Ci sono opinioni controverse. Poi ci sono opinioni che ti fanno alzare un sopracciglio. E poi c’è Quentin Tarantino che nel 2000, alla prima di Battaglia per la Terra, si alza in piedi, abbraccia John Travolta e il regista Roger Christian e dichiara a voce alta: “Tra vent’anni capiranno tutti quanto è grande questo film.” Sono passati ventisei anni. Nessuno ha cambiato idea. Anzi, il film è peggiorato nella considerazione generale, se mai fosse possibile.
Battaglia per la Terra è considerato da molti uno dei peggiori film mai realizzati nella storia del cinema. Non è un’esagerazione: è una valutazione condivisa da critica, pubblico e persino da chi ci ha lavorato. Il film è tratto dal romanzo del 1982 di L. Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, e fu John Travolta a volere fortemente questo progetto, spingendolo avanti come una sorta di omaggio personale alla sua religione. Il risultato fu un disastro completo su ogni fronte possibile.
Al botteghino, il film incassò appena 29,7 milioni di dollari a fronte di un costo di produzione di 73 milioni. Un flop così devastante che rischiò di mandare in bancarotta lo studio che lo aveva prodotto. La critica fu ancora più spietata: su Rotten Tomatoes il film segna ancora oggi il 3% di gradimento da parte dei critici. E quel misero 3% è lì solo grazie a un’unica recensione positiva, quella di Bob Graham del San Francisco Chronicle, che evidentemente quel giorno era in uno stato d’animo molto particolare. Senza di lui, il punteggio sarebbe zero.
Il celebre critico Roger Ebert aveva predetto che il film sarebbe diventato famoso come riferimento per le peggiori pellicole di sempre. Aveva ragione. Il regista Christian ha costruito una carriera rispettabile – ha lavorato alla scenografia di Guerre Stellari e Alien, il che lo rende automaticamente una leggenda – ma Battaglia per la Terra è l’ombra che lo ha seguito ovunque. Ancora più dura è la situazione per J. David Shapiro, lo sceneggiatore del film, che ha pubblicamente dichiarato di essere stato tormentato dal ricordo di quella scrittura per anni.
Eppure quella sera alla prima, in mezzo a tutto questo disastro già in corso, c’era Tarantino che entusiasta abbracciava tutti e parlava di capolavoro incompreso. Secondo il racconto di Christian, il regista di Pulp Fiction si sedette tra lui e Travolta durante la proiezione, e quando i titoli di coda apparvero sullo schermo si alzò in piedi dichiarando il suo amore per il film. Non solo: disse che la gente non era ancora pronta per capirlo, che bisognava aspettare vent’anni, che sarebbe tornato. “Voglio fare film così, ma non riesco!” avrebbe aggiunto.
Ventisei anni dopo, nessuno sta rivalutando Battaglia per la Terra. Non ci sono retrospettive, non ci sono articoli entusiasti, non c’è nessun movimento di appassionati che ne sostiene la grandezza nascosta. Il film è rimasto esattamente quello che sembrava nel 2000: un errore costoso, mal scritto, mal recitato e mal girato.
Ci sono due teorie su cosa spingesse davvero Tarantino a sostenere il film con tanto calore. La prima è che stesse semplicemente cercando di consolare Christian e Travolta dopo una serata evidentemente disastrosa. La seconda è più interessante: secondo un articolo del New York Times del 2000, quando Travolta cercava un regista per il progetto si era rivolto proprio a Tarantino, che aveva rifiutato. Roger Christian era quindi finito alla regia anche perché Tarantino aveva detto no. Forse, quella sera alla prima, stava cercando di togliersi dalla coscienza un minimo di responsabilità per quello che aveva contribuito a scatenare con il suo rifiuto.
È una spiegazione molto più convincente delle altre, perché la storia del cinema è piena di grandi registi che hanno detto cose gentili su film che sapevano essere pessimi. La differenza è che Tarantino lo ha fatto in modo così clamoroso e così pubblico da diventare lui stesso parte della storia di questo disastro.
Battaglia per la Terra non è disponibile su nessuna delle principali piattaforme italiane, e probabilmente non è un caso.
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