Molto prima di diventare Spock, Leonard Nimoy aveva già costruito una carriera televisiva piena di apparizioni nei western. Una delle più curiose arrivò nel 1961, quando comparve accanto a un giovanissimo Clint Eastwood in Rawhide, serie che in Italia conosciamo con il titolo Gli uomini della prateria. È un incontro che oggi fa un certo effetto, soprattutto pensando a quello che sarebbero diventati entrambi pochi anni dopo. Il titolo italiano è confermato anche dalle principali schede dedicate alla serie.
Gli uomini della prateria debuttò negli Stati Uniti nel 1959 e raccontava il lungo viaggio di una mandria attraverso il West. Al centro della storia c’erano Gil Favor, interpretato da Eric Fleming, e Rowdy Yates, il personaggio che contribuì a far conoscere Clint Eastwood al grande pubblico prima dei film con Sergio Leone. La serie seguiva il gruppo lungo il percorso tra Texas e Missouri, tra scontri, fughe, assalti e incontri con personaggi sempre diversi.
Nimoy apparve nella terza stagione, nell’episodio Incident Before Black Pass. Il personaggio che interpretava si chiamava Anko, ed era molto lontano dall’immagine razionale e controllata che avrebbe poi reso celebre Spock. Anko è impulsivo, violento e desideroso di prendere il comando, con una forte ostilità verso Rowdy Yates e Pete Nolan.
La storia mette Rowdy e Pete in una situazione molto pericolosa. I due vengono catturati dai Kiowa guidati da White Eyes, un capo malato inseguito dall’esercito e da un ranchero deciso a vendicarsi. White Eyes vuole utilizzare i due prigionieri come merce di scambio per ottenere protezione.
Anko, però, non ha la stessa pazienza.
Il personaggio di Nimoy vorrebbe risolvere la situazione con la violenza e a un certo punto arriva molto vicino a uccidere Rowdy. Il conflitto cresce fino a sfociare in uno scontro con Gil Favor, mentre la vita dei due prigionieri resta in bilico.
Rivedere oggi quell’episodio permette di osservare Leonard Nimoy diversi anni prima di Star Trek in un ruolo che sfrutta caratteristiche quasi opposte a quelle di Spock. Non è l’uomo freddo che controlla le emozioni, ma una figura dominata dalla rabbia e dall’ambizione.
Il western, del resto, occupò una parte importante della carriera di Nimoy prima del 1966. L’attore apparve anche in serie come Bonanza, Gunsmoke, The Virginian, Wagon Train e Death Valley Days. Non era affatto insolito: negli anni Cinquanta e Sessanta il western era uno dei generi principali della televisione americana e rappresentava una tappa quasi obbligata per moltissimi attori.
C’è però una coincidenza ancora più interessante.
Gene Roddenberry avrebbe in seguito presentato Star Trek come una sorta di western nello spazio, arrivando a descriverlo come Wagon Train tra le stelle. Nimoy aveva già lavorato proprio in Wagon Train diverse volte prima di entrare nell’equipaggio dell’Enterprise. In un certo senso, quindi, il passaggio dal West allo spazio fu meno strano di quanto possa sembrare oggi.
Anche Gli uomini della prateria ospitò altri attori destinati a entrare nell’universo di Star Trek. Nell’episodio con Nimoy compariva Arthur Batanides, che anni dopo avrebbe interpretato il geologo D’Amato nell’episodio That Which Survives. DeForest Kelley, futuro dottor McCoy, aveva già partecipato alla serie nel 1959.
Il dettaglio più affascinante resta comunque l’incontro tra Nimoy ed Eastwood.
Nel 1961 Clint Eastwood non era ancora l’uomo senza nome di Sergio Leone. Per un pugno di dollari sarebbe arrivato tre anni dopo e avrebbe cambiato completamente la sua carriera. Nimoy, invece, avrebbe dovuto aspettare il 1966 per trasformarsi definitivamente in Spock.
Per qualche decina di minuti, quindi, due futuri simboli della cultura popolare americana si ritrovarono nello stesso western, senza poter immaginare quanto sarebbero diventati famosi.
Avevi mai visto Leonard Nimoy accanto a Clint Eastwood ne Gli uomini della prateria? Ti incuriosirebbe recuperare questo episodio prima di rivederlo nei panni di Spock? Scrivicelo nei commenti.


