Una notizia che spezza il cuore arriva dall’altra parte dell’oceano: Rick Davies, cofondatore e voce storica dei Supertramp, si è spento a 81 anni nella sua casa di Long Island dopo una lunga battaglia contro il mieloma multiplo. La scomparsa del musicista britannico, avvenuta la scorsa settimana, rappresenta la fine di un’epoca per il rock progressivo e per milioni di appassionati che hanno cresciuto le proprie emozioni sulle sue tastiere e sulla sua voce inconfondibile.
Davies non era solo un musicista, era l’architetto sonoro di una band che ha ridefinito i confini tra progressive rock, pop sophisticato e sperimentazione elettronica. Il suo Wurlitzer, diventato marchio di fabbrica dei Supertramp, ha fatto da colonna portante a brani che ancora oggi risuonano nelle playlist di intere generazioni. Pezzi come “Goodbye Stranger” e “Bloody Well Right” portano la sua firma compositiva indelebile, caratterizzata da progressioni armoniche complesse eppure incredibilmente accessibili.
La diagnosi di mieloma multiplo nel 2015 aveva già dato un duro colpo ai fan della band, costringendo alla cancellazione di un tour di reunion europeo molto atteso. Questo tipo di cancro, che colpisce il midollo osseo e compromette i globuli bianchi, aveva richiesto trattamenti aggressivi che avevano messo fine alla carriera live del musicista. Tuttavia, Davies aveva continuato a suonare sotto il nome “Ricky and the Rockets”, dimostrando una passione per la musica che nemmeno la malattia era riuscita a spegnere.
Nato a Swindon nel 1944, Davies aveva sviluppato la sua passione musicale ascoltando “Drummin’ Man” di Gene Krupa, iniziando come batterista per poi evolversi verso le tastiere. La svolta arrivò nel 1969 quando pubblicò un annuncio su Melody Maker cercando musicisti per la sua nuova band. Roger Hodgson rispose a quell’appello, dando vita a una delle partnership creative più proficue del rock britannico.
L’alchimia creativa che ha cambiato il rock
La dinamica compositiva tra Davies e Hodgson rappresentava un equilibrio perfetto tra istinto melodico e complessità strutturale. Davies si occupava principalmente delle parti ritmiche e armoniche più elaborate, mentre Hodgson portava le melodie vocali e l’approccio più immediato. Questa divisione dei ruoli ha permesso ai Supertramp di creare un suono stratificato che funzionava tanto in radio quanto nei contesti più sofisticati del progressive rock.
Il breakthrough commerciale arrivò con “Bloody Well Right”, un brano che Davies scrisse combinando riff di tastiera sincopati con una struttura armonica che anticipava molte delle soluzioni che sarebbero diventate standard nel rock degli anni Settanta. La capacità di Davies di integrare elementi jazz-fusion con la tradizione rock britannica ha creato un template che molte band hanno successivamente tentato di replicare.
L’apice con Breakfast in America
Il 1979 rappresenta l’anno magico dei Supertramp con “Breakfast in America”, album che ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo e conquistato due Grammy Awards. Davies contribuì in maniera determinante al successo del disco, non solo come tastierista ma anche come arrangiatore delle parti ritmiche e armoniche che hanno reso immortali brani come “The Logical Song” e “Take the Long Way Home”.
La produzione dell’album dimostra la maturità tecnica raggiunta da Davies nell’utilizzo delle tecnologie di registrazione dell’epoca. Il suo lavoro di layering delle tastiere, combinando Wurlitzer, sintetizzatori analogici e piano acustico, ha creato texture sonore che ancora oggi suonano fresche e innovative.
L’eredità di un visionario
Davies rimase l’unico membro originale della band dopo l’uscita di Hodgson nel 1983, portando avanti il progetto Supertramp con determinazione e visione artistica. Nonostante le dispute legali sui diritti d’autore che hanno caratterizzato gli ultimi anni (risolte definitivamente nel 2023), la sua dedizione alla musica non è mai venuta meno.
Il musicista lascia un’eredità che va oltre i numeri di vendita o i riconoscimenti ufficiali. La sua capacità di fondere accessibilità e complessità ha influenzato generazioni di tastieristi e compositori, dimostrando che la musica progressiva può essere al tempo stesso sofisticata e popolare.
Rick Davies ci ha insegnato che le grandi canzoni non muoiono mai, vivono per sempre nelle note che continuiamo a suonare e nelle emozioni che continuano a suscitare. La sua musica rimarrà il battito del cuore di chiunque abbia mai sognato con una tastiera tra le mani.
Qual è il brano dei Supertramp che ti ha accompagnato nei momenti più importanti della tua vita? Condividi nei commenti il tuo ricordo più bello legato alla musica di Rick Davies.


