L’Italia ha 21 film tra cui scegliere per decidere quale titolo inviare agli Oscar 2027 nella categoria del miglior film internazionale. La decisione arriverà il 23 settembre, quando la commissione incaricata dall’ANICA indicherà il lungometraggio che rappresenterà il nostro Paese. Non è ancora la shortlist dell’Academy, quindi: quella verrà annunciata il 15 dicembre. Le nomination arriveranno il 21 gennaio 2027, mentre la cerimonia degli Oscar è fissata per il 14 marzo.
La lista italiana è interessante soprattutto perché dentro c’è un po’ di tutto. Biografie, horror, drammi familiari, cinema storico, documentari, opere sperimentali, storie tratte da fatti reali e film più tradizionali. Alcuni titoli sono già passati da Venezia, Locarno o Toronto, altri sono molto meno conosciuti dal grande pubblico.
La domanda quindi la giriamo direttamente a voi: quale di questi 21 film dovrebbe rappresentare l’Italia agli Oscar?
Anna
Monica Guerritore dirige e interpreta Anna Magnani, concentrandosi soprattutto sulla notte del 21 marzo 1956, mentre l’attrice aspetta di sapere se La rosa tatuata le porterà l’Oscar. Il successo professionale si intreccia con una fase privata molto dolorosa, segnata dalla fine del rapporto con Roberto Rossellini e dalla necessità di ricostruirsi dopo essere stata lasciata per Ingrid Bergman. Non è quindi una biografia costruita per raccontare ogni momento della sua vita, ma il ritratto di una donna nel momento in cui ottiene il riconoscimento più grande mentre sul piano personale sta crollando qualcosa di importante.
Controcorrente – À rebours
Angelo Antonucci parte dal romanzo À rebours di Joris-Karl Huysmans e segue Giovanni, giovane ricco e disilluso che decide di lasciare Roma e rifugiarsi nella tenuta di famiglia. L’isolamento diventa una fuga dalla società e dalle sue regole, mentre il protagonista cerca una forma di vita costruita interamente secondo i propri desideri. È probabilmente uno dei titoli meno conosciuti della lista e anche uno dei più difficili da incasellare.
Finale: Allegro
Barbara Bouchet interpreta Karina, pianista ottantenne che vive sola con il gatto Veleno e pensa di avere ormai deciso cosa fare del tempo che le resta. Il ritorno del passato, l’arrivo di una giovane collaboratrice domestica e il legame mai risolto con Elena, amica e amore impossibile, cambiano però i suoi piani. Emanuela Piovano costruisce una storia sulla vecchiaia che non parte dalla rassegnazione, ma dalla possibilità di modificare ancora qualcosa della propria vita.
Gioia mia
Nico viene mandato a trascorrere l’estate in Sicilia dalla zia Gela, una donna anziana che vive in una casa nella quale il tempo sembra essersi fermato. Lui arriva con telefono e bisogno di connessione, lei gli offre regole, superstizioni, simboli religiosi e una quotidianità completamente diversa. Lo scontro iniziale tra generazioni lentamente cambia, anche grazie alle amicizie che Nico stringe con gli altri bambini del palazzo. Margherita Spampinato racconta così un’estate durante la quale due persone lontanissime imparano a conoscersi.
Gli occhi degli altri
Andrea De Sica prende spunto dal delitto Casati Stampa e costruisce una storia di desiderio, controllo e ossessione. Lelio, ricchissimo marchese interpretato da Filippo Timi, vive in un’isola privata dove l’arrivo di Elena, interpretata da Jasmine Trinca, cambia ogni equilibrio. La loro relazione diventa sempre più estrema, tra voyeurismo, giochi erotici e bisogno di essere osservati, fino a trasformarsi in qualcosa di distruttivo. Jasmine Trinca ha vinto il Premio Monica Vitti alla Festa del Cinema di Roma per questa interpretazione.
I figli della scimmia
Riccardo Scamarcio interpreta Dario, padre di un bambino disabile, molto presente nella vita del figlio ma allo stesso tempo attratto dal rapporto che riesce a costruire con il nipote adolescente. In quel ragazzo vede progressivamente il figlio che avrebbe immaginato per sé e finisce per proiettare su di lui desideri che non riesce più a controllare. Tommaso Landucci racconta così una famiglia che comincia a incrinarsi proprio nel momento in cui uno dei suoi membri cerca un’altra versione della propria vita.
