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Restaurant Impossible cancellato dopo 22 stagioni: Food Network ha preferito Cucine da Incubo a Robert Irvine (ma i dati dicono altro)

Wonder Channel Redazione di Wonder Channel Redazione
10 Novembre 2025
in Film & Serie TV, Programmi Televisivi
Tempo di lettura 10 minuti
Restaurant Impossible cancellato dopo 22 stagioni Food Network ha preferito Cucine da Incubo a Robert Irvine (ma i dati dicono altro)

C’è un momento preciso in cui ti rendi conto che il mondo della TV non ha più senso. Per me è stato quando ho scoperto che Food Network ha cancellato Restaurant Impossible dopo 22 stagioni, 205 ristoranti salvati e un tasso di successo del 40%, per concentrarsi su cooking show da studio dove la gente fa gare a chi cucina meglio un hamburger in 30 minuti. Nel frattempo, Gordon Ramsay e Cucine da Incubo sono tornati in pompa magna, nonostante un tasso di successo del 39% (sì, più basso). Qualcosa non torna, e Robert Irvine ha deciso di spiegare esattamente cosa.

A luglio 2023, dopo che l’ultima puntata era andata in onda ad aprile senza nessun annuncio ufficiale, Irvine ha twittato quello che molti fan non volevano sentire: “Sono vecchia notizia. Anche se lo show è FANTASTICO e aiuta piccole imprese, famiglie e comunità, non è uno show che secondo loro si adatta a quello che vogliono o che piace ai giovani spettatori”.

Ecco. Food Network ha ammazzato uno dei suoi show più longevi perché “non piace ai giovani”. Gli stessi giovani che guardano video di 3 ore su YouTube di gente che ripara ristoranti abbandonati, ma vabbè.

Lo show che salvava ristoranti con 10.000 dollari e due giorni

Facciamo un passo indietro per chi non ha mai visto Ristoranti Impossibili (che in Italia è andato in onda su Real Time). Il format era semplice e geniale: Robert Irvine, uno chef britannico con un fisico da bodybuilder e un passato nella Royal Navy, arriva in un ristorante che sta fallendo. Ha 10.000 dollari di budget e due giorni per salvare tutto.

Due giorni. Non una settimana, non un mese. 48 ore per ristrutturare il locale, rifare il menu, formare lo staff e riaprire con una serata sold-out. E la cosa assurda? Funzionava.

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Il primo giorno Irvine arrivava, assaggiava il cibo (di solito orribile), analizzava i problemi (di solito un milione), e poi iniziava a urlare. Non come Gordon Ramsay però. Irvine urlava come un sergente istruttore che vuole davvero che tu riesca, non come uno chef stellato che ti vuole umiliare per fare ascolti.

Poi arrivava la sua squadra di designer e operai, e iniziava il miracolo. Buttavano giù pareti, ridipingevano tutto, cambiavano i mobili, rifacevano la cucina. Tutto con 10.000 dollari. Provate voi a ristrutturare anche solo il vostro bagno con quella cifra e poi ne riparliamo.

Il secondo giorno Irvine lavorava sul menu, insegnava allo staff, organizzava la serata di riapertura. E alla fine, magicamente, il ristorante riapreva completamente trasformato. Gli abitanti del posto venivano, mangiavano, erano felici. Fine.

Il confronto che nessuno vuole fare: Irvine vs Ramsay

Ora, parliamo dell’elefante nella stanza: Gordon Ramsay e Cucine da Incubo. Tutti lo conoscono, tutti lo amano (o lo odiano), è praticamente ovunque. Ma c’è un problema. I numeri.

Secondo Reality TV Revisited, che tiene traccia di questi dati con una precisione maniacale, il 61% dei ristoranti di Cucine da Incubo ha chiuso. Quello di Ristoranti Impossibili? Il 60%. Praticamente identico. Anzi, se vogliamo essere pignoli, Restaurant Impossible ha un tasso di successo del 40% contro il 39% di Kitchen Nightmares.

Quindi ricapitoliamo: stesso risultato, ma Ramsay può spendere quanto vuole per i ristoranti (nuove cucine, nuovi arredi, parate per pubblicizzare il locale), mentre Irvine aveva 10.000 dollari fissi e due giorni. Eppure Food Network ha deciso che quello da cancellare era Restaurant Impossible.

La differenza? Ramsay urla di più, insulta di più, fa più drama. E il drama fa ascolti. O almeno, questo è quello che pensano i dirigenti di Food Network. Irvine invece era più… costruttivo. Urlava anche lui, certo, ma urlava cose tipo “Puoi farcela!” invece di “Sei un idiota sandwich!”.

Ristoranti Impossibili era meno teatro e più aiuto vero. E apparentemente, aiutare davvero la gente non è abbastanza televisivo per il 2023.

