Ci sono film che non ti chiedono nulla. Entri in sala, ti siedi, sorridi per un’ora e mezza e poi esci con la sensazione di aver trascorso un bel pomeriggio. Un bel giorno è esattamente questo tipo di film, e non lo dico come critica. Lo dico come descrizione onesta di quello che ti aspetta se decidi di andarlo a vedere.
Fabio De Luigi è Tommaso, un uomo rimasto vedovo che ha costruito tutta la sua vita attorno alle sue quattro figlie. Ha smesso di esistere come uomo, come persona con desideri propri, e si è trasformato in un padre a tempo pieno. Gestisce una piccola azienda di infissi con un unico dipendente, Italo, interpretato da Antonio Gerardi, che è francamente uno dei personaggi più riusciti del film. Burbero, sgarbato, esilarante senza nemmeno provarci. Ogni volta che appare in scena il ritmo del film accelera.
Quando le figlie decidono che è arrivato il momento di spingere papà verso il mondo, Tommaso incontra Lara, interpretata da Virginia Raffaele. Dirigente di banca, separata, madre di tre figli adolescenti. Tra i due scatta qualcosa di immediato, ma entrambi nascondono la propria situazione familiare per paura di spaventare l’altro. Lui non le dice delle quattro figlie. Lei non gli dice dei tre figli. Da questa premessa nasce una serie di equivoci e situazioni comiche che tengono in piedi la prima parte del film con buon ritmo.
De Luigi alla regia dimostra una mano più sicura rispetto ai suoi lavori precedenti. La fotografia è calda, gli spazi domestici sono ricostruiti con cura, il montaggio non forza mai i tempi. Si vede che sa cosa sta facendo, che conosce il suo pubblico e rispetta la storia che sta raccontando. L’alchimia con Virginia Raffaele funziona benissimo: i due si conoscono già da Tre di troppo e quella familiarità si sente in ogni scena. C’è una naturalezza tra loro che non si costruisce a tavolino.
Il problema, e lo dico con tutta la simpatia che ho per questo film, è che nella seconda parte qualcosa si inceppa. Quando i segreti cominciano a venire a galla e le dinamiche si complicano, il film fa un passo indietro invece di andare avanti. Preferisce la risata sicura alla scena emotivamente più difficile. Ci sono momenti in cui avresti voluto che De Luigi spingesse di più, che si fidasse di più del pubblico, che non cercasse il riparo della battuta ogni volta che la storia rischiava di farsi davvero intensa. Rimane quindi una sensazione di occasione non del tutto sfruttata. Con quella premessa e quei due attori, il film avrebbe potuto essere qualcosa di più memorabile.
Ciò detto, il finale funziona, la famiglia allargata che si costruisce attorno ai due protagonisti è raccontata con affetto genuino, e i giovani attori esordienti che De Luigi ha scelto per le figlie di Tommaso aggiungono una freschezza che si sente. Non è cinema che ti cambierà la vita, ma è cinema che ti lascerà con il sorriso. E a volte va benissimo così.
La Recensione
Un bel giorno
Un bel giorno è una commedia familiare italiana onesta, ben interpretata e piacevole da guardare. Fabio De Luigi conferma di essere un regista attento e rispettoso del suo pubblico, e la coppia con Virginia Raffaele funziona ancora meglio di quanto ci si aspettasse. Il film intrattiene, fa sorridere, scalda senza bruciare. Il limite principale è nella seconda parte, dove la storia avrebbe potuto osare di più e invece sceglie la via più sicura. Non è un difetto grave, ma è un'occasione mancata. Perfetto per una serata in famiglia o un pomeriggio al cinema senza pretese.
PRO
- La coppia De Luigi-Raffaele ha una chimica naturale
- Il personaggio di Italo, interpretato da Antonio Gerardi, è quello più riuscito
- È un film adatto a tutta la famiglia, compresi i bambini più grandi
CONTRO
- La seconda parte perde ritmo e non osa quanto potrebbe
- La trama è prevedibile fin dai primi minuti, senza veri colpi di scena
- Se avete già visto Tre di troppo la sensazione di déjà vu è forte