Il Vangelo di Giuda
Giulio Base racconta la storia evangelica dal punto di vista di Giuda, trasformando il traditore per eccellenza in una figura tragica. Il film ricostruisce la sua infanzia violenta, l’incontro con Gesù e la convinzione di essere destinato a compiere un gesto necessario affinché la storia possa seguire il corso già scritto. La scelta formale è particolare: niente dialoghi tradizionali, Giuda non viene mai mostrato direttamente e lo spettatore guarda attraverso i suoi occhi, mentre la voce narrante è quella di Giancarlo Giannini.
La grande paura di Hitler – Processo all’arte degenerata
Simona Risi firma un documentario dedicato alla guerra del nazismo contro l’arte moderna. Il punto di partenza è la mostra sull’“arte degenerata” organizzata dal regime a Monaco nel 1937, costruita per ridicolizzare e condannare artisti e linguaggi considerati incompatibili con l’ideologia nazista. Il film ricostruisce quel meccanismo di censura partendo anche dalla mostra dedicata al tema dal Musée Picasso di Parigi nel 2025.
La Salita
Massimiliano Gallo porta sullo schermo un capitolo poco raccontato della vita di Eduardo De Filippo. Siamo nel 1983: dopo il bradisismo che costringe alla chiusura del carcere femminile di Pozzuoli, alcune detenute vengono trasferite temporaneamente a Nisida. Nello stesso periodo Eduardo, diventato senatore a vita, frequenta il carcere minorile e lavora alla creazione di un teatro e di laboratori di recitazione e scenotecnica. Cinema, carcere e possibilità di ricominciare finiscono per incontrarsi.
La vita va così
Riccardo Milani parte dalla vicenda reale di Ovidio Marras, il pastore sardo che per anni rifiutò offerte milionarie pur di non cedere il proprio terreno a un progetto turistico. Nel film diventa Efisio Mulas, uomo ostinato che si trova davanti una società immobiliare intenzionata a costruire un resort sulla costa. La storia mette quindi uno di fronte all’altro due modi di intendere il futuro: sviluppo economico da una parte, difesa del territorio dall’altra.
Le bambine
Siamo nel 1997. Linda ha otto anni e lascia la villa svizzera della nonna insieme alla madre Eva per trasferirsi a Ferrara. Lì conosce Azzurra e Marta, due coetanee che diventano le sue compagne di avventura. Valentina e Nicole Bertani raccontano il mondo degli adulti attraverso gli occhi delle tre bambine, mescolando realtà, immaginazione e quella capacità tipica dell’infanzia di percepire molto più di quanto i grandi pensino.
Le cose non dette
Gabriele Muccino riunisce Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini in una storia di coppie, tradimenti e segreti. Carlo ed Elisa partono per Tangeri con gli amici Anna e Paolo e con la loro figlia adolescente. Il viaggio, nato anche per ritrovare un po’ di equilibrio, finisce invece per far emergere ciò che tutti avevano cercato di tenere nascosto. A complicare ulteriormente le cose arriva Blu, giovane studentessa di Carlo.
L’estranea
Paolo Strippoli cambia completamente registro e porta nella selezione un horror familiare. Una donna si presenta a casa della figlia per raccontarle un segreto tenuto nascosto per anni: la famiglia sarebbe legata a un patto stretto molto tempo prima con una misteriosa estranea. Il passato torna a chiedere il conto e la storia diventa una riflessione su ciò che siamo disposti a sacrificare pur di credere di poter controllare il nostro destino.
Orfeo
Probabilmente uno dei titoli visivamente più particolari della lista. Virgilio Villoresi rilegge liberamente Poema a fumetti di Dino Buzzati e porta Orfeo in una Milano sospesa tra mondo reale e aldilà. Dopo la scomparsa di Eura, il protagonista intraprende un viaggio per ritrovarla. Il film mescola riprese in 16mm, stop-motion, miniature, scenografie costruite a mano e tecniche di pre-cinema.
