La saga di Pirati dei Caraibi ha un prequel ufficiale, ma moltissimi fan probabilmente non l’hanno mai visto. Si intitola Pirates of the Caribbean: Tales of the Code: Wedlocked, dura circa dieci minuti ed è stato pubblicato da Disney nel 2011 come contenuto speciale di una raccolta Blu-ray dedicata ai primi quattro film. La parte più curiosa? La storia si svolge prima di La maledizione della prima luna e coinvolge direttamente due donne legate a Jack Sparrow.
Non aspettatevi però Johnny Depp al centro della scena.
Jack Sparrow è praticamente il grande assente che riesce comunque a creare problemi a tutti, quindi da questo punto di vista il personaggio viene rispettato perfettamente.
Il prequel racconta la storia di Giselle e Scarlett
Le protagoniste sono Giselle e Scarlett, interpretate da Vanessa Branch e Lauren Maher, due personaggi che i fan della saga hanno già incontrato nei film.
Nel corto scopriamo che entrambe pensano di essere promesse spose di Jack Sparrow. Nessuna delle due sa però che Jack ha fatto la stessa promessa all’altra.
Il risveglio è prevedibilmente poco romantico.
Le due donne capiscono di essere state prese in giro e finiscono coinvolte in una vicenda che riprende direttamente uno degli elementi più famosi dell’attrazione originale di Pirates of the Caribbean nei parchi Disney: l’asta delle donne. Disney stessa descrive il corto come una storia ispirata proprio a quella scena dell’attrazione.
Jack, naturalmente, riesce a peggiorare ulteriormente la situazione senza nemmeno presentarsi.
Secondo la storia, avrebbe infatti scambiato le due donne con il banditore in cambio di un elegante cappello.
Romanticismo secondo Jack Sparrow.
Il Codice dei Pirati diventa finalmente protagonista
Il vero protagonista nascosto di Wedlocked è però un oggetto che nei film viene nominato continuamente: il Codice dei Pirati.
Nel corto compare fisicamente come un enorme libro trattato da tutti con un rispetto quasi religioso.
Chi conosce la saga ricorderà bene quanto spesso Jack Sparrow, Barbossa e gli altri pirati tirino fuori il Codice nel momento più conveniente possibile. Già nel primo film Elizabeth Swan cerca di sfruttarlo per ottenere il diritto di parlamentare, salvo scoprire che Barbossa considera quelle regole più simili a indicazioni che a veri obblighi.
Wedlocked prova ad allargare proprio quell’idea.
Il titolo completo, Tales of the Code, suggerisce infatti che il corto avrebbe potuto essere soltanto l’inizio.
Doveva nascere una serie di cortometraggi?
Sì, almeno nelle intenzioni del regista.
Dietro Wedlocked c’è James Ward Byrkit, che anni dopo avrebbe diretto il celebrato thriller fantascientifico Coherence. Byrkit aveva già lavorato all’universo di Pirati dei Caraibi in vari reparti creativi e considerava il Codice uno strumento perfetto per raccontare piccole storie autonome ambientate nello stesso mondo.
L’idea era semplice: ogni corto avrebbe potuto raccontare una nuova vicenda collegata a una delle regole del Codice.
Da qui il nome Tales of the Code.
La serie però non è mai andata avanti e Wedlocked è rimasto l’unico episodio realizzato.
Un piccolo esperimento narrativo abbandonato proprio mentre Disney aveva tra le mani uno dei franchise più redditizi del periodo.
Fu girato approfittando dei set già esistenti
C’è anche un motivo molto pratico per cui il corto venne realizzato.
La produzione sfruttò i set costruiti per Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo, che erano destinati allo smantellamento. Invece di lasciarli sparire immediatamente, il team li utilizzò per girare Wedlocked in pochi giorni.
Il risultato è sorprendentemente ricco per un filmato di appena dieci minuti.
Le scenografie sembrano quelle dei lungometraggi perché, in molti casi, lo sono letteralmente.
Il corto è colorato, pieno di pirati, costumi e ambientazioni familiari. Non ha certo l’ambizione visiva di un film da centinaia di milioni di dollari, ma sembra comunque appartenere allo stesso universo senza l’aria del contenuto promozionale realizzato al risparmio.
Nacque dopo il successo enorme della saga
La sua esistenza diventa ancora più comprensibile ricordando cosa rappresentava Pirati dei Caraibi per Disney in quegli anni.
La maledizione della prima luna era uscito nel 2003 con un budget di circa 140 milioni di dollari e aveva incassato oltre 654 milioni nel mondo. Un risultato enorme per un film tratto da un’attrazione dei parchi tematici, soprattutto in un periodo nel quale il genere piratesco non era considerato particolarmente sicuro al botteghino.
Il successo trasformò rapidamente Jack Sparrow in uno dei personaggi cinematografici più riconoscibili degli anni Duemila.
Disney costruì quindi due sequel consecutivi con Gore Verbinski, poi continuò la saga con Oltre i confini del mare nel 2011 e La vendetta di Salazar nel 2017.
In mezzo a quei colossi da centinaia di milioni di dollari c’è questo piccolo corto che prova a raccontare dieci minuti della vita quotidiana dei pirati.
Jack Sparrow non compare davvero, ma si sente ovunque
La scelta più divertente è proprio quella di lasciare Jack fuori scena.
Johnny Depp non compare fisicamente nel corto, eppure praticamente ogni situazione nasce dalle azioni del suo personaggio.
Giselle e Scarlett sono furiose con lui.
Il banditore è coinvolto nei suoi imbrogli.
La loro condizione è il risultato dell’ennesima promessa che Jack evidentemente non aveva alcuna intenzione di mantenere.
È quasi una dimostrazione di quanto il personaggio fosse diventato forte: bastava nominarlo per costruire una storia attorno alla sua reputazione.
Il corto riesce anche a collegarsi agli eventi del primo film senza bisogno di spiegazioni particolarmente complicate.
Perché così pochi lo conoscono?
La risposta è abbastanza semplice: non uscì al cinema e non venne distribuito come normale film Disney.
Fu inserito il 18 ottobre 2011 all’interno di una raccolta Blu-ray dei primi quattro capitoli, come contenuto bonus esclusivo.
Chi guardava soltanto i film al cinema o comprava le edizioni standard aveva quindi ottime possibilità di non incontrarlo mai.
Oggi il corto è molto più semplice da trovare online e circola da anni anche in versione completa, ma continua a essere una curiosità conosciuta soprattutto dai fan più appassionati.
Non aggiunge informazioni indispensabili per capire la saga e non cambia la storia di Jack Sparrow.
Fa però qualcosa di forse ancora più divertente: prende due personaggi secondari, un elemento dell’attrazione Disney e il famoso Codice dei Pirati e li trasforma in una piccola avventura ufficialmente inserita nella cronologia.
Dopo cinque film e ore passate tra maledizioni, kraken, sirene e uomini-pesce, scoprire che esistono ancora dieci minuti di Pirati dei Caraibi che molti non hanno mai visto ha quasi il sapore di un tesoro trovato per caso.
Voi conoscevate Tales of the Code: Wedlocked oppure avete appena scoperto che Pirati dei Caraibi possiede un prequel ufficiale? Scrivetecelo nei commenti.


