Un aereo che si schianta sull’oceano, due sopravvissuti che finiscono su un’isola deserta nel Golfo della Thailandia, e una di quelle situazioni in cui tutto quello che pensi di sapere su chi sei e chi è l’altro viene ribaltato nel giro di poche ore. Send Help, il nuovo film di Sam Raimi, è uscito nei primi mesi del 2026 ed ora disponibile per l’acquisto in diverse piattaforme, sta ancora facendo parlare di sé – nel senso migliore possibile. Violento, divertente, pieno di colpi di scena, e con una Rachel McAdams in stato di grazia come non si vedeva da tempo.
Il film parte da un contesto che riconosci subito. Linda Liddle lavora da anni in una grande azienda, è brava nel suo lavoro, aspettava una promozione che le era stata promessa. Poi il capo muore, arriva il figlio – Bradley, interpretato da Dylan O’Brien – che è esattamente il tipo di uomo che non ha mai dovuto guadagnarsi nulla nella vita, e la prima cosa che fa è togliere a Linda qualsiasi prospettiva di carriera. Come gesto di consolazione, la porta con sé in un viaggio di lavoro in Thailandia. L’aereo si schianta. Tutti muoiono tranne loro due.
Da questo momento in poi Send Help smette di essere quello che sembra e diventa qualcosa di molto più interessante. Sull’isola i ruoli si invertono completamente: Linda, che nell’ufficio era invisibile e silenziosa, sa fare tutto – costruisce un riparo, trova da mangiare, cura le ferite di Bradley, che nel frattempo se ne sta fermo con una gamba a pezzi senza riuscire a fare praticamente niente da solo. È una situazione in cui la commedia e il disagio vanno di pari passo, e Raimi gestisce questo equilibrio con la mano ferma di chi sa esattamente cosa vuole fare.
Rachel McAdams è straordinaria. Linda è un personaggio che potrebbe facilmente risultare antipatico o caricaturale – parla troppo forte, usa frasi fatte continuamente, ha un modo di fare che in un contesto normale ti farebbe voltare dall’altra parte. Eppure McAdams la rende umana, credibile, e man mano che il film avanza anche qualcosa di più complesso e sfaccettato. È la performance migliore della sua carriera, e considerando che stiamo parlando di un’attrice che ha lavorato in Mean Girls, in Spotlight e nella seconda stagione di True Detective, dire questo vuol dire qualcosa di preciso.
O’Brien regge bene il confronto. Il suo Bradley è insopportabile nei modi giusti, ma il film ha l’intelligenza di non lasciarlo appiattito sul ruolo del villain da ufficio. Sull’isola succede qualcosa ai due personaggi – e non intendo solo il fatto che le circostanze li costringono a dipendere l’uno dall’altra. Le loro storie passate emergono lentamente, i giudizi iniziali vacillano, e in certi momenti ti ritrovi a chiederti per chi stai tifando, o se abbia senso tifare per qualcuno in particolare. È uno di quei film in cui più vai avanti più diventa difficile prevedere cosa succederà dopo, e questo è uno dei complimenti più grandi che si possano fare a una sceneggiatura.
Raimi è Raimi. Gli effetti pratici, il sangue che vola, le situazioni che vanno completamente fuori controllo – chi conosce il suo cinema sa già cosa aspettarsi, e Send Help non delude su nessuno di questi fronti. C’è un animale selvaggio che compare a un certo punto e che è volutamente poco realistico, quasi un cartone animato, e funziona benissimo proprio per questo. C’è un momento di puro spavento che secondo chi l’ha visto è uno dei migliori degli ultimi anni nel genere. E ci sono scene che ti fanno ridere e sentirti a disagio esattamente nello stesso momento, che è la cosa più difficile da ottenere e quella che Raimi riesce a fare meglio di quasi chiunque altro.
Send Help dura 113 minuti ed è vietato ai minori di 17 anni – un dettaglio che la dice lunga sul tipo di film che è. Non è qualcosa da guardare se cerchi leggerezza totale o una commedia romantica travestita da survival movie. È un film che prende la storia di una donna che si riprende la sua vita in un contesto estremo, la mescola con violenza esplicita e umorismo nero, e ne fa qualcosa di davvero originale. Vale la pena.
Tu preferisci i film che ti fanno stare a disagio e ridere allo stesso tempo, o quando un film mescola troppi generi ti perde? Scrivilo nei commenti – Send Help sta dividendo il pubblico esattamente su questo.
La Recensione
Send Help
Uno dei film più sorprendenti e riusciti del 2026 (almeno per ora). Rachel McAdams regala la migliore prova della sua carriera, Sam Raimi è in piena forma, e la storia riesce a essere contemporaneamente divertente, inquietante e più intelligente di quanto sembri all'inizio. Da vedere.
PRO
- Rachel McAdams è semplicemente straordinaria: una performance che dimostra quanto sia sottovalutata come attrice
- Sam Raimi al suo meglio: effetti pratici, ritmo perfetto e quella capacità unica di mescolare commedia e orrore
- La storia ribalta continuamente le aspettative e non ti lascia mai capire dove sta andando
CONTRO
- Il tono oscilla parecchio tra commedia nera e horror puro, e non sempre questo equilibrio è soddisfacente


