Due voci, una storia spezzata. Il 30 maggio 2025 segna l’incontro artistico tra Serena Brancale e Alessandra Amoroso in “SERENATA”, un duetto che promette di ridefinire i canoni della ballata italiana contemporanea. Prodotto dal trio Carlo Avarello, Gorbaciof e ITACA, e scritto da un collettivo di autori che include le due cantanti stesse insieme ad Alessandro La Cava, Eugenio Maimone, Federica Abbate, Federico “Merk” Mercuri e Joe Kremont, questo brano rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.
Ma “SERENATA” non è la classica serenata d’amore che ci si aspetterebbe dal titolo. È piuttosto una anti-serenata, una confessione a due voci che racconta il momento in cui ci si rende conto che l’amore è finito, che le promesse si sono trasformate in bugie e che anche il vino più dolce, col tempo, può diventare aceto.
Il video, diretto da Marco Braia, accompagna questa narrazione intima con immagini che enfatizzano la complicità artistica tra le due interpreti, creando un dialogo visivo che amplifica la potenza emotiva del testo.
Due solitudini che si specchiano
Il brano si apre con Serena che dipinge un quadro di solitudine domestica carico di dettagli quotidiani: “Sono sola persino stasera che fumo Marlboro e pensieri per cena”. L’immagine del fumare sigarette come sostituto di un pasto rivela non solo l’abbandono di sé, ma anche come la sofferenza emotiva si traduca in trascuratezza fisica.
La scoperta che segue è devastante nella sua semplicità: “Un odore, un profumo straniero / Che non sa di te e nemmeno di me”. È il momento dell’epifania dolorosa, quando i sensi rivelano quello che la mente ancora faticava ad accettare.
Il confronto con la realtà
Alessandra prende il testimone narrativo promettendo un confronto diretto: “Ed io domani glielo dico / Che non l’ami, che hai mentito”. Ma è nella metafora successiva che il dolore trova la sua espressione più poetica: “Che mi hai messo il cuore in frigo / Con il vino che ora è aceto”.
Questa immagine è particolarmente efficace: il cuore conservato al freddo come un alimento che si vuole preservare, e il vino che, privato delle cure necessarie, si trasforma nel suo opposto. Non più dolcezza, ma acidità che brucia.
Il ritornello come dichiarazione di confini
“Serenata, una serenata / Una serenata non sotto casa mia” – il ritornello gioca brillantemente con le aspettative. La serenata tradizionale, gesto romantico per eccellenza, viene rifiutata preventivamente. Non si tratta di romanticismo, ma di protezione: “Finirà che poi finiremo in una scenata di folle gelosia”.
L’espressione “Passa il tempo, però / Tu non le dici di no” rivela la frustrazione di chi vede l’altro mantenere una situazione ambigua, incapace di prendere decisioni nette che potrebbero far male ma che sarebbero oneste.
Lo scambio di ruoli narrativi
Nella terza strofa, Alessandra assume il ruolo della solitudine precedentemente interpretato da Serena: “Rimango da sola persino stasera / Un bicchiere di vino e per dolce un caffè”. È una tecnica narrativa che suggerisce come il dolore dell’abbandono sia un’esperienza universale, condivisibile.
La decisione “che intanto domani non ci sarà il tempo di darci del tu” indica una volontà di creare distanza formale come protezione emotiva, un ritorno a una cortesia che nasconde il dolore.
Il mare del Sud come metafora dell’infinito
L’immagine delle “parole al vento nel mare del Sud” evoca l’idea di comunicazioni che si perdono nell’immensità, messaggi che non arrivano mai a destinazione perché lanciati in uno spazio troppo vasto per essere attraversato.
La quarta strofa come eco della prima
Quando Serena riprende il verso di Alessandra (“Ed io domani glielo dico”), si crea un effetto di circolarità che rafforza l’idea che entrambe le donne stiano vivendo la stessa esperienza di tradimento e abbandono. È come se fossero due facce della stessa medaglia, due aspetti della stessa sofferenza.
Il bridge: la richiesta di libertà
“E vorrei fossi un uomo più libero / Anche se sento manca l’ossigeno” rappresenta il momento di maggiore vulnerabilità del brano. La richiesta di libertà per l’altro, nonostante questo significhi soffocare (“manca l’ossigeno”), rivela una generosità d’animo che contrasta con la rabbia delle strofe precedenti.
La ripetizione “Amore, dimmelo / Ancora, dimmelo, dimmelo, dimmelo” esprime il bisogno disperato di una verità, anche se dolorosa, piuttosto che continuare a vivere nell’incertezza.
Una produzione che sostiene l’emozione
Dal punto di vista tecnico, il lavoro di Carlo Avarello, Gorbaciof e ITACA crea un soundscape che bilancia tradizione e contemporaneità, permettendo alle voci di Serena e Alessandra di brillare senza sovrapporsi, creando invece un dialogo armonico che rispecchia perfettamente la natura conversazionale del testo.