Per Te
Alessandro Aronadio racconta una storia ispirata alla vicenda reale di Mattia Piccoli, nominato Alfiere della Repubblica per il modo in cui si prese cura del padre malato di Alzheimer. Nel film Paolo, interpretato da Edoardo Leo, riceve una diagnosi di Alzheimer precoce poco più che quarantenne. Il figlio Mattia ha soltanto undici anni e deve imparare molto prima del previsto cosa significa aiutare un genitore che lentamente perde parti della propria memoria.
Primavera
Venezia, 1716. Cecilia è una giovane violinista cresciuta all’Ospedale della Pietà, dove le orfane più dotate studiano musica ma vivono secondo regole rigidissime. L’arrivo di Antonio Vivaldi cambia la sua prospettiva: per la prima volta qualcuno riconosce pienamente il suo talento. Damiano Michieletto parte dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa e costruisce una storia di musica, libertà e desiderio di scegliere il proprio futuro.
Quasi Grazia
Peter Marcias racconta Grazia Deledda evitando il biopic tradizionale. La sua vita viene attraversata in tre momenti: l’arrivo della madre da Nuoro, le ore che precedono il Nobel e il momento in cui un medico deve comunicarle una diagnosi dolorosa. Tre attrici interpretano Deledda in età differenti, mentre il film prova a mettere in relazione la scrittrice, la famiglia e la condizione femminile.
Ritorno a Buenos Aires
Marco Bechis porta Adriano Giannini nella Buenos Aires del 2008. Mariano Guerra torna in Argentina dopo trentatré anni trascorsi in Italia per testimoniare nel processo contro gli ex militari che lo sequestrarono e torturarono durante la dittatura. Il ritorno significa quindi incontrare nuovamente altri sopravvissuti, riaprire ricordi mai chiusi e confrontarsi con il fatto di essere rimasto vivo. Il film era in concorso a Venezia 83.
Serpenti
Paolo Marra ha ucciso sua moglie e vuole essere arrestato. Sembrerebbe la premessa più semplice possibile, ma nel film di Roberto De Paolis Maino nessuno riesce o vuole occuparsi seriamente di lui. Poliziotti distratti, avvocati, burocrazia e personaggi improbabili trasformano il tentativo di espiare la propria colpa in una situazione sempre più assurda. Il film affronta la violenza di genere attraverso una struttura grottesca e quasi kafkiana, con Leonardo Lidi protagonista e Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino nel cast.
Succederà questa notte
Nanni Moretti torna con un film nato dai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Louis Garrel e Jasmine Trinca guidano una storia costruita attorno a incontri, separazioni, genitori, figli adulti e occasioni che sembrano arrivare sempre nel momento sbagliato. Moretti ha spiegato di essere stato attirato soprattutto dal modo in cui Nevo racconta le relazioni e dalla possibilità di costruire una storia d’amore tra due persone che continuano a mancarsi per questioni di tempo e circostanze.
Tre ciotole
Isabel Coixet porta al cinema il libro di Michela Murgia con Alba Rohrwacher ed Elio Germano. Marta e Antonio si lasciano dopo un litigio. Lei smette quasi di mangiare, convinta inizialmente che il problema dipenda dalla separazione, finché scopre che dietro quella perdita di appetito c’è una malattia. Da lì il film cambia prospettiva e accompagna Marta nel modo in cui ricostruisce il rapporto con il tempo, il corpo, le persone e ciò che considera importante.
Il 23 settembre ne resterà soltanto uno
La scelta dell’ANICA non equivale automaticamente a una candidatura agli Oscar. Il film selezionato dall’Italia entrerà nella corsa internazionale insieme ai titoli presentati dagli altri Paesi. Da lì l’Academy restringerà il gruppo prima con la shortlist di dicembre e poi con le cinque nomination ufficiali di gennaio.
La varietà, però, quest’anno non manca. C’è il cinema più tradizionale, ci sono opere difficili da definire, ci sono storie molto italiane e film che cercano invece un linguaggio più universale. Alcuni hanno grandi nomi nel cast, altri puntano soprattutto sulla regia o sulla forma.
A questo punto tocca a voi.
Quale dei 21 avete visto? Qual è il vostro preferito e, soprattutto, quale pensate dovrebbe rappresentare l’Italia agli Oscar 2027? Scrivetecelo nei commenti.


