Netflix ha appena lanciato Il tempo delle mosche (Time Flies), una serie argentina che mescola crimine, commedia e dramma in un modo decisamente insolito. Composta da 6 episodi brevi per un totale di circa 3 ore, questa produzione si distingue dalle classiche serie thriller latinoamericane che popolano la piattaforma, offrendo qualcosa di diverso ma non necessariamente perfetto.
La storia segue Manca e Ines, due amiche appena uscite di prigione che decidono di ricominciare da zero aprendo un’attività di disinfestazione. Sembrano voler voltare pagina e rientrare nella società come persone oneste. Tuttavia, le cose si complicano quando una loro cliente ricatta Ines costringendola a comprare del veleno. Questo evento apparentemente semplice innesca una serie di eventi sfortunati che trasformano quella che sembrava una commedia leggera in un thriller criminale pieno di colpi di scena.
Il ritmo della serie è uno dei suoi punti più problematici. La narrazione salta continuamente tra presente e passato in modo confuso. Un secondo ti trovi nel presente, quello successivo sei catapultato indietro nel tempo senza preavviso. Questa struttura frammentata può disorientare lo spettatore, specialmente considerando che gli episodi sono piuttosto brevi. La sensazione è quella di un puzzle dove i pezzi ci sono tutti, ma sono distribuiti in modo tale da richiedere pazienza e attenzione per capire il quadro completo.
Detto questo, Il tempo delle mosche ha un pregio importante: non assomiglia a nessun’altra serie Netflix che ho visto negli ultimi anni. La struttura narrativa, l’estetica e il modo in cui la storia è organizzata la rendono unica. Non segue la formula tipica delle serie crime latinoamericane che Netflix propone abitualmente. Questo è sicuramente un punto a favore, anche se rende la serie un po’ più difficile da seguire e in alcuni punti inutilmente complicata.
Il tema centrale della serie è quello delle donne che prendono il controllo della propria vita. Manca e Ines sono due donne che hanno fatto errori e pagato per le loro scelte andando in prigione. L’evento scatenante dell’intera trama è il fatto che Ines ha ucciso l’amante di suo marito. Questa informazione viene rivelata nei primi 3-5 minuti del primo episodio, quindi non è uno spoiler. Il vero mistero sta nel capire il perché di questo gesto omicida, e le risposte arrivano lentamente e deliberatamente nel corso degli episodi.
La serie non è facile da digerire perché affronta temi complicati e delicati, principalmente la maternità e, in un certo senso, la queerness. Interessante è anche il modo in cui la serie è stata adattata: prende due romanzi dello stesso autore che formano una duologia e li trasforma in un’unica serie. Il primo libro viene utilizzato per i flashback, mentre il secondo libro fornisce la trama del presente. Questa è una scelta coraggiosa ma che contribuisce a rendere il ritmo così confuso. Condensare due romanzi interi in sole 3 ore è una sfida enorme, e si sente.
Carla Peterson interpreta Ines ed è assolutamente credibile nel ruolo. Nonostante tutto quello che il suo personaggio ha fatto, lo spettatore si schiera immediatamente dalla sua parte. Il motivo? Ines è un personaggio ben costruito e imperfetto, esattamente il tipo di protagonista che amiamo. C’è qualcosa di pietoso in lei che fa sì che tu voglia supportarla nonostante le sue azioni discutibili. Del resto, lei è la protagonista principale e la serie si concentra sulle conseguenze delle sue scelte sbagliate, quindi non se la cava senza pagare un prezzo.
Dall’altra parte abbiamo Nancy Dupláa che interpreta Manca. Anche se non conosco nulla del cinema o della televisione argentina, è immediatamente evidente che si tratta di un’attrice esperta e di talento. Le due donne hanno una chimica eccellente sullo schermo e trasmettono davvero la sensazione di essere migliori amiche di lunga data.
Visivamente, la serie è piuttosto unica e ha quasi un aspetto vintage grazie a un effetto nebuloso che accompagna molte scene. I toni sono decisamente più caldi rispetto a molte altre serie del genere thriller che abbiamo visto di recente. Questa scelta estetica mi è piaciuta molto perché conferisce alla serie un’identità visiva distintiva e accattivante.
Una cosa che apprezzo sempre delle serie e dei film internazionali è che portano con sé la loro rilevanza culturale. Anche se una storia potrebbe sembrare simile a qualcosa prodotto da Hollywood, avrà sempre qualcosa di culturalmente unico che la rende diversa. Il tempo delle mosche si sente profondamente argentino in ogni suo aspetto. Sicuramente qualcosa si perde nella traduzione per chi non conosce la cultura del paese, ma l’unicità della serie è innegabile.
Il conflitto principale della serie sembra un po’ perdersi verso la fine, ma questo non è necessariamente un problema grave. Il viaggio per arrivarci è comunque interessante e pieno di momenti che ti tengono incollato allo schermo cercando di capire cosa sta succedendo. Per una serie crime, riuscire a mantenere lo spettatore nel dubbio dall’inizio alla fine è un grande risultato.
Hai già visto Il tempo delle mosche su Netflix? Cosa ne pensi della narrazione non lineare e dei personaggi femminili? Ti è piaciuto o ti ha confuso troppo? Lascia un commento e raccontaci la tua opinione!
La Recensione
Il tempo delle mosche
Il tempo delle mosche è una serie che divide. Se ami le narrazioni non lineari e hai pazienza per i ritmi più lenti, potresti apprezzarla molto. Se invece preferisci storie lineari e ritmi serrati, probabilmente la troverai frustrante. La serie dedica interi episodi ai flashback, il che può rallentare ulteriormente la comprensione della trama principale. Dal punto di vista tecnico, la serie è ben realizzata. La fotografia è particolare, le interpretazioni sono solide e l'idea di adattare due romanzi in una serie è ambiziosa. Tuttavia, l'esecuzione lascia un po' a desiderare per quanto riguarda il ritmo e la chiarezza narrativa. Non posso dire di averla adorata completamente, ma non posso nemmeno negare che ci sia del valore in quello che cerca di fare. È una serie diversa e che prova qualcosa di nuovo, il che merita riconoscimento in un panorama spesso pieno di prodotti standardizzati. Consiglio finale: Guardala se sei curioso di scoprire qualcosa di diverso dalle solite serie Netflix e se non ti spaventa una narrazione frammentata. Evitala se vuoi una storia lineare e di facile comprensione.
PRO
- La serie si concentra su donne complesse e imperfette che prendono il controllo delle loro vite, un tema raro nelle serie crime
- La fotografia ha un effetto nebuloso e toni caldi che la distinguono dalle altre serie thriller
- La serie è profondamente argentina e offre uno sguardo genuino su una cultura diversa
CONTRO
- La narrazione salta continuamente tra presente e passato in modo disorientante
- Interi episodi sono dedicati al passato, rallentando la comprensione della trama principale
- Verso la fine, il focus principale della storia sembra perdersi un po'
- Due romanzi in 3 ore significa che molte cose vengono compresse


