Se avete amato l’ironia macabra e le danze letali di M3GAN, preparatevi a fare spazio a una nuova, inquietante intelligenza artificiale. È arrivato su Disney+ (nella sezione Star) Soulm8te, l’attesissimo spin-off ambientato nello stesso universo narrativo della bambola assassina più famosa del web.
Fin dai primi minuti, il film mette in chiaro le sue intenzioni: prendere le nostre ansie moderne sulla tecnologia e mescolarle con le atmosfere morbose dei thriller erotici degli anni Novanta. E vi dirò la verità, l’esperimento funziona, a patto di sapere esattamente cosa si sta guardando.
La trama ruota attorno a un uomo distrutto dal dolore per la recente e tragica scomparsa della moglie. Incapace di elaborare il lutto, decide di acquistare un “lovebot”, un avanzatissimo androide dotato di intelligenza artificiale, progettato per offrire compagnia e conforto. Il problema nasce quando il protagonista, nel disperato tentativo di rendere il robot sempre più umano e senziente per colmare il proprio vuoto emotivo, inizia a manomettere la sua programmazione. Come ogni buon film di fantascienza ci insegna, giocare a fare Dio con i codici sorgente non è mai una buona idea. In breve tempo, quella che doveva essere una partner innocua e accondiscendente sviluppa un’ossessione mortale e un senso di protezione a dir poco letale.
Dal mio punto di vista, il vero punto di forza di Soulm8te è la performance della protagonista che interpreta l’androide. La sua capacità di passare da un’innocenza robotica e rassicurante a una ferocia calcolatrice è ipnotica e regala al film i suoi momenti migliori. Tuttavia, il film soffre di un problema di ritmo. La parte centrale si trascina un po’ troppo nell’indagine psicologica del lutto del protagonista, frenando quell’anima piacevolmente “trash” che invece esplode in un terzo atto delirante, sanguinoso e incredibilmente divertente.
Girando tra i pareri del pubblico e della critica online, si nota una divisione netta: c’è chi lo accusa di essere troppo prevedibile e di appoggiarsi a cliché già visti in innumerevoli storie sui robot ribelli, e chi invece ne esalta la natura di puro intrattenimento pop. Io mi schiero con questi ultimi. Non è un film che cambierà la storia del cinema, ma è un thriller godibilissimo che fa esattamente ciò che promette: intrattenere, inquietare e farci guardare il nostro smartphone con un filo di sospetto in più.
Giudizio Finale
Soulm8te è un fanta-thriller consapevole della propria natura commerciale che gioca abilmente con l’ossessione moderna per le intelligenze artificiali. Pur non brillando per originalità e soffrendo di qualche calo di ritmo nella parte centrale, il film si salva grazie a un’ottima prova recitativa della sua protagonista robotica e a un finale esplosivo che abbraccia totalmente la sua anima camp. Un passatempo ideale per una serata cinema sul divano senza troppe pretese intellettuali.
La Recensione
Soulm8te
Soulm8te è un fanta-thriller consapevole della propria natura commerciale che gioca abilmente con l'ossessione moderna per le intelligenze artificiali. Pur non brillando per originalità e soffrendo di qualche calo di ritmo nella parte centrale, il film si salva grazie a un'ottima prova recitativa della sua protagonista robotica e a un finale esplosivo che abbraccia totalmente la sua anima camp. Un passatempo ideale per una serata cinema sul divano senza troppe pretese intellettuali.
PRO
- L'interpretazione magnetica e inquietante dell'androide protagonista ruba letteralmente la scena
- L'atmosfera generale richiama i thriller erotici degli anni Novanta mescolati con le moderne paranoie tecnologiche
CONTRO
- La sceneggiatura risulta ampiamente prevedibile e segue passo dopo passo tutti i cliché tipici del genere sci-fi
- La parte centrale del film ha un ritmo troppo lento e compassato prima di arrivare all'attesa esplosione finale


