Sabato sera, mentre l’Ariston esplodeva di applausi e Sal Da Vinci scendeva in ginocchio sul palco con la voce rotta dalle lacrime, milioni di italiani vedevano vincere un uomo che conoscevano ma di cui, in fondo, sapevano pochissimo. Conoscevano la voce, conoscevano Napoli, conoscevano qualche canzone. Ma la storia vera di Salvatore Michael Sorrentino – questo è il suo nome all’anagrafe – è molto più ricca, curiosa e sorprendente di quanto la sua immagine da cantante napoletano tradizionale possa suggerire.
Cominciamo dall’inizio. E l’inizio, già di per sé, è una storia degna di un romanzo.
Una nascita per caso a New York
Sal Da Vinci è nato a New York il 7 aprile 1969, ma non perché la sua famiglia vivesse negli Stati Uniti. Suo padre Mario Da Vinci – al secolo Alfonso Sorrentino – era uno dei volti più amati della sceneggiata napoletana, quel genere teatrale e musicale tipicamente partenopeo che racconta storie di amore, tradimento e redenzione con una potenza emotiva difficile da descrivere a chi non l’ha mai vista dal vivo. Mario era in tournée negli Stati Uniti quando sua moglie Nina lo raggiunse oltreoceano. Sal nacque lì, a New York, quasi per caso, come se il destino avesse voluto dargli fin dalla nascita una doppia identità: americana di documento, napoletana di anima.
Quella nascita americana gli ha dato qualcosa che in pochi sanno: Sal Da Vinci ha la cittadinanza statunitense oltre a quella italiana. Il vincitore di Sanremo 2026 è tecnicamente un cittadino americano. Cresce però a Napoli, nel quartiere Chiaia, nella zona di Mergellina, respirando fin da subito il teatro, la musica e quella cultura partenopea che diventerà il filo conduttore di tutta la sua carriera.
Sul palco a sei anni, in studio a sette
Crescere con un padre come Mario Da Vinci significa crescere in mezzo ai palcoscenici, alle prove, alle luci della ribalta. E Sal non ha perso tempo. A sei anni si è esibito per la prima volta davanti a un pubblico pagante. Non un recitalino scolastico, non una festa di famiglia: un vero spettacolo, con biglietti venduti e gente che aveva pagato per stare lì ad ascoltare.
Un anno dopo, a sette anni, è già in studio di registrazione. Nel 1976 incide “Miracolo ‘e Natale” in duetto con il padre Mario, il suo primo disco ufficiale. Seguiranno altri album insieme, sempre padre e figlio, costruendo un sodalizio artistico e umano che ha segnato profondamente la sua formazione. Non è comune, nella storia della musica italiana, trovare un artista che abbia iniziato così presto e che abbia mantenuto una carriera così lunga e coerente nel tempo.
34 anni con la stessa donna
Ed eccoci alla curiosità che ha ispirato questo articolo, quella che forse dice più di tutte le altre su chi sia davvero Sal Da Vinci come persona.
Il 22 giugno 1992, Salvatore Sorrentino ha sposato Paola Pugliese. Da quel giorno non si sono mai lasciati. Sono passati 34 anni, e in un settore come quello dello spettacolo – dove le coppie si formano e si sciolgono con una velocità che farebbe girare la testa – questo è qualcosa di raro, quasi anacronistico. Sal ha rivelato in più occasioni che Paola è più grande di lui di un anno, e che il loro rapporto è sempre stato costruito su una solidità che niente, né il successo né i momenti difficili, ha mai scalfito davvero.
Da quel matrimonio sono nati due figli: Francesco, nel 1993, e Annachiara, nel 1998. E oggi Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo 2026, è anche nonno di tre nipoti: Salvatore e Nina, figli di Francesco, e il piccolo Antonio, figlio di Annachiara. Quando ha vinto sabato sera e ha dedicato il premio alla famiglia, non stava recitando. Stava parlando di persone reali, di una storia vera, di una vita costruita mattone dopo mattone lontano dagli eccessi che il mondo dello spettacolo spesso porta con sé.