La scrittura collettiva del brano, che vede il contributo di sette autori incluse le due interpreti, ha permesso di stratificare significati e sfumature che rendono ogni verso ricco di dettagli e riferimenti emotivi.
Un duetto che racconta l’universalità del dolore
“SERENATA” si configura così come un duetto sulla fine dell’amore che riesce a essere insieme specifico e universale. Le due voci non rappresentano due persone diverse, ma due aspetti della stessa esperienza: la scoperta del tradimento, l’elaborazione del dolore, la ricerca di una dignità nella separazione.
È un brano che parla a chiunque abbia mai dovuto dire “no” a una serenata, a chiunque abbia scoperto che l’amore può diventare aceto, a chiunque abbia dovuto scegliere tra la scenata e la serenità, optando per quest’ultima anche quando fa più male.
Il titolo stesso diventa così ironico: non è una serenata per conquistare, ma una serenata per congedarsi, per dire addio con dignità e consapevolezza, trasformando il dolore in arte e la fine in un nuovo inizio.
E tu, hai mai dovuto rifiutare una “serenata” sapendo che avrebbe portato solo a scene di gelosia? Ti sei mai trovato nella situazione di avere il cuore “in frigo” mentre il vino dell’amore diventava aceto? Condividi nei commenti la tua esperienza con quegli amori che, come canta il duo, sono “una piccola goccia nel mare” di parole non dette e promesse infrante!
Il testo di Serenata scritto da Alessandra Amoroso, Alessandro La Cava, Eugenio Maimone, Federica Abbate, Federico “Merk” Mercuri, Joe Kremont e Serena Brancale
[Intro: Serena Brancale]
(Na-na-na-na-na)
(Na-na-na-na-na)
[Strofa 1: Serena Brancale]
Sono sola persino stasera che fumo Marlboro e pensieri per cena (Eh)
Ho lasciato anche la tele accesa
Ho notato qualcosa che prima non c’era (Eh)
Un odore, un profumo straniero
Che non sa di te e nemmeno di me
Finalmente, guardando i tuoi occhi, ho capito chi è
[Strofa 2: Alessandra Amoroso]
Ed io domani glielo dico
Che non l’ami, che hai mentito
Che mi hai messo il cuore in frigo
Con il vino che ora è aceto
Solamente una storia qualunque
Una piccola goccia nel mare che c’è
Di parole, parole, parole, promеttimi che
[Pre-Ritornello: Serena Brancale & Alessandra Amoroso]
Vita mia, ogni volta che la vita tua si intreccia con la mia
Finirà chе finiremo in una scenata di folle gelosia
Quindi no, no, no, no
Che forse è meglio di no
Quante cose non mi hai detto
C’è una musica nel vento
[Ritornello: Serena Brancale & Alessandra Amoroso]
Serenata, una serenata
Una serenata non sotto casa mia
Finirà che poi finiremo in una scenata di folle gelosia
Passa il tempo, però
Tu non le dici di no
Ma è una moda del momento
Quante cose, amore mio, non mi hai mai detto
[Strofa 3: Alessandra Amoroso]
Mhm, rimango da sola persino stasera
Un bicchiere di vino e per dolce un caffè (Eh)
E negli occhi nascondo l’amore, la sabbia, la voglia e il ricordo di te (Eh)
Io che ho deciso che intanto domani non ci sarà il tempo di darci del tu
Finiremo in un’altra notte di parole al vento nel mare del Sud
[Strofa 4: Serena Brancale]
Ed io domani glielo dico
Che non l’ami, che hai mentito
Che mi hai messo il cuore in frigo
Con il vino che ora è aceto
È solamente una storia qualunque
Una piccola goccia nel mare che c’è
Di parole, parole, parole, promettimi che
[Pre-Ritornello: Serena Brancale & Alessandra Amoroso]
Vita mia, ogni volta che la vita tua si intreccia con la mia
Finirà che finiremo in una scenata di folle gelosia
Quindi no, no, no, no
Che forse è meglio di no
Quante cose non mi hai detto
C’è una musica nel vento
[Ritornello: Serena Brancale & Alessandra Amoroso, Serena Brancale]
Serenata, una serenata
Una serenata non sotto casa mia
Finirà che poi finiremo in una scenata di folle gelosia
Passa il tempo, però
Tu non le dici di no
Ma è una moda del momento
Quante cose, amore mio, non mi hai mai detto
[Bridge: Serena Brancale & Alessandra Amoroso]
E vorrei fossi un uomo più libero
Anche se sento manca l’ossigeno
Amore, dimmelo
Ancora, dimmelo, dimmelo, dimmelo
[Ritornello: Serena Brancale & Alessandra Amoroso]
Serenata, una serenata
Una serenata non sotto casa mia
Finirà che poi finiremo in una scenata di folle gelosia
Passa il tempo, però
Tu non le dici di no
Ma è una moda del momento
Quante cose, amore mio, non mi hai mai detto


