The Odyssey di Christopher Nolan durerà 2 ore e 52 minuti, quindi preparatevi: il viaggio di Odisseo non sarà esattamente una passeggiata veloce tra mostri, dèi e ritorni a casa complicati. Il nuovo film del regista di Oppenheimer avrà una durata ufficiale di 172 minuti, diventando il secondo titolo più lungo della sua carriera. Davanti resta solo Oppenheimer, che arrivava a 180 minuti e che, nonostante la durata da maratona mentale, ha incassato quasi un miliardo di dollari e conquistato gli Oscar più importanti.
A questo punto, però, non stupisce più di tanto. Nolan che adatta l’Odissea in formato IMAX non poteva certo tirare fuori un filmetto da 90 minuti, due battute e via verso Itaca. Parliamo di uno dei racconti più famosi della storia occidentale, con un uomo che prova a tornare a casa dopo la guerra di Troia e nel frattempo incontra ciclopi, sirene, divinità, tentazioni, naufragi e abbastanza problemi da far sembrare il traffico del lunedì mattina una spa.
Il dato sulla durata dice una cosa chiara: Nolan vuole prendersi spazio. Vuole costruire un film enorme, fisico, probabilmente lento nei momenti giusti e spettacolare quando serve. Un film che chiederà attenzione allo spettatore, come spesso accade con il suo cinema. Non ti siedi davanti a Nolan aspettandoti una storia raccontata con il pilota automatico. Ti siedi e sai che lui proverà a farti entrare in un meccanismo preciso, spesso gigantesco, a volte un po’ severo, ma quasi sempre riconoscibile.
Un’Odissea gigantesca, girata interamente in IMAX
La cosa più impressionante non è solo la durata. The Odyssey è stato presentato come il primo film hollywoodiano girato interamente con telecamere IMAX. Per riuscirci, la produzione ha lavorato anche su nuove soluzioni tecniche, compresa una custodia più silenziosa per le telecamere, utile a girare dialoghi senza sacrificare il formato. Nolan da anni tratta l’IMAX come una specie di tempio personale, ma stavolta sembra voler alzare ancora l’asticella.
Secondo i dati riportati da GQ, la produzione ha usato oltre 2 milioni di piedi di pellicola IMAX, con riprese in diversi Paesi e una lavorazione dal budget stimato intorno ai 250 milioni di dollari. Non proprio il progetto da fare con due tuniche, una spiaggia e un cavallo finto nel parcheggio dello studio.
Questo conferma anche una cosa sul momento di Nolan: dopo Oppenheimer, poteva scegliere un progetto più piccolo, quasi da pausa. Invece ha fatto l’opposto. Ha preso un testo antico, un cast enorme e una scala produttiva da kolossal vecchia scuola, ma con tecnologia modernissima. Una scelta ambiziosa, persino rischiosa. Perché l’Odissea è materiale potentissimo, ma anche delicato. Basta poco per trasformare il mito in cartolina o in fantasy generico con nomi greci messi sopra.
Matt Damon è Odisseo, Tom Holland è Telemaco
Il cast è uno di quelli che fanno girare la testa. Matt Damon interpreta Odisseo, il re di Itaca che prova a tornare dalla moglie Penelope dopo la guerra. Tom Holland sarà Telemaco, il figlio che lo aspetta e cerca risposte. Nel cast ci sono anche Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron e Jon Bernthal.
Damon con Nolan ormai ha un rapporto solido, dopo Interstellar e Oppenheimer. Holland, invece, entra in un territorio diverso rispetto al suo Spider-Man. Vederlo dentro un film mitologico di quasi tre ore potrebbe essere una prova importante, soprattutto se il ruolo di Telemaco avrà spazio emotivo e non sarà solo “il figlio che aspetta il padre”.
La presenza di Anne Hathaway come Penelope aggiunge un altro nome molto nolaniano al progetto, visto che l’attrice ha già lavorato con lui in Il cavaliere oscuro – Il ritorno e Interstellar. Pattinson torna dopo Tenet, Zendaya arriva dopo il successo di Dune, Charlize Theron porta con sé una fisicità perfetta per un mondo di guerra, divinità e sopravvivenza. Insomma, il cast sembra pensato per far capire subito che Nolan non sta facendo un esercizio scolastico su Omero.
Tre ore possono essere un rischio?
Sì, naturalmente. Una durata di 172 minuti non è poca, soprattutto per un film mitologico che deve tenere insieme viaggio, azione, mito, emozione e magari anche quel controllo narrativo tipico di Nolan. Il rischio è che il film diventi troppo carico, troppo solenne, troppo convinto della propria grandezza.
Però Nolan ha già dimostrato che il pubblico può seguirlo anche dentro film lunghi, complessi e poco accomodanti. Oppenheimer non era certo un blockbuster leggero, eppure è diventato un fenomeno mondiale. The Odyssey potrebbe provare a fare qualcosa di simile con il mito: trasformare una storia antichissima in un evento da sala, non solo in un film da guardare.
La durata, quindi, può essere vista in due modi. Da una parte spaventa, perché quasi tre ore sono un impegno. Dall’altra promette un viaggio vero, e forse l’Odissea ha bisogno proprio di questo. Non di una sintesi educata, ma di tempo, fatica, mare, attesa e ritorno.
The Odyssey arriverà al cinema il 16 luglio 2026. E stavolta più che mai sarà uno di quei film da vedere in sala, possibilmente su uno schermo enorme, perché Nolan non sta vendendo solo una storia: sta preparando un’esperienza.
Secondo voi quasi tre ore per The Odyssey sono la durata giusta o Nolan rischia di esagerare anche stavolta? Scrivetelo nei commenti.


