Romina Power è tornata a parlare di Ylenia Carrisi con parole che colpiscono per la loro semplicità. Al Filming Italy Sardegna Festival, dove ha presentato il suo libro Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita, l’artista ha ribadito una convinzione che porta con sé da anni: sua figlia, scomparsa tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 a New Orleans, sarebbe ancora “da qualche parte nel mondo”. E se un giorno dovesse tornare, lei la accoglierebbe “a braccia aperte, senza giudizi”.
È una frase che racconta molto più di una speranza. Racconta il legame di una madre che non ha mai smesso di cercare, di aspettare, di lasciare una porta aperta anche quando tutto attorno sembra chiedere rassegnazione.
Romina non ha parlato di Ylenia come di un caso di cronaca. Non l’ha fatto con il tono di chi vuole riaprire una polemica. L’ha fatto come una madre che si rivolge idealmente alla figlia, sperando che quelle parole possano raggiungerla in qualche modo, ovunque si trovi.
Il nuovo libro e quella voce finale dedicata a Ylenia
L’occasione era la presentazione del libro Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita, pubblicato da Rizzoli. Un titolo che già dice molto del momento personale di Romina: una raccolta di pensieri, ricordi, parole e frammenti di vita messi in ordine alfabetico, quasi come se ogni lettera servisse a recuperare un pezzo di sé.
Il libro, secondo quanto raccontato durante l’incontro, si chiude proprio con una voce dedicata a Ylenia. Non è un dettaglio qualunque. Significa che, in questo abbecedario intimo, la figlia non è un capitolo archiviato. È una presenza finale, una parola che continua a restare aperta.
Ylenia Carrisi scomparve a New Orleans dopo essere stata vista per l’ultima volta tra il 31 dicembre 1993 e il 1° gennaio 1994. Da allora la sua storia è rimasta una delle vicende più dolorose e discusse della cronaca italiana. Per Al Bano, nel corso degli anni, il bisogno di elaborare quel dolore ha preso una direzione diversa. Romina, invece, ha continuato a esprimere pubblicamente la convinzione che Ylenia sia viva.
Due modi diversi di sopravvivere allo stesso vuoto.
Il rapporto con Al Bano e lo sfogo a Domenica In
Durante l’incontro in Sardegna, Romina ha parlato anche di Al Bano. Non con rancore, almeno da quanto emerge dalle sue parole. Anzi, ha scherzato sul loro rapporto sul palco, spiegando che quando cantano insieme vanno d’accordo perché durante due ore di concerto non c’è nemmeno il tempo per litigare.
Una battuta leggera, ma dentro una storia lunghissima. Al Bano e Romina sono stati una coppia artistica e sentimentale capace di entrare nell’immaginario italiano. Per molti restano legati a canzoni, Sanremo, televisione, famiglia e a una ferita impossibile da separare dalla loro immagine pubblica: la scomparsa di Ylenia.
Romina ha anche spiegato di non aver visto lo sfogo di Al Bano a Domenica In. I familiari le avrebbero detto di non guardarlo, e lei ha seguito il consiglio. Ha aggiunto, con una frase molto da madre e da donna che conosce il peso delle parole viste in tv, che bisogna ascoltare i figli.
È una risposta semplice, ma efficace. Non alimenta lo scontro. Non commenta ciò che non ha visto. Si ferma prima. E forse, in una vicenda così delicata, fermarsi può essere una forma di rispetto.
Sanremo, la musica e il rifiuto della gara
Romina ha ricordato anche il suo rapporto complicato con Sanremo. Per lei il Festival non è mai stato un luogo facile, soprattutto per l’idea stessa della competizione musicale. Ha raccontato di non amare la logica di una canzone contro l’altra, perché per lei la musica dovrebbe unire gli artisti, non dividerli.
È un pensiero coerente con il modo in cui Romina oggi sembra raccontarsi. Meno interessata alla gara, alla classifica, al rumore, più vicina a un’idea di arte come espressione personale. Non a caso ha escluso un ritorno in gara, mentre continuerà a esibirsi con Al Bano in alcuni concerti già previsti, tra Austria e Polonia.
Il loro rapporto artistico, almeno sul palco, resta una macchina riconoscibile. Hanno attraversato decenni, crisi, separazioni, ritorni, interviste, polemiche e nostalgie. Però davanti al pubblico, quella storia continua ad avere un peso enorme.
La nuova Romina tra pittura, libri e poesia
Oggi Romina Power sembra vivere una fase molto diversa rispetto all’immagine televisiva che molti conservano di lei. Dipinge, scrive, presenta libri, parla di poesia e di libertà personale. Ha detto di aver ritrovato una Romina dentro di sé, una parte forse rimasta più silenziosa negli anni della grande esposizione mediatica.
Questa rinascita creativa non cancella il dolore per Ylenia. Anzi, sembra convivere con quel dolore. Da una parte ci sono i quadri, i libri, i progetti, la voglia di realizzare i propri sogni un po’ alla volta. Dall’altra c’è la figlia che resta nella sua voce, nei pensieri, nelle parole finali di un libro.
È proprio questa convivenza a rendere il momento così forte. Romina non si presenta solo come una madre ferita. Si presenta anche come una donna che continua a creare, a cercare bellezza, a usare l’arte per restare in piedi.
Una frase che resta
“La accoglierò a braccia aperte, senza giudizi” è la frase destinata a restare. Perché non contiene accuse, non contiene ricostruzioni, non contiene rabbia. Contiene attesa.
E forse è questo il lato più commovente della vicenda. Dopo più di trent’anni, Romina Power continua a parlare a Ylenia come se una possibilità esistesse ancora. Non chiede spiegazioni. Non pretende risposte. Dice solo che la porta è aperta.
Per qualcuno può essere speranza. Per altri può essere il modo di una madre per non arrendersi a un’assenza insopportabile. In ogni caso, è una frase che non si può liquidare con leggerezza.
Romina Power, al Filming Italy Sardegna Festival, ha presentato un libro. Ma il momento più forte non è stato letterario, musicale o televisivo. È stato quel messaggio lanciato nel mondo, con la voce di una madre che aspetta ancora.
Tu cosa ne pensi? Le parole di Romina Power su Ylenia ti hanno commosso o pensi che questa ferita sia ormai troppo privata per essere raccontata ancora in pubblico? Scrivilo nei commenti.


