Shiva è di scena oggi, sabato 9 maggio 2026, al Palazzo dello Sport di Roma, seconda data romana del suo Live 2026. Dopo Mantova, Milano e il primo concerto nella Capitale dell’8 maggio, il rapper porta di nuovo sul palco una scaletta molto corposa, costruita tra i brani di Vangelo, i pezzi più recenti e alcuni dei titoli che hanno segnato il suo percorso negli ultimi anni. La data più vicina, quindi, è proprio quella di Roma del 9 maggio, mentre il tour proseguirà poi il 12 maggio al Mandela Forum di Firenze.
La cosa interessante è che questa tournée sembra pensata per fotografare bene la fase attuale di Shiva. Non è solo una passerella di singoli forti messi uno dopo l’altro per far saltare il pubblico. Certo, quel lato c’è, e ci mancherebbe. Ma la scaletta racconta anche un artista che sta provando a portare nei palazzetti un immaginario più cupo, più personale, molto legato all’ultimo album Vangelo. Un disco che ha aggiunto materiale pesante al suo repertorio, sia per temi sia per atmosfera.
Nelle prime tappe del tour la scaletta si è già definita abbastanza chiaramente, anche se, come sempre nei concerti, qualche variazione dell’ultimo momento può esserci. A Roma l’ossatura resta quella emersa nella data dell’8 maggio e nelle tappe precedenti: partenza forte, parte centrale più densa e chiusura con brani capaci di tenere alta l’energia fino alla fine. Fanpage indica una probabile scaletta molto ampia per le date romane, mentre All Music Italia riporta l’ordine proposto nella data dell’8 maggio, con brani di Vangelo e pezzi legati anche al progetto con Sfera Ebbasta.
La scaletta del concerto di Shiva a Roma del 9 maggio dovrebbe quindi essere questa:
- Take 6
- Non è easy
- Cup
- Santana Season
- Wop Wop
- Milano Angels
- 6 AM
- Niente da perdere
- Take 5
- Gotham
- Arsenico
- Mon fre
- Bossoli
- Take 4
- Un altro show
- Soldi in nero
- Soldi puliti
- Diversi
- V per Vangelo
- Peccati
- Polvere rosa
- Obsessed
- Babyface
- Spie
- Bad bad bad
- Coscienza
- VVS Cartier
- D&G / Come se non fossi nei guai
- Neon
- Alleluia
- Big City Life RMX
- Syrup
- Polvere
- Non lo sai
Vista così, è una scaletta lunga e molto chiara nelle intenzioni. Shiva parte con una sequenza secca, quasi da dichiarazione di identità: Take 6, Non è easy, Cup, Santana Season e Wop Wop servono a mettere subito il concerto su binari aggressivi, senza troppi giri di riscaldamento. È il classico inizio da palazzetto rap: arrivi, luci giù, bassi alti, pubblico già dentro la serata prima ancora di capire bene dove guardare.
La parte centrale è quella più interessante per chi segue davvero il percorso di Shiva. Titoli come Niente da perdere, Gotham, Arsenico, Mon fre, Bossoli, Soldi in nero e Soldi puliti costruiscono un blocco molto riconoscibile, dove tornano i temi che hanno definito il suo racconto: ambizione, strada, soldi, rapporti complicati, riscatto, zona grigia tra successo e ferite personali. Non è musica che cerca di essere comoda. Anche quando funziona da concerto, mantiene un lato ruvido.
Poi arriva la parte più legata a Vangelo, e qui il live cambia sapore. V per Vangelo, Peccati, Polvere rosa, Obsessed, Babyface, Spie, Bad bad bad e Coscienza portano dentro il concerto l’ultima fase discografica di Shiva. Sono brani che non servono solo a riempire la scaletta con il materiale nuovo, ma a spostare il tono dello show. C’è più peso, più introspezione, anche una certa teatralità. Non a caso il tour sembra costruito proprio attorno all’idea di trasformare Vangelo in un blocco narrativo dal vivo.
C’è anche spazio per i collegamenti con l’universo di Santana Money Gang, soprattutto nella parte finale con VVS Cartier, D&G / Come se non fossi nei guai, Neon e Alleluia. Durante la data milanese, tra l’altro, Shiva ha annunciato anche l’arrivo di Santana Season 2, dettaglio che ha acceso parecchio i fan e che rende questa tournée ancora più centrale nel suo momento artistico.
La chiusura con Big City Life RMX, Syrup, Polvere e Non lo sai serve invece a riportare il pubblico su brani più trasversali, quelli che molti aspettano proprio per cantare insieme. È una scelta furba, ma anche naturale: dopo una scaletta così densa, chiudere con pezzi più immediati permette di lasciare addosso l’energia giusta.
Il concerto di Roma del 9 maggio arriva quindi in un momento importante per Shiva. Il tour nei palazzetti non è solo una conferma di popolarità, ma anche una prova di tenuta dal vivo. Portare un repertorio così lungo davanti a un pubblico grande significa dimostrare di avere più di qualche singolo forte. Significa avere un mondo, una fanbase pronta a seguirti e abbastanza materiale per reggere una serata intera senza sembrare appeso a due hit.
E tu che ne pensi: questa scaletta di Shiva ti convince o manca qualche brano che avresti voluto sentire dal vivo? Scrivilo nei commenti.


