Chi segue Nicole Kidman da anni sa benissimo che l’attrice australiana difficilmente delude. Ha una presenza scenica rara, sa scegliere i progetti giusti e quando si impegna in un ruolo lo si vede fotogramma per fotogramma. Proprio per questo Scarpetta, la nuova serie disponibile su Prime Video, lascia un po’ l’amaro in bocca: non perché Kidman faccia un cattivo lavoro, ma perché la serie intorno a lei non regge il confronto.
Kay Scarpetta è un medico legale con alle spalle decenni di carriera. Tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando una vecchia indagine torna a galla nel peggiore dei modi: le impronte digitali di un uomo ritenuto innocente ricompaiono su una nuova scena del crimine. Da quel momento la sua reputazione è a rischio e il passato smette di stare al suo posto. La premessa è buona, il materiale di partenza pure – la serie si basa sui romanzi di Patricia Cornwell – ma qualcosa si perde per strada quasi subito.
Il problema principale è che Scarpetta non sembra mai davvero al centro della sua storia. È un personaggio che porta dentro di sé una tragedia enorme – da bambina ha visto suo padre venire ucciso – eppure la serie non ha mai il coraggio di andare fino in fondo a questa oscurità. Kidman fa quello che può, ma il personaggio viene tenuto troppo in superficie. Nei thriller che funzionano davvero, la protagonista ha difetti evidenti, zone d’ombra, momenti in cui non sai bene da che parte stare. Qui invece Scarpetta viene protetta, quasi coccolata dalla sceneggiatura, e questo la rende meno interessante del dovuto.
La nota più bella di tutta la serie arriva da un posto inaspettato. La storia si svolge su due piani temporali: il presente con Kidman e gli anni Novanta, dove una Scarpetta più giovane è interpretata da Rosy McEwen. Ed è McEwen a rubare la scena ogni volta che appare. La sua Scarpetta deve combattere ogni giorno per farsi prendere sul serio in un ambiente che la ostacola, e si sente tutto. La tensione che porta addosso è autentica, i suoi silenzi pesano quanto le parole. Se la serie avesse dato più spazio a questa linea narrativa, sarebbe stata tutta un’altra storia.
Il cast è pieno di nomi importanti: Jamie Lee Curtis nei panni della sorella Dorothy, Bobby Cannavale, Simon Baker e Ariana DeBose. Tante facce note, tanti personaggi che però non trovano mai il loro spazio. Le dinamiche familiari occupano troppo tempo e trascinano la serie verso il territorio della telenovela, lontano da quel thriller teso e oscuro che avrebbe potuto essere. Ci sono segreti, bugie, tensioni accumulate negli anni – tutto materiale potenzialmente ottimo – ma vengono sempre interrotti da una scena in cucina o da un litigio che non porta da nessuna parte.
Gli ultimi episodi migliorano e si intravede finalmente qualcosa di più interessante. Il problema è che arrivarci richiede pazienza, e non tutti i telespettatori sono disposti ad aspettare così a lungo prima che la serie si decida a fare sul serio. Prime Video ha già confermato una seconda stagione, e forse con meno personaggi da gestire e più coraggio nelle scelte narrative le cose andranno meglio.
Per adesso Scarpetta è una serie che guardi pensando sempre a quello che avrebbe potuto essere. Kidman merita di meglio, McEwen merita più spazio, e la storia di Patricia Cornwell merita un adattamento che non abbia paura di essere davvero cupo quando serve.
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La Recensione
Scarpetta
Una serie che spreca un cast eccellente e una storia con ottime basi. Rosy McEwen è la vera sorpresa, Nicole Kidman fa quello che può con un personaggio scritto troppo in superficie. Gli ultimi episodi fanno ben sperare per il futuro, ma il cammino per arrivarci è più faticoso del necessario.
PRO
- Il cast è di alto livello e garantisce comunque piacere nella visione
- Gli ultimi episodi mostrano che la serie ha potenziale
CONTRO
- Scarpetta resta troppo in superficie e non sfrutta la sua parte più oscura
- Le dinamiche familiari occupano troppo spazio e rallentano tutto
- Molti personaggi restano abbozzati senza mai una vera profondità
- Bisogna avere molta pazienza prima che la serie ingrani davvero


