Quentin Tarantino contribuì a trasformare Iron Monkey in un successo americano, ma il pubblico degli Stati Uniti non vide davvero il film realizzato da Yuen Woo-ping. La versione distribuita da Miramax nel 2001 venne accorciata, rimontata, ridoppiata e privata di alcuni elementi essenziali dell’edizione originale uscita a Hong Kong nel 1993.
Il nome di Tarantino rese possibile un’operazione commerciale che, per un film asiatico di arti marziali vecchio di otto anni, sembrava tutt’altro che scontata. Allo stesso tempo, la sua approvazione aiutò a legittimare una versione modificata secondo ciò che lo studio americano riteneva più facile da vendere.
Un paradosso piuttosto evidente, soprattutto considerando quanto Tarantino sia geloso del montaggio, della musica e dell’identità dei propri film.
Tarantino aiutò Iron Monkey a conquistare gli Stati Uniti
Diretto dal maestro delle arti marziali Yuen Woo-ping e prodotto da Tsui Hark, Iron Monkey racconta la storia di Yang Tianchun, un medico che di notte diventa un vigilante mascherato. Il suo obiettivo è sottrarre ricchezze ai funzionari corrotti per aiutare la popolazione, seguendo un modello molto vicino a quello di Robin Hood.
Nel cast compare anche Donnie Yen, nei panni del medico e combattente Wong Kei-ying. Suo figlio è Wong Fei-hung, personaggio storico diventato una figura leggendaria del cinema di Hong Kong.
Il film alterna combattimenti spettacolari, acrobazie impossibili, umorismo e avventura popolare. Yuen Woo-ping conosceva perfettamente quel linguaggio e pochi anni dopo avrebbe firmato le coreografie di Matrix, contribuendo a cambiare il modo in cui Hollywood rappresentava le arti marziali.
L’uscita americana di Iron Monkey arrivò il 12 ottobre 2001, pochi mesi dopo il successo internazionale di La tigre e il dragone. Il pubblico statunitense aveva scoperto il fascino dei combattimenti sospesi, delle corse sui tetti e dei guerrieri capaci di sfidare la gravità. Miramax sfruttò quel momento presentando il film con il marchio “Quentin Tarantino Presents”.
L’operazione funzionò. Iron Monkey incassò circa 14,7 milioni di dollari negli Stati Uniti, dopo un debutto da oltre 6 milioni, raggiungendo più di 1.200 sale. Un risultato notevole per una produzione in lingua cantonese arrivata nei cinema americani diversi anni dopo la sua realizzazione.
Miramax cambiò il film per renderlo più americano
Il successo ebbe però un prezzo. Miramax decise che Iron Monkey doveva essere adattato ai gusti del pubblico statunitense, come se la sua identità originale rappresentasse un ostacolo.
Più di sei minuti vennero eliminati attraverso numerosi tagli. Alcuni dialoghi furono accorciati, spostati o tradotti in maniera poco fedele. La comicità, parte integrante del cinema d’azione di Hong Kong, venne ridotta per dare al film un tono più serio e vicino alle produzioni occidentali.
Anche alcune accelerazioni, i ralenti e gli effetti sonori tipici del genere furono modificati. I rumori volutamente esagerati dei colpi lasciarono spazio a un audio considerato più realistico, ma anche meno personale.
La modifica più pesante riguardò forse la musica. La colonna sonora originale venne sostituita con nuove composizioni orchestrali che cercavano di avvicinare il film all’atmosfera di La tigre e il dragone. Sparì anche il celebre tema associato a Wong Fei-hung, dotato di un significato immediatamente riconoscibile per il pubblico cinese.
La versione statunitense risultava quindi più breve e più uniforme, ma anche privata di una parte della propria cultura. I dati delle edizioni home video rendono visibile la differenza: la distribuzione americana indicava una durata di circa 85 minuti, mentre il restauro dell’originale arriva a 90 minuti.
Il comportamento di Tarantino resta difficile da giustificare
Tarantino ha sempre parlato apertamente dei film che lo hanno influenzato. Attraverso Rolling Thunder Pictures e le uscite presentate con il suo nome, ha contribuito a far conoscere negli Stati Uniti opere asiatiche come Chungking Express, Sonatine e in seguito Hero.
Il suo entusiasmo per Iron Monkey era quasi certamente sincero. Senza il suo sostegno, il film avrebbe probabilmente ottenuto una distribuzione americana molto più limitata.
Resta però difficile ignorare la contraddizione. Tarantino celebrava il cinema di Yuen Woo-ping e Tsui Hark mentre Miramax ne modificava il lavoro, trasformandolo in un prodotto ritenuto più digeribile per gli spettatori americani.
Un regista tanto attento alle scelte musicali, ai tempi dei dialoghi e al montaggio avrebbe accettato interventi simili su Pulp Fiction o Kill Bill? La risposta appare piuttosto prevedibile.
Il recupero più fedele è arrivato nel 2023, grazie a un’edizione Blu-ray di Shout! Factory ricavata da un restauro in 2K degli elementi originali. La pubblicazione comprende le tracce in cantonese e mandarino, una nuova traduzione dei sottotitoli e la durata completa di 90 minuti.
Tarantino ha aiutato milioni di persone a scoprire Iron Monkey. Per anni, però, molte di quelle persone hanno conosciuto soltanto una copia addomesticata del film. La promozione fu preziosa, ma non cancella la responsabilità di aver sostenuto un’edizione che trattava l’opera originale come qualcosa da correggere.
Secondo te Tarantino ha salvato Iron Monkey dall’anonimato oppure avrebbe dovuto opporsi alle modifiche di Miramax? Scrivilo nei commenti.


