La puntata di Foodish dedicata alla parmigiana di melanzane ha regalato momenti esilaranti e verdetti sorprendenti. Con Lucia Ocone nel ruolo di giudice ospite e Joe Bastianich che ha fatto una delle sue battute tipiche esclamando “film di orrore” in diretta, la trasmissione ha messo alla prova quattro ristoranti romani nella sfida più classica della cucina italiana del Sud. Ma come sempre quando si parla di parmigiana, le interpretazioni sono state tutto fuorché scontate.
La dinamica di gara ha seguito il format consolidato di Foodish: quattro proposte diverse, dai 12 ai 17 punti di punteggio, con valutazioni che tengono conto sia della tecnica esecutiva che dell’innovazione. Perché diciamocelo, nel programma non basta saper cucinare bene: serve quel fattore “wow” che fa esclamare i giudici e conquista il pubblico televisivo.
A vincere è stata la proposta più tradizionale, quella di Cesare di Sicilia Bedda, che ha portato in tavola una parmigiana siciliana con melanzana fritta e uova sode. Un approccio che ha conquistato i giudici per l’equilibrio dei sapori, dimostrando che a volte la semplicità paga più dell’originalità spinta. Ma le altre tre proposte hanno fatto discutere, ognuna a modo suo.
Il vincitore: tradizione siciliana perfetta
Cesare di Sicilia Bedda ha fatto centro con i 17 punti conquistati grazie a una parmigiana che rispetta la tradizione siciliana arricchendola con le uova sode. La melanzana fritta era perfettamente equilibrata, senza quella nota amara che spesso rovina il piatto, e l’insieme dei sapori ha convinto sia Lucia che Joe. È la dimostrazione che quando si tratta di piatti iconici, l’esecuzione impeccabile della ricetta tradizionale può battere qualsiasi sperimentazione azzardata.
Le uova sode sono un classico della versione siciliana che aggiunge cremosità e ricchezza senza stravolgere l’identità del piatto. Una scelta che dimostra come l’innovazione possa venire anche dal recupero di varianti regionali autentiche, piuttosto che da sperimentazioni moderne.
Sciccherie: la napoletana senza frittura
Al secondo posto con 16 punti, Sciccherie ha proposto una versione napoletana moderna che elimina la frittura, puntando su melanzane grigliate. L’idea sulla carta è interessante e strizza l’occhio alle tendenze salutiste, ma l’esecuzione ha mostrato alcuni limiti tecnici.
La melanzana risultava molto amara e pizzicante, segno che probabilmente non era stata trattata adeguatamente con il sale o che la varietà scelta non era quella giusta. Il pomodoro ristretto e la provola “che spinge” hanno creato un insieme di sapori tutti molto intensi che, invece di bilanciarsi, si sono scontrati. È un esempio di come l’innovazione richieda non solo creatività ma anche padronanza tecnica assoluta.
Golfo di Napoli: la crocchetta che divide
Anche Golfo di Napoli di Marianeve ha ottenuto 16 punti con la sua crocchetta alla parmigiana, un’idea originale che unisce due classici della cucina campana. La crocchetta di patate viene fritta, aperta e farcita con parmigiana tradizionale, creando un finger food che va mangiato rigorosamente a mano.
L’aspetto tecnico ha convinto Joe: impanatura croccante e non unta, segno di una frittura eseguita correttamente. Lucia ha apprezzato il primo morso ma si è lamentata della difficoltà nel spezzare il boccone. Il verdetto finale di Joe è stato un po’ ambivalente: “too much” per l’eccesso di elementi, ma riconoscimento della bontà tecnica dell’esecuzione.
Velia Bistrot: quando la destrutturazione fallisce
Il punteggio più basso della serata, 12 punti, è andato al Velia Bistrot, il locale dal nome dedicato alla nonna del proprietario. L’idea di destrutturare completamente la parmigiana trasformandola in polpette di melanzane con provola al centro, salsa di pomodoro, basilico e ricotta affumicata, è audace ma mal riuscita.
Lucia ha apprezzato il gioco di croccantezza e morbidezza delle polpette fritte, ma il problema fondamentale è rimasto: non si sentiva più il sapore della melanzana. Joe è stato ancora più critico, notando come il pomodoro sovrastasse tutto il resto e rendesse irriconoscibile l’ingrediente principale.
È l’esempio perfetto di come in Foodish l’innovazione fine a se stessa non paghi: se destrutturi un piatto classico, devi comunque mantenerne riconoscibili le caratteristiche organolettiche principali.
La lezione di Foodish
Questa puntata ha dimostrato ancora una volta che nel programma l’equilibrio tra tradizione e innovazione è fondamentale. I giudici premiano chi sa rispettare l’identità del piatto aggiungendo un tocco personale autentico, mentre bocciano senza pietà chi stravolge solo per stupire.
La parmigiana perfetta richiede melanzane di qualità, trattate correttamente con il sale, fritte alla giusta temperatura, alternate con una salsa di pomodoro concentrata ma non invadente e formaggi che fondano senza diventare gommosi. È un piatto che racconta storie di famiglia e tradizioni regionali.
Ma ora tocca a te: qual è secondo te la migliore parmigiana di melanzane di Roma? Hai mai assaggiato quella di questi quattro locali? E cosa ne pensi delle interpretazioni creative: geniali o blasfeme? Raccontaci nei commenti qual è il tuo posto del cuore per questo piatto della tradizione!