Il figlio in Gomorra, la figlia nella moda
I figli di Sal non sono rimasti a guardare. Francesco Sorrentino ha scelto di seguire le orme artistiche del padre, ma percorrendo strade diverse. Nel 2019 ha partecipato a The Voice, il talent show musicale, mostrando che il talento in famiglia non è un caso isolato. Ma è sul versante recitativo che ha lasciato il segno più importante: Francesco ha recitato nella quarta stagione di Gomorra, la serie che ha raccontato al mondo intero la camorra napoletana diventando un fenomeno internazionale. E non si è fermato alla recitazione: ha scritto anche due brani della colonna sonora, dimostrando una versatilità artistica che ricorda molto quella del padre.
Annachiara, la figlia più giovane, ha scelto un mondo completamente diverso: la moda. È molto attiva sui social, con decine di migliaia di follower su Instagram, e ha costruito una sua identità professionale autonoma, lontana dai riflettori della musica ma ugualmente solida.
Sabrina Ferilli e la Gen Z su TikTok
Prima di Sanremo 2026, Sal Da Vinci aveva già vissuto una seconda giovinezza inaspettata. Tutto grazie a “Rossetto e Caffè”, il singolo pubblicato nell’estate del 2024 che ha fatto qualcosa di straordinario: ha conquistato la Generazione Z su TikTok. Ragazzi di vent’anni che probabilmente non avevano mai sentito parlare di lui hanno cominciato a usare quella canzone nei loro video, a condividerla, a ballare sulle sue note. Il brano ha raggiunto il primo posto su YouTube Italia ed è diventato doppio disco di platino.
Il momento che ha reso tutto ancora più virale è arrivato nel settembre 2024, durante una puntata di Tu sì que vales. Maria De Filippi aveva organizzato una sorpresa per la sua amica Sabrina Ferilli, notoria fan di Sal Da Vinci: lo ha fatto apparire in studio a sorpresa. L’attrice non riusciva a crederci. I due hanno cantato insieme “Rossetto e Caffè” in diretta, davanti a milioni di spettatori, in uno di quei momenti televisivi spontanei che non si possono programmare e che rimangono impressi.
17 anni tra un podio e l’altro
Sanremo 2026 non è stata la prima volta di Sal Da Vinci all’Ariston, e nemmeno la prima volta sul podio. Nel 2009, diciassette anni fa, aveva già conquistato il terzo posto con “Non riesco a farti innamorare”. Poi era sparito dalla competizione sanremese, continuando a lavorare tra musica, teatro e collaborazioni con artisti come Gigi D’Alessio, Clementino, Lucio Dalla e Alessandro Siani, con cui ha scritto il musical “Stelle a metà” e le musiche del film “Si accettano miracoli”.
Tra quel terzo posto del 2009 e la vittoria del 2026 sono passati esattamente 17 anni. Una pazienza non comune, in un settore che premia quasi sempre la novità e dimentica in fretta.
Il balletto con Mara Venier
E poi c’è quel momento della finale che tutti hanno visto e che è diventato immediatamente virale: il balletto improvvisato con Mara Venier. Durante la sua esibizione, Sal ha coinvolto la conduttrice veneta seduta in prima fila, trascinandola in un ballo spontaneo che ha fatto esplodere l’Ariston. Non era programmato, non era nella scaletta, non era concordato con la produzione. È successo e basta, con quella naturalezza che solo chi ha cinquant’anni di palcoscenico alle spalle riesce a trovare nei momenti giusti.
Quell’immagine – Mara Venier che balla e ride, Sal Da Vinci raggiante sul palco – ha girato per ore sui social ed è diventata uno dei simboli di questa edizione del Festival.
Sal Da Vinci ha vinto Sanremo 2026 a 56 anni, con una carriera iniziata a sei, una moglie accanto da 34, tre nipoti che lo aspettavano a casa e un figlio che recita in Gomorra. Non è solo un vincitore del Festival. È la storia di un uomo che ha costruito tutto con pazienza, senza mai perdere il filo.
Conoscevate già qualcuna di queste curiosità su Sal Da Vinci? Lasciate un commento qui sotto e diteci la vostra.


