Ridley Scott avrebbe attribuito a Paul Mescal parte della responsabilità per il risultato commerciale de Il Gladiatore 2, arrivando a considerarlo “non abbastanza mascolino” per guidare un kolossal di quel tipo. La voce arriva da un retroscena pubblicato da Puck, ma va presa con cautela: il rappresentante del regista ha già smentito questa ricostruzione e ha assicurato che Scott era soddisfatto del lavoro dell’attore.
La storia interessa anche perché Mescal avrebbe dovuto lavorare nuovamente con Scott in The Dog Stars. Alla fine, però, il ruolo è passato a Jacob Elordi.
Per mesi la spiegazione ufficiale è stata semplice: problemi di calendario, soprattutto per gli impegni di Mescal nei quattro film sui Beatles diretti da Sam Mendes, nei quali interpreterà Paul McCartney.
Adesso il quadro appare più complicato.
Scott avrebbe pensato che Mescal non fosse abbastanza “maschio”
Secondo le fonti citate dal giornalista Matthew Belloni, Scott avrebbe ritenuto che Mescal non avesse il tipo di presenza necessaria per sostenere il ruolo di Lucio in Il Gladiatore 2.
La frase attribuita al regista è piuttosto netta: l’attore sarebbe stato considerato “not masculine enough”, cioè “non abbastanza mascolino”. Da questa insoddisfazione sarebbe nata anche la decisione di non proseguire con lui in The Dog Stars.
Attenzione, però: non si tratta di una dichiarazione pubblica di Scott. Sono parole riportate da fonti anonime.
La risposta del suo rappresentante è stata infatti opposta: la ricostruzione sarebbe “non vera” e Scott avrebbe avuto un’ottima collaborazione con Mescal durante Il Gladiatore 2. Il regista, inoltre, aveva elogiato pubblicamente l’attore durante la promozione del film.
Ma Il Gladiatore 2 è stato davvero un flop?
No, almeno non nel senso classico del termine.
Il film ha incassato circa 462 milioni di dollari nel mondo, con 168,8 milioni provenienti dal solo mercato americano. Sono cifre importanti. Il problema è che Il Gladiatore 2 era anche un film estremamente costoso da realizzare e promuovere.
Il confronto con il primo capitolo rende bene la situazione.
Il Gladiatore del 2000 incassò circa 465 milioni di dollari a livello mondiale, praticamente quanto il sequel, ma venne realizzato con un budget molto inferiore e diventò un fenomeno culturale. Vinse inoltre cinque Oscar, compreso quello per il miglior film e quello a Russell Crowe come miglior attore.
Il Gladiatore 2, invece, ha ottenuto una sola candidatura agli Oscar.
Quindi parlare di disastro commerciale sarebbe eccessivo. Più corretto dire che non ha raggiunto il livello di successo che Paramount e Scott potevano aspettarsi da un sequel costato così tanto e arrivato 24 anni dopo un film diventato leggendario.
Il problema era davvero Paul Mescal?
Attribuire il risultato del film soprattutto a Mescal sarebbe comunque una lettura discutibile.
L’attore interpreta Lucio, figlio di Lucilla e, nella versione raccontata dal sequel, di Massimo Decimo Meridio. La sua storia riprende volontariamente molte tappe del primo film: perde la famiglia, viene ridotto in schiavitù, diventa gladiatore e cerca vendetta.
È proprio questa somiglianza ad aver generato una parte delle critiche.
Il film è spettacolare e Scott sa ancora dirigere enormi scene d’azione, ma diverse recensioni hanno sottolineato quanto Il Gladiatore 2 viva continuamente all’ombra del precedente.
A rubare spesso la scena a Mescal è inoltre Denzel Washington, che interpreta Macrino. Il suo personaggio manipola imperatori, senatori e gladiatori nel tentativo di conquistare sempre più potere, ed è stato uno degli elementi maggiormente apprezzati del film.
Mescal si è quindi ritrovato nella posizione più difficile possibile: sostituire idealmente Russell Crowe senza poter interpretare Russell Crowe.
Non proprio un incarico rilassante.
C’è anche una seconda versione legata a Sam Mendes
Il retroscena di Puck propone un’altra possibile spiegazione per l’uscita di Mescal da The Dog Stars.
Sam Mendes sarebbe rimasto infastidito dopo che Scott aveva anticipato pubblicamente il coinvolgimento dell’attore nei film sui Beatles prima dell’annuncio ufficiale. Secondo questa versione, Mendes avrebbe spinto Mescal a concentrarsi sul progetto dedicato ai Fab Four e a rinunciare al film di Scott.
Nessuna delle due ricostruzioni è stata confermata direttamente dai protagonisti.
C’è però un dettaglio quasi ironico.
The Dog Stars, alla fine interpretato da Jacob Elordi, è appena arrivato nelle sale e ha debuttato con numeri molto deludenti: circa 8 milioni di dollari nel primo weekend americano, a fronte di un budget vicino agli 80 milioni secondo Vulture.
Se davvero qualcuno pensava che bastasse cambiare protagonista per risolvere il problema degli incassi, il botteghino ha appena ricordato che Hollywood è un po’ più complicata.
Per ora resta una voce di corridoio molto interessante, ma una cosa è certa: Paul Mescal non può essere considerato automaticamente il responsabile dei risultati de Il Gladiatore 2, soprattutto davanti a un sequel costosissimo, legato a un originale quasi impossibile da replicare.
Tu pensi che Paul Mescal fosse poco convincente come protagonista de Il Gladiatore 2 oppure i problemi del film erano soprattutto nella storia? Scrivicelo nei commenti.


