Guardate quella foto. A sinistra un uomo giovane, magro, con la testa rasata e l’aria da rockstar degli anni ’80. A destra un signore sorridente, fisico asciutto, pelle distesa, capelli ritornati – e uno charme che molti trentenni si sognano. Il prima è Raffaele Riefoli, in arte Raf, all’apice del successo. Il dopo è Raf a Sanremo 2026, a 66 anni. E il risultato mette davvero in crisi.
Sui social è partita la valanga di commenti che potete immaginare. C’è chi scrive: “Scusate, ma Raf ha trovato l’elisir di lunga vita e non ce lo vuole dire?”. C’è chi ironizza: “66 anni? Forse nel calendario maya, per me ne ha 45 e sono anche generoso”. Il più divertente di tutti: “Raf invecchia come il vino buono. Io invece come lo yogurt dimenticato in frigo”. Il pubblico dell’Ariston lo ha applaudito, i social lo hanno celebrato, e la domanda è rimasta lì, senza risposta ufficiale: come fa?
Raf nasce il 29 settembre 1959 a Margherita di Savoia, in Puglia. A 17 anni se ne va a Firenze, poi a Londra, dove fonda con Ghigo Renzulli – futuro chitarrista dei Litfiba – il gruppo punk-rock Cafè Caracas. Fa il lavapiatti per mantenersi, suona nei locali, impara il mestiere dalla gavetta vera. Nel 1983 arriva Self Control, hit che fa il giro d’Europa e degli Stati Uniti, tanto che Laura Branigan ne incide una versione che vende milioni di copie. Nel 1987 scrive Si può dare di più, che vince Sanremo. Poi Cosa resterà degli anni ’80, Infinito, Ti pretendo, Sei la più bella del mondo. Una carriera costruita canzone per canzone, senza mai smettere.
Oggi, a 66 anni, è sul palco dell’Ariston con Ora e per sempre in gara e stasera con la cover The riddle insieme ai The Kolors. E fisicamente è così: pelle tesa, sguardo vivace, sorriso largo. Nessun cedimento, nessuna stanchezza sul viso.
Il segreto: ritocchi, genetica o stile di vita?
Nessuno lo sa con certezza, perché Raf non ha mai commentato l’argomento. Qualche esperto del settore ha avanzato ipotesi su un possibile trapianto di capelli eseguito bene e su un uso discreto del botox – niente di esagerato, niente di artificiale. Ma c’è anche chi sostiene che dietro ci sia semplicemente una genetica favorevole, una vita equilibrata, una dieta sana e tanta attività fisica. Sposato dal 1996 con Gabriella Labate, due figli, una relazione solida che definisce lui stesso “la vera magia” – e forse anche questo aiuta.
Quello che è certo è che non si è mai fermato. La musica, le collaborazioni, i tour, il ruolo di coach in televisione ad Ora o mai più su Rai 1. Chi lavora con passione e mantiene la testa occupata, spesso invecchia meglio. Non è una teoria, è quello che si vede.
Diciamolo chiaramente: in grandissima forma. Tanti uomini ci metterebbero la firma per arrivare a 66 anni così. Fisico asciutto, energia intatta, voce ancora riconoscibile e una presenza scenica che non ha perso nulla. Non è il classico artista che torna a Sanremo per fare nostalgia – è uno che sale su quel palco e ci sta ancora a pieno titolo.
Il prima e dopo di Raf non è una storia di invecchiamento. È una storia di qualcuno che ha trovato il modo di non cedere al tempo. E finché non ci svela il segreto, possiamo solo guardare quella foto e accettare che alcune cose non si spiegano.
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