Ti sei mai chiesto quanto sia difficile girare una scena in un supermercato completamente vuoto? Beh, il team di Pluribus può raccontartelo nei minimi dettagli. Per l’episodio 3 della serie Apple TV+ con Rhea Seehorn, il regista e produttore Gordon Smith ha dovuto affrontare una sfida che inizialmente sembrava semplice ma si è rivelata un incubo logistico: svuotare un vero supermercato Sprouts ad Albuquerque per girare una singola scena.
La scena che ha richiesto sei giorni di lavoro
Nell’episodio 3, intitolato “Granata”, Carol Sturka (Rhea Seehorn) va a fare la spesa da Sprouts dopo che un evento apocalittico ha unito quasi tutta l’umanità in uno stato di felicità collettiva. Quando Carol arriva al supermercato, trova gli scaffali completamente vuoti. Gli esseri umani “uniti”, guidati da Zosia (Karolina Wydra), hanno svuotato tutti i negozi per preservare i materiali necessari al bene dell’umanità.
Sembra una scena semplice, giusto? Ma per Gordon Smith è stata “incredibilmente difficile. Molto, molto più difficile di quanto pensassi”, come ha raccontato a Gold Derby.
L’illusione della semplicità
Quando stavano scrivendo e pianificando la scena, Smith pensava che sarebbe stata una grande impresa, ma niente di impossibile. “Quando stavamo scrivendo, ho pensato: certo, sarà importante, ma non così terribile”, ha raccontato ridendo. “È stato durissimo. Incredibilmente duro. Molto, molto più duro di quanto immaginassi”.
Il problema principale? I dipendenti di Sprouts sono stati “davvero fantastici” con la produzione, ma anche pagandoli, potevano chiudere il negozio solo per un tempo limitato. Hanno clienti, persone da servire, cibo da vendere. Non puoi semplicemente bloccare un supermercato per giorni.
Tre giorni e tre notti di lavoro
Il reparto artistico di Pluribus ha lavorato per tre giorni e tre notti per svuotare il negozio, concentrandosi soprattutto “sulle parti del negozio più vicine a Carol”. Essendo cibo vero, dovevano fare molta attenzione. “Abbiamo anche dovuto comprare parecchia roba, perché non puoi far prendere e maneggiare il cibo alle persone e poi venderlo”, ha spiegato Smith.
Ma svuotare fisicamente gli scaffali non è bastato. Smith ha dovuto affidarsi pesantemente al team degli effetti visivi. “Alcune delle inquadrature più ampie sono un mix di spazio svuotato davvero e di effetti speciali per rimuovere quello che restava”, ha spiegato. Carol si muove principalmente intorno a scaffali davvero vuoti, mentre gli effetti speciali hanno rimosso digitalmente la merce in secondo piano.
Perché non costruire un finto supermercato?
La domanda sorge spontanea: non sarebbe stato più facile costruire un finto Sprouts dentro un magazzino vuoto? “Beh, potresti farlo, ma costruire tutto questo per il reparto artistico è comunque un’impresa enorme”, ha risposto Smith. Volevano che gli spettatori sentissero di entrare e uscire da un negozio vero, e anche costruendo un set avrebbero avuto gli stessi problemi senza avere la stessa ampiezza.
La brillante scenografa Denise Pizzini ha trovato la soluzione per realizzare quello che Smith sperava di ottenere. Alla fine, hanno dovuto affidare alcune cose alla post-produzione che non avevano previsto inizialmente, perché ci sono leggi fisiche da rispettare quando si uniscono certe inquadrature.
I dettagli che fanno la differenza
Smith racconta che anche le comparse dovevano sembrare giuste per lo stato in cui si trovano. “Siamo due o tre giorni dopo che il mondo intero si è unito. Indossano i vestiti che indossavano. Non hanno bisogno di cambiarli. Non gli importa se sono sporchi. Non sono vanitosi in quel modo. Non ne hanno bisogno. Sono tutti una persona sola”.
C’è una cheerleader, un tizio con una giacca di pelle da rocker, una diversità che fa funzionare tutto. Ogni dettaglio conta.
La scena dei camion sincronizzati
La scena esterna dove i camion guidano all’unisono e parcheggiano insieme ha richiesto prove e pre-visualizzazione prima di iniziare a girare. “Sono veri autisti in veri camion in tempo reale”, dice Smith con orgoglio. Avevano un paio di telecamere che riprendevano e poi li hanno lasciati andare. L’hanno girata due o tre volte e hanno dovuto regolare leggermente i tempi in post-produzione con qualche split-screen.
Smith voleva che l’intera sequenza sembrasse “elegante e fluida”. Non voleva che i camion si fermassero semplicemente al retro dove normalmente si carica un supermercato. Aveva persino scritto un intero montaggio ispirato a Busby Berkeley per lo scarico dei camion, ma hanno dovuto tagliarlo per “spendere quei soldi saggiamente”.
Golden Girls e l’impossibilità di ridere
Quando Carol non fa la spesa, è a casa a guardare Golden Girls rifiutandosi di ridere alle battute classiche di Betty White. Che tristezza! “Sta guardando Golden Girls in continuazione perché credo che voglia conforto”, teorizza Smith. “Forse è qualcosa che la farà ridere”.
Dovevano trovare le clip più divertenti dello show, e ovviamente sono clip di Betty White. La troupe e Rhea, quando tagliavano, ridevano. Scoppiavano a ridere più e più volte. Ma Carol non riesce a provare quella gioia in quel momento. Il termine corretto è anedonia: l’incapacità di provare piacere.
Il risultato finale
Alla fine, servono cinque o sei giorni pieni di riprese, tra il supermercato e il parcheggio con il team degli stunt che portano i camion. La maggior parte del parcheggio è in realtà un’altra location completamente diversa.
Tutto questo sforzo per una singola scena. Ma quando la vedi nell’episodio 3, capisci perché ne è valsa la pena. È una scena potente, straniante, che ti fa sentire esattamente quello che prova Carol: sola in un mondo che è cambiato per sempre.
E tu hai visto l’episodio 3 di Pluribus? Hai notato la scena del supermercato vuoto? Ti rendi conto del lavoro dietro? Scrivi la tua opinione nei commenti!


