Attenzione: da qui in poi ci sono spoiler sul finale della prima stagione di Rooster.
Il finale della prima stagione di Rooster chiude il primo semestre di Greg Russo a Ludlow con una scelta tenera, quasi liberatoria, ma anche con una bomba pronta a complicare la seconda stagione. Greg decide di non andarsene più, perché per la prima volta sente di avere trovato una comunità. Poi chiama Walt per dargli la buona notizia e scopre che il prossimo semestre sarà l’ultimo del presidente. A sostituirlo arriverà Elizabeth, cioè la sua ex moglie. E anche la madre di Katie.
Insomma, Greg aveva appena trovato un po’ di pace. La serie gli lascia il tempo di respirare circa mezzo minuto, poi gli butta addosso il passato con la grazia di un pianoforte caduto dal terzo piano.
Il finale natalizio, almeno nello spirito, è costruito come una piccola variazione di La vita è meravigliosa. Non è un episodio natalizio nel senso classico, con lucine, biscotti e buoni sentimenti messi col mestolo. Però l’idea è quella: far capire a un uomo solo che la sua presenza conta più di quanto pensi. Bill Lawrence e Matt Tarses, creatori della serie, hanno raccontato che il riferimento al film di Frank Capra è emerso durante la scrittura e poi è stato abbracciato apertamente. Greg parte come un uomo senza vera comunità, uno costretto quasi a inventarsi un addio pur di sentirsi desiderato. Alla fine, invece, scopre che a Ludlow ha lasciato un segno.
E questa è la parte più bella del finale.
Durante la stagione, Greg è arrivato all’università come un corpo estraneo. Un uomo con un passato complicato, un presente un po’ sghembo e quella sensazione di essere sempre fuori posto. Ludlow, all’inizio, sembrava quasi una parentesi. Un rifugio temporaneo. Poi, episodio dopo episodio, è diventata casa. Non in modo zuccheroso, per fortuna. Più come accade nella vita vera: ti affezioni a un luogo perché qualcuno ti cerca, qualcuno ti sopporta, qualcuno ti provoca, qualcuno ti fa sentire utile.
La festa d’addio organizzata dai colleghi serve proprio a questo. Greg si accorge che la sua partenza non sarebbe un dettaglio. Non sarebbe “vabbè, se ne va uno”. Sarebbe una perdita. E per uno come lui, abituato a sentirsi ai margini, questa scoperta pesa parecchio.
Così, con il sostegno di Katie, Greg decide di restare per un altro semestre. Una scelta che chiude bene l’arco della prima stagione: il protagonista non è più l’uomo che passa da Ludlow quasi per caso, ma qualcuno che vuole restare lì perché quel posto gli ha dato qualcosa. Ha trovato amici, un ruolo, forse persino una versione migliore di sé.
Poi arriva la telefonata a Walt.
E lì Rooster fa quello che una buona serie deve fare nel finale: chiude una porta, ma ne apre un’altra molto più scomoda. Walt comunica a Greg che il prossimo semestre sarà anche il suo ultimo da presidente. Il suo successore sarà Elizabeth, l’ex moglie di Greg. Non una figura qualsiasi. Non solo una persona del passato. Elizabeth è anche la madre di Katie, e questo rende tutto più incasinato.
Perché Greg può anche raccontarsi di avere superato certe ferite, ma quando il passato entra tutti i giorni nel tuo posto di lavoro, con un ruolo di potere, non è proprio la stessa cosa. Elizabeth non sarà una comparsa romantica da due scene e via. Sarà un ostacolo emotivo e istituzionale. Anche se Connie Britton, secondo Lawrence, non sarà regular nella seconda stagione, la sua presenza basterà a cambiare gli equilibri.
La cosa interessante è che Elizabeth non complicherà solo la vita di Greg. Potrebbe pesare ancora di più su Katie.
Katie, nel finale, compie un passo enorme: chiede finalmente il divorzio ad Archie. E qui la serie è abbastanza chiara. Lawrence e Tarses hanno spiegato che sarebbe un errore farla tornare indietro. Il suo arco nella prima stagione è stato costruito per portarla fuori da un rapporto che la teneva bloccata. Farla ricadere lì sarebbe una ritirata, non una complicazione narrativa interessante.
E infatti il finale rompe due legami tossici nello stesso momento: Katie chiude con Archie, e Archie lascia Sunny, la madre del suo futuro figlio. Due donne diverse, due situazioni diverse, ma lo stesso centro: Archie non può più essere il sole attorno a cui tutti girano, anche quando fa danni.
