La Rai ha un problema serio e questa volta non riguarda gli ascolti o le polemiche su Sanremo. Il problema si chiama Eurovision Song Contest e riguarda il fatto che alcuni cantanti potrebbero rifiutarsi di rappresentare l’Italia anche se dovessero vincere il Festival. E così l’azienda ha deciso di fare qualcosa che sembra quasi surreale: sta girando tra gli artisti in gara per chiedere loro, in maniera informale, se hanno intenzione di partecipare oppure no.
Il vicedirettore del Prime Time Claudio Fasulo non ha nascosto la preoccupazione. Ha ammesso davanti ai giornalisti che la Rai vuole evitare di “sentirsi in imbarazzo la domenica mattina”, cioè il giorno dopo la finale di Sanremo. Tradotto in parole povere: l’azienda ha paura che qualcuno vinca e poi dica di no, lasciandola con un pugno di mosche in mano davanti a tutta Europa.
Tutto è nato l’anno scorso quando Olly ha vinto il Festival e poi ha rifiutato di andare all’Eurovision. La scusa ufficiale era che non voleva rimandare alcune date del suo tour, ma la decisione ha creato un vero e proprio caso. La Rai si è trovata in difficoltà e alla fine ha dovuto mandare qualcun altro. Quest’anno però la situazione potrebbe essere ancora più complicata per una ragione completamente diversa.
Levante ha dichiarato apertamente durante la conferenza stampa pre-Festival che se dovesse vincere rifiuterebbe di partecipare all’Eurovision. Il motivo? La presenza di Israele alla manifestazione. La cantautrice siciliana non ha usato giri di parole: “È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi. Di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto. Non ce la faccio ad andare a casa del ladro”. Parole forti che hanno messo in allarme l’azienda.
E qui veniamo al punto che sollevi tu nella tua domanda. Ha davvero senso tutto questo? La contraddizione è enorme: la Rai accetta a Sanremo cantanti che usano l’autotune per correggere l’intonazione durante le esibizioni, ma poi questi stessi artisti non potrebbero partecipare all’Eurovision perché lì l’autotune è vietato. Allora tanto vale mettere una regola chiara fin dall’inizio: chi partecipa a Sanremo deve essere pronto ad andare all’Eurovision senza trucchetti tecnologici. Altrimenti che senso ha tutto questo giro?
La situazione diventa ancora più assurda se pensiamo che la Rai sta facendo questi sondaggi informali come se stesse tastando il terreno prima di un accordo commerciale. Fasulo ha detto che “sembra che ci siano molti intenzionati a partecipare”, ma ha anche ammesso che ci sarà un altro sondaggio durante il Festival, soprattutto con chi rischia di vincere. Praticamente l’azienda sta cercando di capire chi potrebbe metterla nei guai prima che sia troppo tardi.
Nel frattempo, la questione Israele-Palestina sta creando problemi a tutta la manifestazione. Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno già annunciato che non parteciperanno all’Eurovision proprio per la presenza di Israele. Circola anche una proposta di eliminare Israele e far partecipare la Palestina al suo posto, ma per ora è tutto molto nebuloso. La Rai su questo tema si è espressa in maniera vaga, dicendo solo che ha chiesto di “non chiudere gli occhi” sulla questione.
Ma torniamo al problema principale. La vera domanda è: perché la Rai non mette delle regole chiare fin dall’inizio? Se l’Eurovision vieta l’autotune, perché non vietarlo anche a Sanremo per chi potrebbe rappresentare l’Italia? E se un artista sa già che non vuole andare all’Eurovision per motivi politici o personali, perché non farlo dichiarare prima di partecipare al Festival? Invece no, si preferisce questo teatro dell’assurdo fatto di sondaggi informali e preoccupazioni dell’ultimo minuto.
La sensazione è che la Rai stia cercando di tenere insieme troppi pezzi diversi senza avere una strategia chiara. Da una parte vuole che Sanremo sia uno show televisivo con tutti i trucchi del mestiere, dall’altra deve fornire un rappresentante per una competizione che ha regole completamente diverse. Il risultato? Un pasticcio che ogni anno rischia di esplodere.
E tu cosa ne pensi? Ha senso continuare con questo sistema o sarebbe meglio mettere regole chiare fin dall’inizio? Lascia un commento e dicci la tua opinione su questa situazione assurda.