Lo scandalo del CV e il licenziamento (poi il ritorno)

Voglio raccontarti una cosa che rende tutta questa storia ancora più assurda. Nel 2008, Food Network ha licenziato Robert Irvine perché aveva… ehm… “esagerato” nel suo curriculum. Tipo che aveva detto di aver cucinato per la Regina Elisabetta II e di aver lavorato alla Casa Bianca, quando in realtà aveva cucinato su yacht e navi della Royal Navy.

Ok, non è bellissimo. Ma sai cosa è successo dopo? Il suo sostituto è stato un flop totale. Gli ascolti sono crollati. I fan hanno fatto petizioni. E dopo un anno, Food Network ha fatto finta di niente e lo ha riassunto.

Facciamo il riassunto: Irvine mente sul CV, viene licenziato, il suo sostituto fa schifo, viene riassunto, fa altri 14 anni di show di successo, e poi viene ricancellato perché “è vecchia notizia”. La coerenza di Food Network è qualcosa di veramente ammirevole.

Cosa sta facendo adesso Robert Irvine

Ecco la parte bella. Irvine non è sparito. Anzi, è più impegnato che mai. A marzo 2024, in un’intervista a Mashed, ha rivelato che sta lavorando a due nuovi show.

Il primo è con CBS e Paramount, e sarà sostanzialmente Restaurant Impossible ma con un altro nome. Stesso format: salvare aziende in difficoltà. A quanto pare doveva uscire “nel giro di un mese”, che nel linguaggio televisivo significa “potrebbe uscire tra sei mesi o tra tre anni, chi lo sa”.

Il secondo show è ancora più interessante. È con Fox ed è su veterani della Seconda Guerra Mondiale. Irvine ha detto che si è lanciato col paracadute insieme a questi veterani a Normandia. A 59 anni si è lanciato col paracadute per uno show. Gordon Ramsay al massimo si lancia in insulti creativi.

Oltre a questo, Irvine ha due ristoranti aperti: uno al Tropicana di Las Vegas e uno dentro al Pentagono (sì, quello del governo americano). Ha una linea di prodotti alimentari che include pizze surgelate, barrette energetiche, oli e spezie. E soprattutto ha la Robert Irvine Foundation, una charity che aiuta veterani di guerra e le loro famiglie.

Ah, ed è anche vice sceriffo della contea di Los Angeles. Perché evidentemente nel suo tempo libero si annoiava.

Perché Food Network preferisce i game show

Torniamo al punto: perché cancellare uno show di successo? Irvine stesso lo ha spiegato nei suoi tweet (che sono stati brutalmente onesti, devo dire).

“La maggior parte degli show sono così… veloci, facili, e li puoi fare in uno studio facendo tante puntate in un giorno, il che li rende più economici e facili da fare”.

Ecco il punto. Restaurant Impossible costava. Dovevi mandare una troupe in giro per l’America, affittare attrezzature per ristrutturare, pagare operai, comprare materiali. Ogni episodio era una produzione bella impegnativa.

Un cooking show da studio? Quattro telecamere, tre chef, una cucina finta, e fai 10 episodi in una settimana. È il sogno di ogni produttore. Costi bassi, produzione veloce, stesso formato per ogni puntata.

Food Network è diventata una fabbrica di game show culinari. Guy’s Grocery Games, Chopped, Beat Bobby Flay, Cutthroat Kitchen. Tutti bellissimi, per carità, ma tutti rigorosamente da studio. Nessuno che va davvero in giro ad aiutare ristoranti veri con problemi veri.

E quando Irvine ha detto che non crede che “nessuna petizione dei fan farà cambiare idea a Food Network”, aveva ragione. Hanno una visione precisa di cosa vogliono essere, e aiutare piccole imprese non fa parte di quella visione.

L’assurda fase degli “ambush” che nessuno voleva

C’è un altro pezzo di questa storia che va raccontato. Nelle ultime due stagioni prima della cancellazione del 2016 (sì, lo show era già stato cancellato una volta e riportato indietro dopo tre anni), Food Network ha deciso di fare una cosa geniale: gli ambush.

L’idea era che Irvine si presentava senza preavviso ai ristoranti. I proprietari non avevano chiesto aiuto, non sapevano che stava arrivando una troupe televisiva, e improvvisamente si trovavano Robert Irvine che bussava alla porta con una squadra di operai.

Era… strano. Perdevano 20 minuti di ogni episodio solo per la scena dell’ambush, con i proprietari confusi e imbarazzati. E poi dovevi comunque convincerli a partecipare, il che rendeva tutto il concept un po’ assurdo.

I fan hanno odiato questa fase. Quando lo show è tornato nel 2019, gli ambush erano spariti e si era tornati al format originale. Ma il danno era fatto. Food Network aveva dimostrato di non capire veramente cosa rendeva speciale Restaurant Impossible.

