Roberto Benigni, premio Oscar e icona del cinema italiano, è finito al centro di una bufera mediatica dopo che un video pubblicato su TikTok dall’utente @robertoficorella lo ha immortalato alla guida per le strade di Roma in una situazione quanto meno discutibile. Mano destra sul volante, mano sinistra appoggiata sulla guancia mentre stringe uno smartphone. E non è tutto: dalla giacca dell’attore 72enne non spunta nemmeno l’ombra della cintura di sicurezza, che giace inerte dietro la sua schiena in quello che sembra essere il classico “trucchetto” per ingannare i sensori dell’auto.
Le immagini, diventate virali in poche ore, mostrano Benigni al volante della sua Smart mentre attraversa il traffico della Capitale, apparentemente indifferente ai clacson e alle grida di altre auto bloccate. Lo sguardo rimane fisso davanti a sé, i piedi sui pedali, ma in caso di brusca frenata non ci sarebbe nulla a proteggerlo dal parabrezza. La cintura di sicurezza, elemento fondamentale per la sicurezza stradale, sembra essere stata sistemata dietro la schiena per tenere “buoni” i sensori della macchina senza doverla effettivamente indossare.
Sul web è scoppiato il dibattito. “Potrebbero fargli la multa per uso del cellulare e la cintura non indossata, ma lui è Benigni“, commenta qualcuno con un misto di ironia e indignazione. Altri sono più diretti: “Cellulare, Smart, non risponde… proprio uno del popolo!”. Eppure c’è anche chi lo difende: “A me non sta simpatico come personaggio, ma come persona ha tutto il diritto di farsi gli affari suoi mentre è in macchina come tutti voi”.
Le infrazioni al codice della strada che nessuno può ignorare
Mettiamo da parte per un momento il fatto che stiamo parlando di Roberto Benigni e analizziamo oggettivamente la situazione. Guidare con il cellulare in mano è una delle infrazioni più comuni e pericolose sulle strade italiane. La sanzione prevista dal Codice della Strada va da 165 a 660 euro, con la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi in caso di recidiva. Non indossare la cintura di sicurezza comporta una multa da 83 a 332 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente.
Il “trucchetto” della cintura dietro la schiena è una pratica diffusa ma estremamente pericolosa. Non solo vanifica completamente il sistema di sicurezza dell’auto, ma inganna i sensori facendo credere che la cintura sia allacciata. In caso di incidente, le conseguenze potrebbero essere fatali.
Benigni è davvero “uno del popolo”?
La difesa più curiosa arrivata dai social è quella che dipinge Benigni come “uno del popolo”, qualcuno che si comporta come tutti noi. Ma è davvero un buon argomento? Se tutti infrangessimo le regole della strada con la stessa disinvoltura, le nostre strade sarebbero ancora più pericolose di quanto già non siano. Il fatto che molti guidino con il cellulare o senza cintura non rende questi comportamenti accettabili, anzi.
Benigni ha sempre predicato valori di umanità, rispetto e consapevolezza attraverso il suo cinema e le sue apparizioni pubbliche. Ricordiamo i suoi comizi televisivi in cui parlava di temi importanti con la sua inconfondibile verve comica. Forse sarebbe il caso di organizzare un comizio anche sul codice della strada? Potrebbe essere un modo simpatico per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della sicurezza stradale, magari spiegando perché la cintura di sicurezza non è un optional e il cellulare può aspettare.
La celebrity e l’esempio pubblico
Il punto vero della questione è questo: quando sei una figura pubblica del calibro di Roberto Benigni, le tue azioni hanno un peso diverso. Non si tratta di togliere a chiunque il “diritto di farsi gli affari suoi”, ma di riconoscere che milioni di persone ti guardano come modello. Se Benigni può guidare con il cellulare in mano e senza cintura, perché non dovrei farlo anch’io? È questo il messaggio che vogliamo passare?
Ovviamente non sappiamo cosa stesse facendo Benigni al telefono. Potrebbe essere stata un’emergenza, una chiamata importante che non poteva rimandare. Ma allora perché non accostare? Perché rischiare la propria incolumità e quella degli altri per una telefonata?
La polemica social dimostra ancora una volta come le celebrity siano sotto costante osservazione. Ogni loro gesto viene scrutinato, commentato, condiviso. È il prezzo della fama, diranno alcuni. È giusto invadere la privacy delle persone, diranno altri. Ma quando si tratta di sicurezza stradale, il discorso cambia. Non è questione di gossip o di violazione della privacy: è questione di responsabilità civica.
E tu cosa ne pensi? Credi che Benigni dovrebbe essere sanzionato come qualsiasi altro cittadino o pensi che sia solo una tempesta in un bicchier d’acqua? E soprattutto, ti piacerebbe vedere un comizio di Benigni sul codice della strada? Faccelo sapere nei commenti!


