Ti ricordi quando finiva “Better Call Saul” nel 2022 e ti chiedevi cosa avrebbe fatto dopo Vince Gilligan? Beh, la risposta è arrivata: si chiama “Pluribus” ed è la sua nuova serie su Apple TV. E sai qual è la prima cosa che hanno notato tutti? È ambientata ad Albuquerque, New Mexico, proprio come “Breaking Bad” e “Better Call Saul”. In più c’è Rhea Seehorn, quella che interpretava Kim Wexler. Quindi è normale che molti abbiano pensato: “Oddio, ci sarà un crossover?”
Albuquerque sì, ma niente incroci tra serie
Purtroppo devo darti una brutta notizia. Gilligan ha già spento gli entusiasmi parlando con The Verge. Ha spiegato che ha scelto Albuquerque semplicemente perché lì può lavorare con la stessa squadra tecnica di sempre. E parliamo di persone che collaborano con lui da quasi vent’anni: hanno fatto “Breaking Bad”, “Better Call Saul” e anche il film “El Camino” del 2019. Quando gli hanno chiesto del possibile crossover, la sua risposta è stata chiarissima: “Non trattenere il respiro, diventeresti blu”. Insomma, lascia perdere.
Una storia di fantascienza vera e propria
Ma di cosa parla esattamente “Pluribus”? La protagonista si chiama Carol Sturka ed è una scrittrice di romanzi rosa un po’ dozzinali. È stufa del tipo di libri che scrive e dei suoi lettori, che sembrano adorare qualsiasi cosa lei pubblichi senza farsi troppe domande. Però a un certo punto succede qualcosa di assurdo: un virus trasforma tutti gli esseri umani del pianeta (tranne lei) in una specie di mente collettiva. La gente diventa docile, contenta e si comporta come un gruppo di automi tutti uguali. Lei è l’unica rimasta normale in mezzo a questo caos.
Potrebbe succedere di tutto (anche se probabilmente non succederà)
Ok, Gilligan ha detto di no al crossover. Ma la verità è che con una serie di fantascienza come questa, tecnicamente potrebbe succedere qualsiasi cosa. Il virus arriva dallo spazio, c’è di mezzo una fonte extraterrestre sconosciuta. In teoria ci sarebbe spazio per qualche scherzo narrativo che collega mondi diversi, no?
Detto questo, probabilmente è anche meglio così. Negli ultimi anni abbiamo visto troppi film e serie sui supereroi che hanno sfruttato il concetto di multiverso solo per vendere nostalgia, trasformando quello che poteva essere uno strumento narrativo interessante in una banale operazione commerciale. Forse qualche piccolo riferimento o omaggio potremmo vederlo, considerando che stiamo parlando di un mondo dove un virus alieno ha trasformato l’intera popolazione. Ma un vero crossover? Meglio di no.
“Pluribus” è una serie a sé stante, e questa è una buona notizia. Gilligan sta tornando alle sue radici di scrittore per “X-Files” e ci sta regalando qualcosa di completamente diverso da quello che ha fatto fino ad ora. Possiamo finalmente goderci una serie per quello che è, senza doverci chiedere come si collega a tutto il resto.
E tu cosa ne pensi? Ti piacerebbe vedere un crossover oppure preferisci che “Pluribus” rimanga una storia completamente nuova? Dimmelo nei commenti!


