Rhea Seehorn è di nuovo sotto i riflettori, e stavolta non è per caso. L’attrice che tutti abbiamo amato in Better Call Saul ha ricevuto la nomination ai Golden Globe come miglior attrice in una serie drammatica per il suo ruolo in Pluribus, la nuova serie sci-fi di Vince Gilligan disponibile su Apple TV+. E se pensi che sia finita qui, sappi che è arrivata anche la nomination ai Critics Choice Awards nella stessa categoria. Non male per una serie uscita solo il 7 novembre 2025, vero?
Ma Rhea non è l’unica a festeggiare: Pluribus ha ricevuto la nomination come migliore serie drammatica sia ai Golden Globe che ai Critics Choice. Apple TV+ ha creduto talmente tanto nel progetto da ordinare già due stagioni quando ha acquisito la serie nel 2022. Il finale della prima stagione arriva il 26 dicembre, giusto in tempo per rovinarti (o salvarti) le feste.
Il ritorno della coppia Gilligan-Seehorn
Quando Vince Gilligan ti dice “ho scritto qualcosa per te”, tu non chiedi neanche di cosa si tratta. Dici sì e basta. È esattamente quello che ha fatto Rhea quando il creatore di Breaking Bad e Better Call Saul le ha proposto il ruolo di Carol in Pluribus. “Non sapevo nulla della storia, ho detto sì solo per lui”, ha raccontato l’attrice in un’intervista a Deadline.
La fiducia era totale: stessa qualità di scrittura, stesso livello di regia, e praticamente lo stesso crew con cui aveva lavorato per dieci anni su Better Call Saul. Un gruppo di lavoro che conosce a memoria, che ti sfida ma ti supporta allo stesso tempo. Il risultato? Una serie che sta facendo parlare tutti, che divide, che appassiona.
Rhea ha letto le sceneggiature un episodio alla volta, esattamente come facciamo noi spettatori. Nessuno spoiler, nessuna anticipazione. “Resto a bocca aperta, rido, mi sorprendo come chiunque altro”, ha spiegato. Il tono della serie oscilla tra commedia nera, momenti psicologici intensi e montage che ti spiazzano. Carol è il nostro punto di accesso in questo delirio, la nostra guida in un mondo che non capiamo fino in fondo.
Carol contro l’Alveare: chi sei tu?
La trama di Pluribus è stata tenuta segreta fino al lancio, e ora che la serie è disponibile tutti vogliono parlarne. Carol è una donna qualunque che si ribella contro quello che nella serie viene chiamato l’Alveare (the Hive), una sorta di coscienza collettiva che promette felicità ma toglie individualità. Sembra fantascienza, ma quanto è lontana dalla nostra realtà?
“Le persone mi raccontano che guardano la serie insieme, che organizzano serate apposite per poi discuterne”, ha detto Rhea con evidente gratitudine. “È esattamente quello che Vince sperava: creare conversazioni, far riflettere le persone su chi sarebbero in ogni scena.”
Rhea si diverte a sentire le opinioni del pubblico. Alcuni amici le hanno confessato: “Penso che sarei Diabaté, almeno all’inizio”. E lei risponde: “Ok, giusto”. Perché la verità è che nessuno di noi sa davvero chi sarebbe finché non si trova in quella situazione. Carol è un’eroina riluttante, una persona normale che fa scelte sbagliate ma comprensibili. Non è perfetta, ed è per questo che funziona.
Il cast che fa la differenza
Rhea ha sottolineato quanto sia stato importante il cast di supporto: Karolina Wydra, Carlos Manuel-Vesga, Samba Schutte e Miriam Shor danno vita a personaggi complessi che rappresentano punti di vista diversi sulle domande che la serie solleva. Non ci sono buoni e cattivi netti, solo persone che reagiscono in modi differenti alla stessa follia.
E poi ci sono le guest star già apparse, come Jeff Hiller e persino il vero sindaco di Albuquerque (ormai una tradizione per le produzioni di Gilligan). Ogni personaggio porta sfumature che arricchiscono la storia, che ti fanno dubitare di tutto quello che pensavi di aver capito.
Il finale “pazzesco” che arriva a Natale
Quando Deadline le ha chiesto di anticipare qualcosa sul finale della prima stagione, Rhea ha usato una parola precisa: “È pazzesco”. La sua reazione alla lettura del copione? Identica a quella del primo episodio: “Ho pensato: ‘Cosa!? Accidenti, va bene, andiamo!'”
L’attrice ha ammesso di aver bisogno disperato della seconda stagione dopo aver letto il finale. Gli sceneggiatori sono già al lavoro nella writers’ room, ma lei non ha fatto domande. “Potrei semplicemente lasciarmi sorprendere insieme al pubblico”, ha detto. “Lo interpreterò prima che loro lo vedano, ma forse aspetterò. Non lo so.”
Una cosa è certa: Vince Gilligan e il suo team non si fermano mai allo stesso punto. Ogni stagione espande l’universo narrativo, approfondisce i personaggi, ti porta dove non ti aspetti. Carol continuerà a essere quell’essere umano autentico in mezzo a una situazione surreale, quella persona comune che si trova a fare cose straordinarie pur restando tremendamente imperfetta.
Carol ai Golden Globe? “Direbbe che non le importa”
La domanda più divertente dell’intervista? “Come reagirebbe Carol alla nomination ai Golden Globe?” Rhea ha riso: “Se si comporta come ha fatto con il suo club del libro… penso che Carol proverebbe immediatamente a trovare modi per dire che non le importa.”
Perché Carol è così: si difende con l’autoironia spinta, deve sempre arrivare prima lei a sminuirsi prima che lo faccia qualcun altro. Ha paura di esporsi, di sembrare troppo coinvolta. “Capisco la parte dell’autodenigrazione”, ha ammesso Rhea. “Ma io oggi mi permetto solo di sentirmi eccitata e grata.”
E ha tutte le ragioni per esserlo. Pluribus sta funzionando, le nomination sono meritate, e il 26 dicembre arriva un finale che probabilmente ci lascerà con più domande che risposte. Esattamente come deve essere.
Tu cosa pensi di Pluribus? Ti ritrovi in Carol o saresti più come gli altri personaggi? E soprattutto: sei pronto per il finale del 26 dicembre? Scrivilo nei commenti!
Meta description (140 caratteri): Rhea Seehorn nominata ai Golden Globe per Pluribus anticipa il finale “pazzesco” del 26 dicembre. Scopri cosa ha detto su Carol e stagione 2!
TITOLI CLICKBAIT
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TITOLI CON DOMANDE
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