Su Netflix è arrivata Salvador, una nuova serie thriller spagnola creata da Aitor Gabilondo. La storia racconta di un padre che sa di non essere stato un buon genitore e che ora prova a capire come sua figlia, ormai adulta, sia finita in un gruppo di neonazisti. Ma la serie sembra voler dire qualcosa di più grande di questa semplice trama familiare.
Salvador Aguirre, interpretato da Luis Tosar, lavora come autista di ambulanze. Un tempo era un medico affermato ma l’alcol e il gioco d’azzardo gli hanno fatto perdere tutto: la carriera, il matrimonio e soprattutto il rapporto con sua figlia Milena. Ora è pulito, sobrio, e cerca di ricostruire la sua vita partecipando a gruppi di supporto dove ammette di non essere mai stato un vero padre per Milena.
Una notte di violenza a Madrid
La serie si apre con Madrid che si prepara a una partita di calcio ad alto rischio tra il Madrid e il Marsiglia. I tifosi francesi in passato si sono già scontrati con un gruppo neonazista di tifosi del Madrid che si fanno chiamare le Anime Bianche. Salvador sta andando al lavoro sapendo che sarà una notte impegnativa. Mentre è sull’autobus, un gruppo di Anime Bianche sale e terrorizza tutti i passeggeri, soprattutto quelli non bianchi. Uno di loro versa la birra addosso a Salvador che arriva al lavoro puzzando di alcol.
Insieme alla sua partner Marjane e a Toni, un infermiere al suo primo turno in ambulanza, Salvador viene mandato fuori dallo stadio dove le Anime Bianche stanno lanciando bombe molotov. Una di queste colpisce un poliziotto che viene portato in ospedale in condizioni critiche con gravi ustioni.
Poi l’ambulanza viene chiamata in un bar gestito da una donna di nome Carla che ha intrappolato un tifoso arabo del Marsiglia nel retro del locale così che i suoi amici delle Anime Bianche potessero picchiarlo selvaggiamente. In quel bar lavora anche Milena. Quando Salvador la vede attraverso la finestra resta sconvolto. Dopo aver trasportato la vittima all’ospedale, torna indietro per cercare di capire perché sua figlia si trovi lì. Lei però lo insulta dicendogli che non è mai stato un padre per lei.
La tragedia che cambia le carte in tavola
L’ambulanza viene poi chiamata per una rissa tra le Anime Bianche e i tifosi del Marsiglia. Quando Salvador vede Milena correre nel mezzo della battaglia, abbandona la sua squadra e cerca di trovarla. È lì quando Julia, l’amica di Milena, la tira fuori dal fiume dopo che è stata buttata giù da un ponte durante gli scontri.
Quello che succede a Milena nel primo episodio cambia completamente la situazione e lascia Salvador in uno stato di shock totale. La serie a questo punto potrebbe prendere due strade diverse: mostrare in flashback come è finito il matrimonio di Salvador e il rapporto con la figlia, oppure seguirlo nel presente mentre cerca di capire come Milena si sia unita a questo gruppo e magari ottenere vendetta.
Vale la pena vederla?
Luis Tosar, un veterano della televisione e del cinema spagnolo, è eccellente nel ruolo del pentito Salvador che cerca di rimediare ai suoi errori nel presente ma si rende conto che potrebbe essere troppo tardi. La sua interpretazione da sola vale la visione.
Anche il personaggio di Julia, interpretata da Claudia Salas, sembra interessante. Era vicina a Milena ma era anche un’informatore per Patricia Vico, una detective della polizia.
Nonostante alcuni dubbi sulla narrazione, Salvador merita di essere vista. La performance di Tosar è forte e il viaggio che il suo personaggio intraprenderà per scoprire dove sono andate storte le cose con sua figlia promette di essere coinvolgente. La serie tocca temi importanti come l’estremismo, il razzismo e la violenza dei gruppi neonazisti in Europa, anche se non sempre con la profondità che meriterebbe.
E tu, hai già visto Salvador su Netflix? Cosa ne pensi delle serie che affrontano il tema dell’estremismo di destra? La storia di un padre che cerca di salvare la figlia ti ha coinvolto? Scrivilo nei commenti!
La Recensione
Salvador
Salvador è una serie thriller spagnola su Netflix dove un padre ex alcolista cerca di capire come sua figlia sia finita con i neonazisti. Luis Tosar offre una performance eccellente come uomo pentito che vuole rimediare ai suoi errori ma scopre che potrebbe essere troppo tardi. La narrazione è a volte confusa e servirebbe più contesto sulla guerra razziale tra tifosi. Nonostante i difetti la serie merita di essere vista per la bravura di Tosar e i temi importanti che affronta.
PRO
- Luis Tosar offre una performance eccellente come padre pentito che cerca di ricostruire la vita dopo che alcol e gioco gli hanno fatto perdere tutto incluso la figlia
- Affronta temi importanti e attuali come l'estremismo di destra, il razzismo e la violenza dei gruppi neonazisti che operano in Europa ancora oggi
CONTRO
- La narrazione del primo episodio è confusa e non spiega bene il collegamento tra la partita di calcio e la guerra razziale che ne deriva
- Manca contesto per il pubblico internazionale su perché i tifosi del Marsiglia si scontrano con le Anime Bianche e perché la polizia non interviene


