Scary Movie è tornato a far parlare di sé perché il nuovo capitolo è arrivato nelle sale italiane il 4 giugno 2026, ma questa è anche l’occasione perfetta per tornare al primo film, quello uscito nel 2000. E rivederlo oggi è un’esperienza curiosa. Ridi, sì. Però ogni tanto ti fermi e pensi: ok, questo film appartiene proprio a un’altra epoca.
Il primo Scary Movie, diretto da Keenen Ivory Wayans, nasceva come presa in giro di Scream e degli horror adolescenziali che alla fine degli anni Novanta erano ovunque. C’erano il killer mascherato, la ragazza perseguitata, gli amici sospetti, la telefonata inquietante, il segreto del passato e il classico gruppo di ragazzi che, invece di comportarsi in modo normale, prende sempre la decisione peggiore possibile.
La differenza è che Scary Movie prende tutto questo e lo porta nel territorio della farsa più volgare. Niente eleganza, niente finezza, niente paura. Solo gag, parodie, doppi sensi, esagerazioni e battute spesso sparate senza troppa selezione. Alcune funzionano ancora. Altre sono invecchiate male. Altre fanno sorridere più per nostalgia che per reale efficacia comica.
Scary Movie deve quasi tutto a Scream
La prima cosa che si nota rivedendo il film è quanto sia vicino a Scream. Non lo cita soltanto. In molti momenti lo segue proprio passo dopo passo, come se fosse una versione ubriaca e volgare del film di Wes Craven.
Questo, all’epoca, aveva senso. Scream era enorme. Aveva riportato in vita lo slasher, ma lo aveva fatto con intelligenza. Parlava delle regole degli horror mentre le usava. Giocava con il pubblico, con i cliché, con i personaggi consapevoli di stare dentro un genere pieno di trappole.
Scary Movie prende quella base e fa una scelta più semplice: abbassa il tono, elimina la tensione e aggiunge comicità demenziale. La struttura resta quasi la stessa, ma tutto viene sporcato, deformato, ridicolizzato.
Il problema è che il film, a volte, sembra troppo dipendente dal modello. Non sempre costruisce una battuta nuova. Spesso prende una scena famosa e ci mette sopra una gag fisica o sessuale. Funziona per qualche minuto, poi si vede il meccanismo.
Il film migliora quando smette di seguire solo Scream e inizia a pescare anche da altri titoli dell’epoca, come So cosa hai fatto, The Blair Witch Project, Matrix e I soliti sospetti. In quei momenti respira di più, diventa più libero e meno legato a una sola parodia.
Anna Faris e Regina Hall sono il motivo per cui lo ricordiamo ancora
La vera forza del primo Scary Movie sono Anna Faris e Regina Hall. Senza di loro, il film sarebbe molto più debole.
Anna Faris, nei panni di Cindy Campbell, ha un modo di fare commedia molto preciso. Sembra ingenua, spaesata, quasi sempre fuori posto, ma non perde mai il ritmo. Riesce a rendere divertenti anche battute che, scritte su carta, non sembrano nulla di speciale.
Regina Hall, invece, porta un’energia diversa. Brenda è rumorosa, impulsiva, teatrale, spesso ingestibile. La famosa scena al cinema resta una delle più ricordate proprio perché lei ha tempi comici perfetti. Non è una scena raffinata, certo. Però è costruita bene, cresce nel modo giusto e arriva al limite senza spegnersi subito.
Il ritorno di Faris e Hall nel nuovo capitolo del 2026 non è quindi soltanto una mossa nostalgia. È una scelta sensata. Loro due hanno dato alla saga una personalità precisa. Erano il volto più riconoscibile di un tipo di comicità che, senza interpreti forti, sarebbe diventata solo una lunga serie di battute volgari.
Alcune gag oggi fanno molta più fatica
Rivedere Scary Movie oggi significa anche fare i conti con i suoi difetti. E sono tanti. Il film usa spesso stereotipi facili, battute sessuali insistite, provocazioni grossolane e un tipo di umorismo che nei primi anni 2000 era molto comune nelle commedie americane per ragazzi.
Non serve fingere che sia tutto ancora divertente. Alcune gag lo sono. Altre no. Alcune scene oggi sembrano proprio vecchie, non perché siano “scorrette”, ma perché sono pigre. Puntano più sullo shock che sulla costruzione comica.
La scorrettezza, da sola, non è un problema. Una commedia può essere cattiva, volgare e politicamente scorretta, ma deve avere un’idea forte dietro. Deve far ridere perché è intelligente nel modo in cui colpisce. Scary Movie, invece, alterna momenti riusciti ad altri molto più facili. Ogni tanto sembra dire: “Facciamo una battuta spinta, qualcosa succederà”. E non sempre succede.
Questo non cancella il valore del film. Però lo rende un prodotto molto legato al suo tempo. Guardarlo oggi significa anche vedere com’era la comicità commerciale di quegli anni: meno controllata, più aggressiva, spesso più rozza, ma anche più libera in certi momenti.
Il primo film resta un cult, ma con parecchie crepe
Scary Movie è diventato un cult perché è arrivato al momento giusto. Il pubblico conosceva Scream, conosceva gli horror per adolescenti, conosceva quel tipo di personaggi e aveva voglia di vederli presi in giro senza troppi complimenti. Il film ha colpito proprio lì.
Oggi, però, l’horror è cambiato. Il pubblico è cambiato. Anche il modo di ridere è cambiato. Non basta più mettere un killer mascherato, due battute spinte e qualche riferimento pop per costruire una parodia efficace.
Il nuovo Scary Movie, uscito in Italia il 4 giugno 2026, parte quindi con una sfida complicata. Deve parlare a chi ha nostalgia dei vecchi film, ma anche a chi oggi guarda horror molto diversi. Negli ultimi anni abbiamo avuto il ritorno di Scream, il successo degli horror A24, fenomeni come M3GAN, Terrifier, Talk to Me e tanti altri titoli che hanno spostato il genere in direzioni nuove.
Il materiale da prendere in giro non manca. Anzi, ce n’è tantissimo. La domanda è se Scary Movie saprà usarlo bene o se proverà solo a ripetere le stesse battute di vent’anni fa con qualche riferimento aggiornato.
Rivederlo oggi ha senso?
Sì, ma senza aspettarsi un capolavoro. Il primo Scary Movie resta un film disordinato, volgare, spesso furbo e a tratti molto divertente. Non tutte le gag reggono. Alcune sono ormai fuori tempo. Però il film ha ancora ritmo in diversi momenti e, soprattutto, ha due protagoniste che riescono a tenere insieme anche le scene più deboli.
Non è una parodia perfetta. Non è nemmeno una commedia da buttare. È una fotografia molto precisa di un certo cinema comico dei primi anni 2000. Un cinema che voleva far ridere andando sopra le righe, senza preoccuparsi troppo della misura.
Forse è proprio per questo che Scary Movie resta interessante. Non perché sia invecchiato bene in ogni sua parte, ma perché mostra quanto siano cambiati la comicità, il pubblico e l’horror stesso. Rivederlo oggi vuol dire ridere ogni tanto, storcere il naso altre volte e accettare che alcuni film restano legati al periodo in cui sono nati.
Il nuovo capitolo può funzionare solo se capisce questa cosa. Non basta riportare i vecchi volti. Serve anche capire cosa fa ridere oggi e cosa, invece, sembra solo una replica stanca.
Secondo voi il primo Scary Movie fa ancora ridere o resta soprattutto un ricordo legato ai primi anni 2000? Scrivetelo nei commenti.


