Disponibile su Netflix | 100 minuti | 2025.
Settembre significa una cosa per molti di noi: il post-vacanza blues. Ed è proprio in questo momento che Netflix ci propone “Planet Single: Avventura in Grecia”, il quarto capitolo della fortunata saga polacca Planeta Singli. Un film che promette sole, mare e colpi di scena, ma che alla fine ti lascia con la sensazione di aver visto una cartolina molto costosa invece di una vera storia.
Un resort da sogno con problemi da incubo
Il film ci porta direttamente in un resort di lusso in Grecia, dove Tomek (Piotr Glowacki) e sua moglie Ania (Agnieszka Wiedlocha) vanno a trovare l’amico Marcel, che ha investito tutto in questo angolo di paradiso. Fin qui tutto bene, se non fosse che Marcel sta pianificando un reality show per single sull’isola e, soprattutto, ha un nuovo partner che fa drizzare le antenne a Tomek.
Miguel, il misterioso fidanzato di Marcel, potrebbe essere il famigerato “Planet Bandit” – una sorta di versione cinematografica del vero Tinder Swindler che ha truffato migliaia di donne promettendo matrimonio prima di sparire con i loro soldi. E qui inizia la paranoia di Tomek, supportata dal suo amico complottista Bogdan, che innesca una catena di equivoci e sospetti.
Le performance salvano (quasi) tutto
Devo ammetterlo: nonostante tutti i limiti del copione, Piotr Glowacki riesce a rendere credibile il suo Tomek. La sua miscela di insicurezza, gelosia e preoccupazione genuina per l’amico è sia comica che autentica. Ti ritrovi a fare il tifo per lui anche quando le sue teorie cospirative diventano ridicole.
Agnieszka Wiedlocha, nei panni di Ania, porta quella maturità e calore che serve a tenere ancorata la storia quando rischia di volare troppo alto. Il personaggio sta affrontando una terapia ormonale dopo un tentativo fallito di avere un figlio, e questo sottotrama viene gestito con una sensibilità che onora l’attrice.
Il cast di supporto fa il suo dovere, soprattutto Maciej Stuhr nel ruolo di Marcel, la cui vulnerabilità rende la sua relazione con Miguel più toccante del previsto. Anche quando la sceneggiatura latita, gli attori riescono comunque a essere convincenti.
Il problema della prevedibilità
Ed è qui che il film mostra i suoi limiti più evidenti. Se hai visto anche solo tre film di questo genere nella tua vita, riuscirai a indovinare ogni colpo di scena con almeno venti minuti di anticipo. La rivelazione su Miguel, il mistero del “Planet Bandit”, perfino i sotterfugi romantici: tutto segue un copione talmente prevedibile che a volte mi sono chiesta se non fosse fatto apposta.
La sensazione è che i registi Sam Akina e Michal Chacinski abbiano scelto di giocare sul sicuro, puntando su una formula collaudata invece di osare qualcosa di nuovo. È comprensibile, considerando che si tratta del quarto film di una saga di successo, ma è anche deludente.
Grecia come personaggio
Una cosa va riconosciuta al film: la location è spettacolare. Le spiagge bagnate dal sole, i tramonti mozzafiato, gli interni del resort che sembrano usciti da un catalogo di viaggi di lusso. La Grecia qui non è solo uno sfondo, diventa un personaggio a sé stante, capace di rendere guardabile il film anche quando la trama fa acqua.
Per chi cerca un’evasione visiva, “Planet Single: Avventura in Grecia” funziona perfettamente. È quel tipo di film che ti fa sognare la prossima vacanza anche mentre ti rendi conto che la storia non ti sta convincendo del tutto.
Ritmo claudicante e subplot diluiti
Il film dura 100 minuti, che non è eccessivo per una commedia romantica, ma alcune parti si trascinano inutilmente. I sottotrama – come la relazione clandestina di Maria o le teorie cospirative di Bogdan – vengono sviluppati troppo lentamente, diluendo l’effetto complessivo della narrazione.
Avrei voluto una storia più serrata, più compatta, che non perdesse tempo in divagazioni che non aggiungono molto al racconto principale. È come guardare un film che poteva essere perfetto in 80 minuti ma che si è allungato per ragioni che mi sfuggono.
Il verdetto finale
“Planet Single: Avventura in Grecia” non è un capolavoro, ma non è nemmeno una perdita di tempo completa. È uno di quei film perfetti per una domenica pomeriggio quando non hai voglia di pensare troppo e ti accontenti di bere un cocktail virtuale mentre guardi gente bella in posti bellissimi.
Il film offre qualche risata, un po’ di drama ben dosato, e soprattutto quel senso di evasione che a volte è tutto quello che chiediamo al nostro schermo. Non rivoluzionerà il genere, ma sa il fatto suo nel territorio della commedia romantica leggera.
Se sei un fan della saga Planeta Singli, probabilmente lo apprezzerai. Se invece cerchi qualcosa di più originale e sorprendente, potresti rimanere con l’amaro in bocca come un turista che ha pagato troppo per un cocktail mediocre.
La Recensione
Planet Single: Avventura in Grecia
Planet Single: Avventura in Grecia è una commedia romantica leggera che sfrutta una location spettacolare e buone performance attoriali per mascherare una trama prevedibile e un ritmo non sempre convincente. Il quarto capitolo della saga polacca Planeta Singli mantiene le promesse di intrattenimento ma manca dell'originalità necessaria per distinguersi nel genere.
PRO
- La Grecia fa da sfondo perfetto con paesaggi mozzafiato che rendono guardabile qualsiasi scena
- Piotr Glowacki e Agnieszka Wiedlocha dimostrano grande chimica e credibilità attoriale
CONTRO
- Ogni colpo di scena è telefonato con largo anticipo, zero sorprese
- Alcune parti si trascinano inutilmente diluendo l'effetto complessivo
- La formula è troppo collaudata e sicura, senza rischi creativi
- Diverse trame secondarie vengono lasciate a metà o sviluppate superficialmente



Mediocre. Banale. Bella la location: sunquale isola???