La differenza tra urlare per urlare e urlare per aiutare

Voglio chiarire una cosa: non sto dicendo che Gordon Ramsay è un cattivo. Anzi, Cucine da Incubo UK (la versione originale britannica) è un programma fantastico, genuino, dove Ramsay sembra davvero interessato ad aiutare. Il problema è la versione americana, dove tutto è amplificato per il drama.

La differenza tra Irvine e Ramsay è sottile ma importante. Quando Ramsay urla, urla per far vedere quanto è disastrato il ristorante. Quando Irvine urla, urla per farti reagire. Ramsay ti fa sentire un disastro. Irvine ti fa sentire che puoi fare meglio.

E forse è questo il problema. Vedere qualcuno che viene umiliato fa più ascolti di vedere qualcuno che viene aiutato davvero. È triste, ma è così.

Ho visto episodi di Ristoranti Impossibili dove Irvine finiva a piangere insieme ai proprietari. Episodi dove la famiglia era distrutta, il ristorante era l’eredità del nonno morto, e Robert si sedeva lì e ascoltava. Faceva terapia familiare travestita da show di cucina.

In Cucine da Incubo, se i proprietari litigano, è perché “sono incompetenti”. In Ristoranti Impossibili, se litigano, è perché sono umani e stanno affrontando una situazione terribile. E Irvine li aiutava a capirlo.

Il “wink wink” che ci fa sperare

C’è stata una cosa interessante nei tweet di Irvine dopo la cancellazione. A un fan che gli chiedeva del futuro dello show, ha risposto: “Non ho idea del perché si sia fermato ma… c’è una ragione per tutto e chissà wink wink cosa succederà”.

Quel “wink wink” è interessante. Potrebbe tornare Restaurant Impossible? Tecnicamente sì. È già tornato una volta. E Fox ha appena riportato indietro Cucine da Incubo dopo nove anni di pausa.

Ma probabilmente non su Food Network. Irvine è stato abbastanza chiaro: loro hanno deciso cosa vogliono essere, e Restaurant Impossible non fa parte di quella visione. Il che va bene. Ci sono altri network, altri servizi streaming, altre piattaforme.

E onestamente? Forse è meglio così. Food Network sembra interessata solo ai giovani che vogliono vedere gare di cucina veloci. Ma c’è un’intera generazione di persone (me compreso) che vorrebbe vedere show che aiutano davvero la gente, che mostrano problemi reali e soluzioni vere.

Se il nuovo show con CBS decolla, potrebbe essere persino meglio di Restaurant Impossible. Più budget, più libertà creativa, meno interferenze da parte del network.

La lezione che Food Network non ha imparato

Nel 2023, mentre Food Network cancellava Restaurant Impossible, i social media erano pieni di video di gente che ristrutturava case, riparava oggetti, salvava aziende. Video lunghissimi, di ore, senza tagli, senza drama. E fanno milioni di visualizzazioni.

La gente vuole vedere cose vere. Vuole vedere problemi reali risolti da persone competenti. Vuole vedere il prima e il dopo, il sudore, la fatica, la soddisfazione finale.

Food Network ha guardato questo trend e ha detto: “Nah, meglio fare un altro game show dove la gente cucina con una mano legata dietro la schiena”. È l’equivalente televisivo di non capire proprio niente del tuo pubblico.

E il bello è che Restaurant Impossible era perfetto per l’era dei social media. Ogni episodio era una storia completa, con un inizio, una parte centrale e una fine. Ogni ristorante aveva un seguito locale che avrebbe condiviso e commentato. Era contenuto virale prima che il virale diventasse la norma.

Ma no, troppo complicato. Meglio fare 10 episodi di “cucina questo mentre salti su una gamba sola” in una settimana.

Cosa succederà adesso?

La verità è che nessuno lo sa. Irvine ha lasciato intendere che ci sono progetti in corso, ma nel mondo della TV le cose cambiano velocemente. Quello che è sicuro è che c’è ancora un pubblico enorme per questo tipo di contenuti.

In Italia abbiamo seguito Ristoranti Impossibili su Real Time e molti di noi rimpiangono quello stile diretto, quel modo di risolvere problemi veri senza troppo teatro. Vedere Robert Irvine che urlava “Puoi farcela!” invece di insultare gratuitamente era rinfrescante.

Forse Food Network ha ragione e i giovani vogliono solo game show veloci. O forse hanno completamente sbagliato a leggere il loro pubblico. Solo il tempo lo dirà.

Nel frattempo, ci resta la speranza che qualche altro network o piattaforma streaming capisca il valore di uno show che aiuta davvero le persone, che mostra il lato umano della ristorazione, che non si limita a creare drama per fare ascolti.

Perché alla fine, 22 stagioni e 205 ristoranti salvati non sono “vecchia notizia”. Sono un’eredità.


E tu cosa ne pensi? Preferisci lo stile diretto di Robert Irvine o il drama di Gordon Ramsay? Hai visto Ristoranti Impossibili quando andava in onda su Real Time? Scrivilo nei commenti!

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