Lo dico subito: Death by Lightning non me lo aspettavo proprio. Una miniserie storica su un presidente americano di cui a stento ricordavo il nome? E pure assassinato? Pensavo fosse il classico contenuto da “lo metto in lista e non lo guardo mai”. Invece eccomi qua, a scriverne come se fossi diventato un esperto di James A. Garfield, Charles Guiteau e di revolver British Bulldog (che già il nome…).
Netflix ci porta nel 1881, quando la politica era un miscuglio di idealismo, ego e baffi importanti. E già solo questo mi ha conquistato.
Il presidente che non voleva essere presidente
Il cuore di tutto è Garfield: un uomo per bene, con una famiglia adorabile, un po’ riluttante a tuffarsi nel pantano di Washington. Michael Shannon lo interpreta con quella sua faccia seria da “ti sistemo io”, ma anche con una dolcezza a sorpresa. Un presidente per caso, che forse avrebbe fatto davvero bene.
E poi c’è Guiteau. Anzi: Guiteau il delirio umano. Matthew Macfadyen si diverte un mondo a interpretarlo, sempre sudato, sempre convinto di essere un genio politico che invece… be’, non lo è. E la sua follia ti fa ridere e rabbrividire allo stesso tempo.
Una miniserie che unisce storia e spettacolo
Quello che funziona alla grande è il tono: serio ma non palloso, con momenti imprevedibilmente ironici. Ci sono scene politiche da manuale, con manovre per prendere la nomination, e poi momenti tanto assurdi che ti chiedi se siano successi davvero.
Gli autori giocano con la storia in modo intelligente: fedeli nei fatti, liberi nell’intrattenimento. E no, non serve essere appassionati di presidenti americani del XIX secolo: ti porta dentro anche se non sai nulla.
Cast da applausi e dialoghi che restano
Gli attori sembrano divertirsi più di noi:
- Nick Offerman come Chester Arthur: ubriaco di potere (e probabilmente non solo quello)
- Betty Gilpin come moglie di Garfield: magnifica
- E un cast di caratteristi che andrebbero premiati solo per i baffi
Ogni scena ha energia, ritmo, una frase da ricordare.
E a un certo punto ti ritrovi a dire: “Ma aspetta, sta roba è davvero successa?”
Visivamente notevole (sì, anche se è Budapest)
Gli ambienti, i costumi, le luci: tutto bellissimo. E qui mi permetto una nota buffa: Budapest finge di essere Chicago e Washington, e ok, a volte si vede… ma il trucco regge. È una messa in scena che fa atmosfera e non annoia mai.
Perché mi ha convinto
Alla fine, Death by Lightning non è solo storia: è il racconto di un assassino convinto di essere un uomo destinato alla grandezza, e di un presidente che non voleva diventare un martire. La serie lo capisce, e il risultato è coinvolgente, pieno di “aspetta un attimo, non lo sapevo”.
E nulla, ora so anche di chi era quel cervello nel barattolo. E non pensavo di volerlo sapere.
l’hai vista? Hai intenzione di guardarla? Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e se il cervello nel barattolo ti ha turbato quanto ha turbato me 🧠🍿
La Recensione
Death by Lightning
Miniserie storica sorprendentemente divertente e istruttiva. Grande cast, ritmo brillante, storia vera resa accessibile e appassionante. Consigliata anche a chi di solito le biografie politiche le evita.
PRO
- Shannon e Macfadyen sono da applausi
- Rende appassionante una storia poco conosciuta
- Ti senti più colto a fine visione (bonus non da poco)
CONTRO
- Budapest che finge di essere Chicago ogni tanto tradisce


