Preparati a un tuffo nel retrofuturo più kitsch e ottimista che Hollywood potesse regalarci. Jim Carrey è in trattative avanzate con Warner Bros. Pictures per interpretare George Jetson nel tanto atteso film live-action tratto dalla serie animata cult The Jetsons, da noi conosciuta come I Pronipoti. Sì, quello stesso Carrey che ci ha fatto ridere in The Mask e riflettere in The Truman Show sta per salire su un’auto volante.
Colin Trevorrow porta i dinosauri nello spazio
A dirigere il progetto c’è Colin Trevorrow, quello di Jurassic World per intenderci. Un regista che sa gestire budget faraonici e effetti speciali a profusione, anche se la critica non è sempre stata tenera con lui. Trevorrow scriverà la sceneggiatura insieme a Joe Epstein, e probabilmente si troveranno a bilanciare l’ottimismo naif degli anni Sessanta con il cinismo contemporaneo. Non proprio una passeggiata.
Il progetto di portare i Jetson sul grande schermo in carne e ossa non è certo nuovo. Se ne parla da decenni. Nel 2003 c’era Adam Shankman in trattative per dirigere, poi è toccato a Robert Rodriguez nel 2007 con una versione CGI mai realizzata. Perfino Kanye West nel 2012 si era autoproclamato direttore creativo del film. Sì, hai letto bene: Kanye West e i Jetson nello stesso progetto. Per fortuna non se ne fece nulla.
I Pronipoti: quando il futuro era rosa confetto
Per chi non li conoscesse o avesse bisogno di rinfrescarsi la memoria, The Jetsons debuttò sulla ABC nel 1962 come controparte futuristica de Gli Antenati. Hanna e Barbera avevano già fatto centro con i Flintstones ambientati nell’età della pietra, quindi perché non provare con una famiglia del futuro? La serie raccontava le vicende della famiglia Jetson nell’anno 2062, esattamente un secolo dopo il debutto televisivo.
Protagonista era George Jetson, impiegato frustrato alle dipendenze del nanetto isterico Mr. Spacely. Al suo fianco la moglie Jane, la figlia adolescente Judy, il piccolo genio Elroy, la robot domestica Rosie e il cane Astro. Vivevano a Orbit City in una società dove le auto volavano, i robot facevano le pulizie e la settimana lavorativa durava solo due giorni per un’ora al giorno. Un’utopia capitalista con le pastiglie al posto del cibo.
La serie originale durò appena una stagione nel 1962-63, con soli 24 episodi in bianco e nero. Eppure divenne un’icona culturale, tanto che venne ripresa negli anni Ottanta con nuovi episodi a colori. Nel 1990 uscì anche un film d’animazione che incassò poco più di 20 milioni di dollari negli Stati Uniti. Non proprio un successo travolgente.
Carrey: dal ritiro al ritorno sul grande schermo
La scelta di Jim Carrey è interessante per diversi motivi. Pochi anni fa l’attore aveva annunciato il ritiro dalle scene, dicendo che sarebbe tornato solo per progetti davvero speciali. Poi è arrivata la trilogia di Sonic the Hedgehog, dove ha interpretato il villain Dr. Robotnik, e il franchise ha incassato oltre 1,2 miliardi di dollari in tutto il mondo. Evidentemente il ritiro era più una pausa che un addio definitivo.
Carrey è praticamente un cartone animato vivente. L’ha dimostrato in The Mask, Ace Ventura, The Grinch. La sua fisicità esagerata, le espressioni facciali grottesche, l’energia caotica: tutto lo rende perfetto per un personaggio come George Jetson. Se qualcuno può far funzionare questo progetto potenzialmente disastroso, quello è lui.
Il retrofuturo ci parla del presente
Guardare oggi I Pronipoti è un’esperienza straniante. La serie immaginava un 2062 pieno di tecnologie avveniristiche, eppure le dinamiche familiari rimanevano quelle del 1962. Jane restava a casa a fare shopping mentre George andava in ufficio a sopportare il capo tirannico. I ruoli di genere erano cristallizzati, solo con più robot e astronavi.
Molte delle previsioni tecnologiche si sono avverate: videotelefonate, smartwatch, domotica. Altre restano ancora fantascienza: auto volanti, jetpack personali, settimane lavorative da due ore. E francamente, considerando che oggi lavoriamo più ore di quarant’anni fa nonostante la tecnologia, l’ottimismo dei Jetson fa quasi tenerezza.
Un film che potrebbe funzionare o affondare miseramente
Diciamocelo: questo progetto cammina sul filo del rasoio. Da un lato hai un franchise nostalgico con generazioni di fan affezionati, un protagonista carismatico e un budget importante. Dall’altro rischi di creare un pastrocchio retrofuturista che non piace né ai nostalgici né al pubblico moderno.
Trevorrow ha dimostrato di saper gestire blockbuster ma anche di saper fare flop clamorosi. Il suo Jurassic World: Dominion incassò oltre un miliardo ma venne massacrato dalla critica. The Book of Henry fu un disastro su tutti i fronti. Insomma, la sua filmografia oscilla tra trionfi commerciali e imbarazzi artistici.
La vera domanda è: nel 2025, in piena crisi climatica e distopia tecnologica, chi vuole vedere l’ottimismo naif di una famiglia che vola in giro su auto sgangher… pardon, futuristiche? Viviamo già in un episodio di Black Mirror, forse non ci serve un film che ci ricorda quanto fossero ingenui i nostri nonni quando sognavano il futuro.
D’altra parte, forse proprio per questo potrebbe funzionare. Un po’ di leggerezza retrofuturistica potrebbe essere esattamente quello di cui abbiamo bisogno.
Tu cosa ne pensi? Sei entusiasta di vedere Jim Carrey nei panni di George Jetson o pensi che Hollywood dovrebbe smetterla di riciclare cartoni animati degli anni Sessanta? E soprattutto: credi che riusciranno a rendere Rosie la robot politicamente corretta per il 2025? Raccontamelo nei commenti.


