Steven Spielberg era destinato a dirigere Deep Impact, il kolossal del 1998 in cui una cometa minaccia di cancellare la vita sulla Terra. Il progetto passò però a Mimi Leder perché Spielberg era impegnato con Amistad e i produttori non volevano rischiare di arrivare nelle sale dopo Armageddon, l’altro film catastrofico che Hollywood stava preparando nello stesso periodo.
La decisione nacque quindi da una vera corsa contro il tempo. Due grandi produzioni raccontavano quasi la stessa minaccia, avevano budget enormi e puntavano entrambe sull’estate del 1998. Per Richard D. Zanuck e David Brown, produttori di Deep Impact, uscire per secondi avrebbe potuto significare perdere la curiosità del pubblico e apparire come la copia del concorrente. Spielberg rimase coinvolto come produttore esecutivo, mentre la regia venne affidata a Leder, scelta personalmente da lui.
Deep Impact era nato molti anni prima
La storia del film non comincia negli anni Novanta. Già alla fine degli anni Settanta, Zanuck e Brown volevano realizzare una nuova versione di Quando i mondi si scontrano, classico di fantascienza del 1951 diretto da Rudolph Maté. Il progetto rimase fermo a lungo perché nessuna delle sceneggiature sviluppate soddisfaceva i produttori.
La situazione cambiò dopo che Spielberg acquistò i diritti di The Hammer of God, romanzo pubblicato da Arthur C. Clarke nel 1993. Il libro raccontava il tentativo di deviare un asteroide diretto verso la Terra. L’idea si avvicinava molto al vecchio progetto di Zanuck e Brown, così le due iniziative finirono per fondersi nella produzione che sarebbe diventata Deep Impact.
Spielberg apprezzava la sceneggiatura e, secondo il racconto di Zanuck, aveva intenzione di occuparsi personalmente della regia. Il problema era il calendario. In quel periodo stava terminando Amistad, dramma storico arrivato nei cinema statunitensi alla fine del 1997, e non avrebbe potuto accelerare abbastanza la lavorazione del nuovo film.
Intanto la Disney, attraverso Touchstone Pictures, aveva messo in moto Armageddon. Aspettare Spielberg avrebbe probabilmente significato lasciare al film di Michael Bay il vantaggio del primo arrivo.
I produttori non volevano essere “il secondo film sulla cometa”
Zanuck spiegò che la produzione non poteva permettersi di aspettare. La preoccupazione era molto concreta: il pubblico avrebbe visto due film su un corpo celeste diretto verso la Terra nel giro di poche settimane, e il secondo avrebbe potuto essere accolto con minore interesse.
Mimi Leder venne scelta durante la lavorazione di The Peacemaker, il suo primo lungometraggio per il cinema. Aveva già maturato una grande esperienza televisiva dirigendo episodi di serie come E.R. – Medici in prima linea, dove aveva imparato a gestire cast numerosi, scene complesse e momenti emotivi senza perdere ritmo.
Leder inizialmente non era particolarmente attratta dalla fantascienza. Cambiò idea vedendo nella storia la possibilità di raccontare le reazioni delle persone davanti a una catastrofe inevitabile. Il film, infatti, dedica molto spazio alle famiglie, alle separazioni e alle decisioni prese sapendo che potrebbe non esistere un domani.
Spielberg non scomparve dalla produzione. Conservò il ruolo di produttore esecutivo e sostenne la scelta della regista, ma Deep Impact assunse inevitabilmente un’identità diversa da quella che avrebbe potuto avere sotto la sua direzione.
Deep Impact arrivò prima, ma Armageddon incassò di più
La strategia funzionò almeno sul calendario. Deep Impact uscì negli Stati Uniti l’8 maggio 1998, mentre Armageddon arrivò a luglio. Il film di Leder ebbe quindi diverse settimane per conquistare il pubblico senza dover affrontare direttamente il concorrente.
Il risultato economico fu importante. Con un budget stimato di circa 80 milioni di dollari, Deep Impact incassò circa 349,5 milioni nel mondo. Nonostante l’uscita anticipata, però, non riuscì a superare il rivale: Armageddon, costato circa 140 milioni, raggiunse oltre 553 milioni di dollari a livello mondiale.
I due film affrontavano la stessa paura con toni quasi opposti. Leder preferiva il dramma umano e mostrava una società costretta ad accettare che non tutti sarebbero sopravvissuti. Il presidente interpretato da Morgan Freeman annunciava alla popolazione l’esistenza della cometa, mentre i vari personaggi cercavano di riconciliarsi con le persone amate o di assicurare un futuro ai propri figli.
Michael Bay puntava invece sullo spettacolo, sull’umorismo e sull’azione. In Armageddon, Bruce Willis guidava un gruppo di trivellatori inviati nello spazio per far esplodere l’asteroide dall’interno. La credibilità scientifica aveva un’importanza secondaria rispetto alle esplosioni, ai sacrifici eroici e alla musica degli Aerosmith.
La versione di Spielberg sarebbe stata diversa?
È impossibile sapere quale film avrebbe realizzato Spielberg. Deep Impact conserva comunque alcuni temi molto vicini alla sua sensibilità: famiglie divise, rapporti tra genitori e figli, paura della perdita e persone comuni travolte da eventi enormi.
Probabilmente avrebbe dato maggiore spazio alla meraviglia e all’avventura, ma non esiste una versione girata o una sceneggiatura definitiva attribuibile alla sua regia. Il film arrivato nelle sale appartiene a Mimi Leder, che riuscì a trasformare una produzione gigantesca in un racconto più intimo di quanto promettessero le immagini della cometa.
La sua regia segnò anche un risultato importante. Il debutto statunitense da oltre 41 milioni di dollari rappresentò per anni il miglior fine settimana d’apertura ottenuto da un film diretto da una donna, record superato soltanto nel 2008 da Catherine Hardwicke con Twilight.
Armageddon vinse anche la sfida delle candidature agli Oscar
La critica accolse entrambi i titoli senza particolare entusiasmo, ma Armageddon ottenne quattro candidature agli Oscar: canzone originale per I Don’t Want to Miss a Thing, sonoro, montaggio sonoro ed effetti visivi. Non vinse nessuna statuetta, ma il brano degli Aerosmith divenne uno dei pezzi più riconoscibili del cinema degli anni Novanta.
Deep Impact non ebbe la stessa fortuna durante la stagione dei premi, ma ha conservato una reputazione diversa. Molti spettatori continuano a preferirlo per il tono malinconico e per il modo in cui prende sul serio le conseguenze della catastrofe.
Il curioso duello del 1998 resta uno degli esempi più famosi di film gemelli prodotti quasi contemporaneamente. Deep Impact riuscì a uscire per primo proprio perché i produttori rinunciarono ad aspettare Spielberg. La scelta non bastò per vincere al botteghino, ma consegnò a Mimi Leder il progetto più importante della sua carriera cinematografica.


