Rowan Atkinson torna su Netflix l’11 dicembre, cioè oggi, con Man vs Baby, il seguito della serie del 2022 Man vs Bee che aveva fatto discutere per quanto fosse brutta. La buona notizia? Questa volta funziona molto meglio. Quattro episodi di pura comicità fisica ambientati a Natale che dimostrano una cosa semplice: metti Atkinson davanti a un bambino vero ed è mille volte meglio che metterlo davanti a un’ape fatta al computer malissimo.
Quando Netflix aveva sbagliato tutto con l’ape
Nel 2022 Netflix aveva preso Rowan Atkinson, uno dei comici più amati al mondo, e gli aveva fatto fare una serie assurda contro un’ape. Man vs Bee era composta da nove episodi dove Atkinson doveva combattere contro un’ape realizzata in computer grafica che sembrava uscita da un videogioco degli anni ’90.
La serie non aveva senso: era tutta basata sulla comicità fisica senza parole tipica di Mr Bean, ma senza nessuna delle cose che rendono Mr Bean così geniale. Era prevedibile, noiosa, e quell’ape sembrava così finta da far male agli occhi. Un critico all’epoca aveva scritto che era come guardare “la peggior cosa che tu abbia mai visto in vita tua”.
Per fortuna Man vs Baby è decisamente migliore. E soprattutto, dura solo quattro episodi invece di nove.
La storia di Trevor che non ce la fa più
Atkinson interpreta Trevor Bingley, un papà divorziato che vive in una piccola città di provincia dove tutti si conoscono. È quasi Natale e Trevor sta morendo di freddo in casa sua perché tiene il riscaldamento spento per risparmiare, visto che dovrebbero venirlo a trovare sua figlia e la ex moglie. Peccato che poi loro decidano di andare ai Caraibi invece che da lui (e chi può biasimarle).
Ma Trevor non ha solo il problema delle bollette: sta per perdere il lavoro, le lettere che arrivano sono tutte rosse con scritto “ultima notifica di pagamento”, e per giunta ha promesso alla figlia 9.000 sterline per andare a studiare alla Sorbonne di Parigi. Praticamente è nei guai fino al collo.
Arriva il bambino (finalmente)
Trevor lavora come custode in una scuola elementare, e stanno preparando la recita di Natale con la natività. Hanno trovato un neonato vero per fare la parte di Gesù Bambino (interpretato da due gemelli identici, come si fa sempre nei film). Il problema? Quando finisce la recita e tutti i bambini vanno a casa, nessuno viene a prendere il bebè.
Come se non bastasse, Trevor riceve una chiamata dall’agenzia che nella serie precedente lo aveva mandato a fare il guardiano in una villa super tecnologica che lui aveva completamente distrutto (e loro non lo sanno). Questa volta deve fare il guardiano in un appartamento a Londra lussuosissimo, con proprietari ricchissimi che pagano abbastanza da permettergli di mandare la figlia all’università.
Ovviamente Trevor porta il bambino con sé, e ovviamente distruggono tutto pezzo per pezzo – sciarpe Hermès, cesti di cibo di lusso, bottiglie di champagne costosissime. È il caos totale.
Pubblicità ovunque (ma chi se ne frega)
Una cosa che salta subito all’occhio è che la serie è piena zeppa di pubblicità. Mostrano marchi tipo Dom Perignon, Hermès, Fortnum & Mason in continuazione, ed è così evidente che ti chiedi se sia parte della storia o solo modo per Netflix di fare soldi. Ma a dirla tutta, se serve per pagare gli 82 miliardi di dollari che vogliono spendere per comprare Warner Bros, pazienza.
Perché questa volta funziona meglio
I cambiamenti rispetto a Man vs Bee sono piccoli ma fanno tutta la differenza. Prima di tutto, Atkinson recita con un bambino vero invece che con una pallina da tennis verde davanti a uno schermo verde. Questo significa che le scene sembrano più vere e più divertenti.
Poi, invece di nove episodi lunghissimi, qui ce ne sono solo quattro da 30 minuti ciascuno. Si guarda tutto in due ore, non ti annoi mai, e quando finisce pensi “ok, è stato carino” invece di “grazie a Dio è finito”.
Le battute sono sempre basate sulla comicità fisica di Atkinson: lui che inciampa, rompe cose, fa facce strane. È la sua specialità da sempre, quella roba che lo ha reso famoso con Mr Bean. Non è niente di nuovo o geniale, ma quando Atkinson fa quelle facce che solo lui sa fare, è impossibile non ridere.
È sprecato qui? Sì, ma almeno fa ridere
La verità è che sì, Rowan Atkinson merita di meglio di una serie dove distrugge un appartamento di lusso con un neonato. Poteva tornare con Mr Bean vero, o con Johnny English, o inventarsi qualcosa di nuovo e brillante. Invece eccolo qui a rompere vasi costosi per Netflix.
Ma il fatto è che, anche quando fa cose mediocri, Atkinson sa ancora come farti ridere. La regia di David Kerr è discreta, la sceneggiatura scritta da Will Davies e dallo stesso Atkinson ha qualche momento divertente, e il cast di supporto (tra cui Susannah Fielding, Steve Edge, Sunil Patel) fa il suo lavoro senza brillare.
Il vero spettacolo è Atkinson e i due gemelli che fanno il bebè, e basta quello.
Vale la pena guardarlo?
Man vs Baby non è un capolavoro, non è nemmeno il miglior lavoro di Atkinson, ma è abbastanza carino da metterlo su durante le feste di Natale quando hai ospiti a casa e non vuoi pensare troppo. I quattro episodi scorrono veloci, ti fanno ridere qualche volta, e non ti fanno venire voglia di spegnere tutto come succedeva con Man vs Bee.
Almeno questa volta non c’è quell’ape orribile in computer grafica che ti faceva male agli occhi. E il bambino è davvero carino. Questo già basta per renderlo migliore del predecessore.
Disponibile su Netflix dall’11 dicembre. Perfetto se vuoi vedere Rowan Atkinson fare smorfie per mezz’ora senza dover usare il cervello.
Hai visto Man vs Bee e ti eri pentito amaramente? Secondo te Rowan Atkinson dovrebbe fare cose migliori o ti basta vederlo rompere oggetti costosi? Scrivici nei commenti se pensi che Man vs Baby possa essere la serie perfetta da mettere su durante le feste quando non sai cosa guardare!
La Recensione
Man vs Baby
Man vs Baby è un miglioramento notevole rispetto all'orribile Man vs Bee. Quattro episodi leggeri e divertenti con Rowan Atkinson contro un neonato vero invece di un'ape in CGI. Comicità fisica che funziona, ritmo buono, perfetto per Natale. Non è il meglio di Atkinson ma fa ridere.
PRO
- Molto meglio dell'orribile Man vs Bee
- Solo quattro episodi da 30 minuti, si guarda in fretta
- Rowan Atkinson che fa le sue smorfie geniali
CONTRO
- Atkinson è sprecato in questo materiale mediocre
- Comicità prevedibile


