Esiste un tipo specifico di pitch cinematografico che nella storia di Hollywood ha prodotto i risultati più imprevedibili: quello in cui qualcuno entra in una stanza, apre la bocca e dice una cosa che, sulla carta, suona come un’idea che dovrebbe fallire nel modo più spettacolare possibile. Pecore che investigano su un omicidio. Non pecore parlanti nel senso animato della parola, non un cartoon, non una favola medievale: un film vero, con Hugh Jackman, un budget di ottanta milioni di dollari e una sceneggiatura firmata da Craig Mazin, lo stesso che ha scritto Chernobyl e The Last of Us. Pecore. Che indagano. Su un omicidio.
E invece funziona. Non solo funziona: The Sheep Detectives, uscito in Italia il 7 maggio con il titolo Pecore Sotto Copertura, è diventato a sorpresa uno degli eventi cinematografici della settimana, con il 93% sulla piattaforma di recensioni più consultata dagli anglofoni e un pubblico che sembra aver deciso all’unanimità che sì, valeva il prezzo del biglietto.
La trama, che va raccontata senza saltare nessun dettaglio perché ogni dettaglio è necessario
George Hardy è un pastore. Vive fuori dal paese inglese di Denbrook, in un prato, con il suo gregge, lontano da tutto. Ogni sera legge ad alta voce ai suoi animali romanzi gialli, convinto che non capiscano una parola di quello che dice, che sia semplicemente un modo piacevole per condividere la propria passione con le creature di cui si prende cura.
Le pecore capiscono tutto. Non solo capiscono: dopo che George va a dormire, passano ore a discutere i casi, analizzare gli indizi, identificare i colpevoli e costruire teorie investigative. Si sono formate sui libri di George come si formano i detective sui manuali di procedura criminale, e credono sinceramente di sapere come funziona un’indagine.
Poi George viene trovato morto in circostanze misteriose. Le pecore capiscono immediatamente che è un omicidio e decidono di occuparsene personalmente, perché il poliziotto locale Tim Derry, interpretato da Nicholas Braun che evidentemente non aveva ancora soddisfatto la sua quota annua di personaggi incompetenti dopo Succession, non sembra in grado di gestire niente di più complicato di un parcheggio in divieto di sosta.
Il cast
Hugh Jackman interpreta George, che muore abbastanza presto nel film. Il fatto che il protagonista nominale sia morto nella prima parte non è uno spoiler: la storia lo dice chiaramente fin dall’inizio, e il film costruisce tutta la sua struttura narrativa su questo dato. Jackman ha raccontato in un’intervista che aveva accettato il ruolo prima di finire di leggere la sceneggiatura. È il tipo di decisione che o conferma che hai un ottimo istinto o che hai firmato qualcosa che guarderai con imbarazzo tra vent’anni. In questo caso sembra il primo.
Le voci delle pecore sono quelle di Julia Louis-Dreyfus nel ruolo di Lily, la più intelligente del gregge, Bryan Cranston in quello del saggio ma insicuro Sebastian, Chris O’Dowd, Regina Hall, Patrick Stewart nei panni del dignitoso Sir Ritchfield, Bella Ramsey e Brett Goldstein. È un cast vocale che da solo giustificherebbe il prezzo del biglietto, costruito con la stessa logica con cui si mette insieme una squadra per un heist movie: ognuno ha il suo ruolo preciso, ognuno porta qualcosa di specifico, e il risultato è più divertente della somma delle parti.
Emma Thompson è nel cast umano in un ruolo misterioso, e Nicholas Galitzine fa il giornalista d’assalto. Hong Chau è l’altra presenza umana di rilievo. Sostanzialmente il film ha due cast paralleli che operano su piani diversi della storia, e la cosa stranamente funziona.
Craig Mazin ha scritto Chernobyl, poi ha scritto questo
Non è un’accusa, sia chiaro. È solo un dato che dice qualcosa sulla traiettoria creativa di un autore. Craig Mazin ha scritto Chernobyl, la miniserie che ha probabilmente cambiato per sempre il modo in cui il pubblico generalista pensa alle catastrofi nucleari. Poi ha scritto The Last of Us per HBO. E poi ha lavorato sulla sceneggiatura di un film su delle pecore investigatrici, basato su un romanzo tedesco del 2005 di Leonie Swann intitolato Three Bags Full.
La cosa che rende questa scelta meno bizzarra di quanto sembri è che Three Bags Full non è un libro per bambini nel senso che si usa di solito per liquidare le storie con gli animali. È un giallo vero, con una struttura narrativa costruita, e con un tema di fondo su come le comunità elaborano il lutto e il cambiamento che è abbastanza più denso di quello che il titolo suggerisce. Il fatto che Mazin lo abbia scelto come progetto tra Chernobyl e qualsiasi altra cosa potesse scrivere dice che probabilmente ha letto il libro e ha visto qualcosa che valeva la pena portare sullo schermo.
Kyle Balda ha fatto i Minions, poi ha fatto questo
Anche questo non è un’accusa. Kyle Balda ha diretto Cattivissimo me 3 e Minions 2, due film che hanno guadagnato cifre nell’ordine del miliardo di dollari e che, al di là di qualsiasi giudizio critico, dimostrano che sa gestire un racconto visivo destinato a un pubblico ampio. Il passaggio a un film live-action con pecore parlanti e un’indagine per omicidio è meno strano di quanto sembri nel curriculum di qualcuno che conosce molto bene come funziona la commedia per famiglie e come si costruisce il ritmo in quel tipo di storia.
Le riprese si sono svolte in estate del 2024 tra il Buckinghamshire, l’Oxfordshire, il Surrey e gli Shepperton Studios. Hugh Jackman ha dovuto lavorare con pupazzi durante le riprese, visto che le pecore nei momenti parlanti non erano pecore vere, e ha dichiarato che l’esperienza era abbastanza surreale nel modo migliore possibile. Il film doveva originariamente uscire a febbraio 2026, poi era stato spostato a novembre, poi riportato a maggio per evitare di competere con il film animato di Cat in the Hat. È il tipo di iter produttivo che o indica un progetto in difficoltà o indica un progetto che non sa dove collocarsi nel calendario e alla fine trova il suo posto quasi per caso. In questo caso sembra il secondo.
Knives Out incontra Babe, dicono tutti
Il confronto con Knives Out è inevitabile e abbastanza onesto: c’è un omicidio misterioso in un ambiente circoscritto, ci sono i sospettati umani, c’è un’indagine che procede secondo una logica propria. Il confronto con Babe è altrettanto inevitabile: ci sono animali che parlano, c’è la campagna inglese, c’è un rapporto tra animali e umani che non è mai sentimentale in modo gratuito.
Il fatto che il film riesca a stare in entrambe le categorie senza essere né l’uno né l’altro è probabilmente il suo risultato più interessante. Il 96% del pubblico su Rotten Tomatoes che dice di averlo apprezzato suggerisce che chi è andato al cinema con aspettative ragionevoli non è uscito deluso. Il che, nell’estate cinematografica del 2026, è già qualcosa che vale la pena segnare in agenda.
Pecore Sotto Copertura è nelle sale italiane dall’7 maggio. Se avete bambini da portare al cinema e non sapete cosa scegliere, questa è probabilmente la risposta più solida della settimana. Se non avete bambini ma avete voglia di un giallo britannico con Julia Louis-Dreyfus che dà la voce a una pecora investigatrice, la risposta non cambia.
L’avete già visto, e se sì, avete pianto per le pecore? Perché sembra che molti l’abbiano fatto e nessuno lo stia ammettendo volentieri.


