcuno già pronto a prendersi spazio.
Accanto a Jamie Bell ci sarà un cast interessante. Tra i nomi già confermati ci sono Jessica Brown Findlay, Lashana Lynch e Charlie Heaton, che molti conoscono per Stranger Things. Un gruppo che fa capire che il progetto non è improvvisato.
Dietro tutto questo c’è ancora Steven Knight, il creatore della serie. E anche questo è un dettaglio che conta, perché significa continuità nella scrittura e nella visione.
La nuova serie è già stata ordinata per due stagioni da sei episodi ciascuna. Quindi non è un esperimento. È un progetto su cui si punta.
A questo punto la domanda viene naturale.
Può funzionare Peaky Blinders senza Tommy Shelby?
Perché diciamolo: gran parte del successo della serie era legata proprio a quel personaggio. Il suo modo di parlare, di muoversi, di gestire il potere. Era lui il centro di tutto.
Portare avanti la storia senza di lui è una scelta forte.
Allo stesso tempo, però, ha senso. Dopo sei stagioni e un film, continuare con lo stesso schema avrebbe rischiato di diventare ripetitivo. Spostare l’attenzione su Duke permette di raccontare un’altra fase, con dinamiche diverse.
E forse è proprio questo il punto.
Non si tratta di copiare il passato, ma di capire se il mondo di Peaky Blinders può reggersi anche con un’altra generazione.
C’è anche un altro aspetto da considerare.
L’ambientazione negli anni ’50 cambia il contesto. Meno guerra, più ricostruzione. Ma questo non significa meno violenza. Anzi, dalle prime descrizioni si parla di una città dove le opportunità e i rischi convivono in modo molto forte.
Quindi l’atmosfera dovrebbe restare coerente, anche se con sfumature diverse.
Nel frattempo, il fatto che il progetto sia partito così velocemente dopo il film fa pensare che ci sia ancora molto interesse intorno alla serie. E questo è un buon segnale.
Chi ha seguito Peaky Blinders fin dall’inizio probabilmente guarderà anche questo nuovo capitolo. Chi invece arriva adesso potrebbe trovarsi davanti a una storia più accessibile, senza dover recuperare tutto il passato.
E qui torno alla domanda.
Tu lo guarderai anche senza Tommy Shelby oppure per te Peaky Blinders finisce lì?
Scrivilo nei commenti, perché su questo le opinioni sono già diverse. C’è chi è curioso di vedere cosa succede con Duke e chi invece è più scettico.
E in fondo è normale. Quando una serie cambia così tanto, la reazione non può essere una sola.


