C’è una frase che Mahmood ha detto in un’intervista uscita in questi giorni che dice tutto, in poche parole: “Mi sento come una tigre bianca in uno zoo.” Non è una metafora buttata lì per fare effetto. È la descrizione precisa di come si sente ogni volta che mette piede fuori casa a Milano: osservato, inquadrato, registrato, esposto. E alla fine ha deciso che ne aveva abbastanza.
Il cantante – all’anagrafe Alessandro Mahmoud, vincitore di due Festival di Sanremo e autore di Soldi, la canzone italiana più ascoltata in streaming di tutti i tempi – ha annunciato il suo trasferimento in Spagna attraverso un’intervista alla rivista internazionale Butt, realizzata in una vasca idromassaggio e pubblicata a metà marzo 2026. Il titolo del pezzo è già tutto un programma: In a Jacuzzi. E dentro quella conversazione Mahmood non usa filtri.
“Mi trasferisco in Spagna” dice subito, senza preamboli. “Ho bisogno di passare più tempo a camminare per strada, a pensare ai miei drammi, senza essere perseguitato.” La parola “perseguitato” non è casuale. Mahmood racconta cosa significa per lui uscire a Milano dopo anni di fama: ogni momento può diventare un video, ogni gesto può finire su un telefono e poi sui social. “Non mi piace quando la gente mi riprende mentre ballo” spiega. “Magari sono ubriaco. Non voglio fare brutta figura davanti a una telecamera.” È la vita di chi è diventato troppo famoso per avere ancora una vita normale, e lo sa benissimo.
Poi aggiunge un aneddoto che fa capire meglio di qualsiasi spiegazione quanto le cose siano diventate surreali. Racconta di aver avuto un incontro intimo con una persona, e che dopo quella persona gli ha detto con tutta la naturalezza del mondo che i suoi figli erano suoi grandi fan. “Stavo pensando: cosa?” racconta Mahmood. “Non sapevo cosa stesse succedendo, ma nel complesso mi stavo divertendo.” È il tipo di situazione che fa ridere raccontata così, ma che nella realtà di ogni giorno pesa enormemente.
La Spagna non è una fuga. È una scelta precisa.
Mahmood non sta scappando da qualcosa senza sapere dove va. Sa esattamente cosa cerca: uno spazio in cui poter essere una persona normale, camminare per strada senza essere riconosciuto, sedersi in un bar senza che qualcuno tiri fuori il telefono. La Spagna, per lui, rappresenta quella possibilità. Un paese in cui è conosciuto ma non abbastanza da perdere la propria privacy quotidiana. Un posto in cui ricominciare a vivere prima di ricominciare a fare musica.
Perché la pausa non riguarda solo il trasferimento geografico. Nel 2026 Mahmood si ferma completamente: nessun tour, nessun nuovo singolo, nessuna pubblicazione. Una scelta che ha spiegato con una chiarezza disarmante: “Ho smesso di andare in tour e di pubblicare nuove canzoni perché ho davvero bisogno di tempo per trovare una nuova ispirazione, una visione diversa da condividere con le persone.” Non è stanchezza nel senso comune del termine. È la consapevolezza che per fare musica vera bisogna prima avere qualcosa da dire, e per avere qualcosa da dire bisogna tornare a vivere.
Da dove viene Mahmood e cosa ha costruito?
Per capire il peso di questa decisione bisogna ricordare da dove arriva Mahmood. Prima del successo, ha lavorato nei bar per mantenersi mentre cercava di costruire una carriera musicale che sembrava non voler decollare. L’industria discografica all’inizio lo ha trattato male, come lui stesso racconta senza mezzi termini: “Mi hanno trattato come uno schifo. Volevano che pubblicassi una canzone terribile, super pop. Mi dicevano che dovevo ascoltare quello che passava alla radio.”
Poi è arrivata Soldi, nel 2019. Una canzone che nessuno credeva potesse funzionare. “Dicevano: carina, strana” ricorda Mahmood. “Ma è diventata la canzone italiana più ascoltata in streaming di tutti i tempi.” Da quel momento in poi la sua vita è cambiata in modo definitivo, con un secondo Sanremo vinto, una carriera internazionale e una presenza costante nel dibattito culturale italiano.
Ma insieme al successo è arrivato anche il prezzo che si paga per averlo. E Mahmood ha deciso che quel prezzo, almeno per ora, è troppo alto.
In un mondo in cui tutti i artisti sembrano dover essere sempre presenti, sempre visibili, sempre sui social con qualcosa di nuovo da mostrare, la scelta di Mahmood di sparire per ricaricarsi è tutt’altro che scontata. Significa rinunciare a visibilità, a opportunità, a tutto quello che il mercato musicale considera indispensabile. Significa mettere il proprio benessere davanti alla carriera. E farlo a voce alta, in un’intervista in cui non nasconde niente – né il disagio, né l’ironia su sé stesso, né la battuta sul botox (“La mia faccia sta cadendo“, dice scherzando, “lo farò prima o poi”) – è una forma di onestà che non si vede spesso.
La Spagna aspetta. E l’Italia, quando Mahmood sarà pronto, probabilmente lo aspetterà anche lei.
E tu cosa ne pensi della scelta di Mahmood? Capire o no la sua decisione di lasciare tutto? Lascia un commento.