Qui Rooster evita una trappola facile. Archie non viene trasformato subito in mostro definitivo, ma nemmeno assolto. È un personaggio egoista, fragile, pieno di difese, e la serie sembra volerlo portare a toccare il fondo prima di immaginare un vero cambiamento. Phil Dunster ha già interpretato in Ted Lasso un egocentrico capace di evolvere, Jamie Tartt, ma qui Lawrence ha chiarito che Archie non farà la stessa strada in modo rapido. Se mai avrà una redenzione, dovrà sudarsela per stagioni.
E fa bene.
Perché una delle cose più fastidiose delle serie scritte male è quando un personaggio tossico fa due facce tristi, dice “scusa” guardando il pavimento e il giorno dopo tutti lo riabbracciano come se niente fosse. Rooster sembra voler evitare questa scorciatoia. Katie non dovrebbe tornare da lui. Sunny nemmeno. E il bello della seconda stagione potrebbe essere proprio vedere Archie convinto che una delle due, prima o poi, cederà di nuovo. Magari scoprendo che no, stavolta il giochino non funziona.
Sunny, tra l’altro, esce dal finale in una posizione molto delicata. Non ha solo il cuore rotto. Ha anche rinunciato a un’offerta di lavoro promettente a New York e aspetta un figlio da un uomo che l’ha delusa. La sua storia nella seconda stagione potrebbe diventare una delle più forti, perché non riguarda solo una relazione finita. Riguarda la ricostruzione di una vita. La maternità, il lavoro, la comunità da trovare, la necessità di rimettere insieme i pezzi senza lasciarsi definire da Archie.
Poi c’è Dylan.
Il finale le dà una vittoria importante: Walt licenzia Riggs e le affida il ruolo di dean of faculty. Professionalmente è un passo enorme. Però la prima stagione ha tenuto la sua vita privata abbastanza in disparte, concentrandosi soprattutto sul rapporto con Greg e sulle sue ambizioni lavorative. Lawrence ha già anticipato che nella seconda stagione tornerà un dettaglio seminato nel pilot: Dylan aveva detto di aver dichiarato “ti amo” a un professore del campus, salvo poi rimangiarselo. Quel professore, molto probabilmente, tornerà.
E qui si apre anche il tema Greg-Dylan.
La serie ha scelto di non trasformare subito la loro chimica in una storia romantica. Anzi, nel finale Dylan dice di essere grata che non abbiano oltrepassato quel limite. È una scelta intelligente, perché Rooster funziona anche grazie al fatto che non forza ogni rapporto uomo-donna verso il solito “si mettono insieme oppure no?”. Greg e Dylan, per ora, sono amici. E quell’amicizia ha valore proprio perché non viene bruciata subito.
Lawrence sembra più cauto sul futuro romantico tra i due. Tarses, invece, ha ammesso di amare l’idea di una relazione che nasce da una vera amicizia. Quindi la partita è aperta. Ma, per ora, la serie fa bene a lasciarli respirare. Dopo una stagione in cui Greg doveva soprattutto imparare a stare in un posto e non scappare, buttargli addosso anche una storia d’amore centrale sarebbe stato troppo.
Il finale di Rooster, quindi, funziona perché chiude il primo grande tema della serie: la solitudine di Greg. Lui non è guarito da tutto, non ha sistemato la sua vita, non è diventato improvvisamente una persona nuova. Però ha capito di non essere più solo. E questa cosa, per lui, cambia parecchio.
La seconda stagione partirà da una domanda diversa: cosa succede quando la comunità che hai appena trovato viene minacciata dal tuo passato?
Elizabeth sarà la mina pronta a esplodere. Walt dovrà affrontare la fine del suo mandato. Katie dovrà restare autonoma anche con la madre più presente. Archie dovrà fare i conti con le conseguenze delle sue scelte. Sunny dovrà ricostruirsi. Dylan dovrà gestire potere, passato sentimentale e forse un’amicizia con Greg che potrebbe cambiare forma.
Rooster ha chiuso la prima stagione con un finale caldo, ma non comodo. Ti fa sorridere, poi ti lascia con quel piccolo fastidio allo stomaco: Greg è rimasto, sì. Ma forse il semestre più difficile deve ancora cominciare.
Tu cosa ne pensi del finale di Rooster: Greg ha fatto bene a restare a Ludlow o l’arrivo di Elizabeth rischia di rovinare tutto? Scrivilo nei commenti.


