Prima di diventare il re supremo dell’Universo Cinematografico Marvel, Kevin Feige era un semplice assistente di produzione che si sporcava le mani sui set di film che nessuno ricorda più. Tra questi c’era “Vulcano – Los Angeles 1997”, il disaster movie con Tommy Lee Jones e Don Cheadle che ha anticipato di due decenni l’ossessione di Hollywood per i blockbuster apocalittici. Chi l’avrebbe mai detto che quel ragazzo che correva con i caffè durante le riprese del film con la lava che invade Beverly Hills sarebbe diventato l’architetto di un impero da miliardi di dollari?
La storia è affascinante quanto surreale. Feige aveva appena iniziato la sua carriera nel cinema lavorando come assistente di produzione su due progetti agli antipodi: la commedia romantica “C’è posta per te” con Meg Ryan e Tom Hanks, e il catastrofico “Vulcano” diretto da Mick Jackson. Quest’ultimo film, uscito nel 1997 in diretta competizione con “Dante’s Peak”, rappresentava tutto quello che il cinema di intrattenimento sapeva offrire: effetti speciali spettacolari, un budget da 90 milioni di dollari (esclusi marketing e distribuzione) e una premessa assurda quanto irresistibile.
La struttura narrativa di Vulcano seguiva il copione classico del disaster movie anni ’90: evento naturale catastrofico, scienziato inascoltato che aveva previsto tutto, eroe riluttante che deve salvare la città, e una serie di sequenze action sempre più improbabili. Tommy Lee Jones interpretava Mike Roark, funzionario della protezione civile di Los Angeles che si ritrova a combattere contro un vulcano che emerge dai pozzi di catrame di La Brea. Don Cheadle, nel ruolo di Emmit Reese, completava il duo protagonista in quella che sarebbe diventata una delle collaborazioni più memorabili del cinema catastrofico di fine millennio.
Il film rappresentava l’apice di un’epoca cinematografica in cui i blockbuster si misuravano sulla capacità di distruggere monumenti famosi e metropoli intere. La regia di Mick Jackson, veterano della televisione britannica, sapeva come gestire il ritmo escalation tipico del genere, alternando momenti di suspense a esplosioni spettacolari che sfruttavano al massimo le tecnologie digitali dell’epoca.
L’esperienza formativa di un futuro magnate
Per il giovane Kevin Feige, lavorare su Vulcano significava imparare i meccanismi della grande produzione hollywoodiana. Non ancora il visionario che avrebbe rivoluzionato il cinema supereroistico, ma un ragazzo ambizioso che assorbiva ogni dettaglio del processo creativo e produttivo. Quella esperienza gli insegnò come gestire budget elevati, coordinare cast stellari e soprattutto come bilanciare spettacolo e narrazione.
Anni dopo, quando Feige avrebbe incontrato nuovamente Tommy Lee Jones sul set del primo “Captain America” (dove l’attore interpretava il colonnello Chester Phillips) e Don Cheadle come War Machine nell’MCU, la conversazione sarebbe inevitabilmente tornata a quei giorni sul set di Vulcano. Ma la reazione dei due attori era tutt’altro che nostalgica. Come ha raccontato lo stesso Feige in un’intervista a Vanity Fair del 2017: “Quando lo ricordo a Don Cheadle o Tommy Lee Jones, anni dopo mentre lavoravamo insieme, dicevo: ‘Abbiamo lavorato insieme su Vulcano’. E loro: ‘Oh, quel film?'”
Il disprezzo retrospettivo per un cult nascosto
Quella reazione di distacco ironico è tipica degli attori di Hollywood quando si confrontano con i loro lavori del passato meno prestigiosi. Ma la verità è che Vulcano, pur non essendo un capolavoro del cinema, rappresentava perfettamente lo spirito del suo tempo: intrattenimento puro senza pretese artistiche, effetti speciali all’avanguardia e una formula narrativa collaudata che funzionava al box office.
Il film incassò 44,7 milioni di dollari negli Stati Uniti, risultato modesto per un investimento di quella portata, ma comunque sufficiente a confermare l’appetito del pubblico per il genere catastrofico. La vera eredità di Vulcano non sta nei suoi risultati commerciali, ma nel modo in cui ha influenzato una generazione di giovani professionisti del cinema, Feige incluso.
Le lezioni nascoste di un disaster movie
Guardato con gli occhi di oggi, Vulcano – Los Angeles 1997 (questo il titolo italiano) contiene già molti degli elementi che Feige avrebbe poi perfezionato nell’MCU: la gestione del cast corale, l’alternanza tra momenti intimi e spettacolo su larga scala, e soprattutto l’idea che il cinema debba prima di tutto intrattenere il pubblico.
La cinematografia di Theo Van De Sande e le musiche di Alan Silvestri (compositore che ritroveremo nell’MCU) creavano un’atmosfera di tensione costante che trasformava Los Angeles in un campo di battaglia urbano. Le sequenze di azione più memorabili – come l’attraversamento del flusso di lava o l’implosione controllata del grattacielo – anticipavano quella spettacolarizzazione della distruzione che sarebbe diventata cifra stilistica dei film Marvel.
Dove vedere il film in Italia
Per chi volesse riscoprire questo capitolo dimenticato della carriera di Feige, Vulcano – Los Angeles 1997 è disponibile in streaming su Disney Plus, oltre che per il noleggio digitale su Apple TV e Amazon Video. Il film si trova anche in formato fisico su Blu-ray e DVD presso i principali rivenditori online.
La qualità tecnica del trasferimento digitale rende giustizia agli effetti speciali dell’epoca, permettendo di apprezzare il lavoro di craftsmanship che si celava dietro quelle sequenze di lava incandescente che invasero i boulevard di Los Angeles. È un’occasione perfetta per vedere come si facevano i blockbuster prima dell’era digitale totalitaria, quando gli effetti pratici e le esplosioni reali dominavano ancora il cinema spettacolare.
L’eredità di un apprendistato hollywoodiano
La trasformazione di Kevin Feige da assistente di produzione su Vulcano a presidente dei Marvel Studios dimostra come Hollywood sia davvero la terra delle seconde (e terze, e quarte) possibilità. Quel ragazzo che prendeva appunti durante le riunioni di produzione di un film catastrofico è diventato l’uomo che ha ridefinito il concetto stesso di franchise cinematografico.
Forse Tommy Lee Jones e Don Cheadle dovrebbero essere più riconoscenti verso quel “film dimenticato”. Senza quell’esperienza formativa, Feige non avrebbe mai sviluppato le competenze necessarie per costruire l’MCU. E loro due non avrebbero mai avuto l’opportunità di entrare nell’universo supereroistico più redditizio della storia del cinema.
Alla fine, Vulcano non è solo un disaster movie degli anni ’90. È il primo mattone invisibile dell’impero Marvel, il laboratorio segreto dove un futuro visionario ha imparato i trucchi del mestiere. Non male per un film che tutti preferiscono dimenticare.
Tu hai mai visto Vulcano – Los Angeles 1997? Pensi che i film catastrofici degli anni ’90 abbiano influenzato il cinema di supereroi di oggi? Raccontaci nei commenti cosa ne pensi di questa connessione inaspettata!

