C’è un film che nel 2010 fece impazzire il pubblico di tutto il mondo con uno dei finali più discussi degli ultimi vent’anni. Incassò 295 milioni di dollari al botteghino con un budget di 80 milioni, ottenne recensioni perlopiù positive e poi, lentamente, finì nel dimenticatoio. Adesso Shutter Island è tornato a disposizione di tutti sulle piattaforme streaming, e una nuova generazione di spettatori sta scoprendo per la prima volta quel finale. Con tutte le conseguenze del caso.
Il film è del 2010 ed è firmato da Martin Scorsese, uscito quattro anni dopo The Departed – il film con cui il regista newyorchese vinse finalmente il Premio Oscar alla regia dopo decenni di candidature andate a vuoto. Dopo quella vittoria, Scorsese avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Aveva in cantiere progetti ambiziosi da anni: Silence e The Irishman erano lì ad aspettarlo. Invece scelse di girare qualcosa di più commerciale, qualcosa che potesse parlare al grande pubblico senza rinunciare al suo stile. E così nacque Shutter Island.
Al centro della storia c’è Teddy Daniels, un agente federale interpretato da Leonardo DiCaprio che arriva su un’isola al largo del Massachusetts per indagare sulla scomparsa di una paziente da un istituto psichiatrico di massima sicurezza. L’isola si chiama Ashecliffe, il tempo è tempestoso, e fin dai primi minuti si capisce che qualcosa non torna. Ogni risposta che Teddy ottiene apre nuove domande. Ogni persona che incontra sembra nascondere qualcosa. Il film costruisce la sua atmosfera con la pazienza di un artigiano, mattone dopo mattone, fino a un finale che lascia lo spettatore con la bocca aperta e la mente in tumulto.
Il cast è straordinario. Insieme a DiCaprio recitano Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow, Michelle Williams, Patricia Clarkson ed Emily Mortimer. Una lista di nomi che oggi farebbe alzare i prezzi di qualsiasi produzione, e che nel 2010 rendeva già il film un evento. Scorsese scelse anche una serie di caratteristi storici di Hollywood – quei volti che riconosci immediatamente anche senza sapere il nome – come Elias Koteas, John Carroll Lynch e Jackie Earle Haley, ognuno al posto giusto, ognuno perfetto per costruire quella sensazione costante di disagio che percorre tutta la storia.
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Dennis Lehane, lo stesso scrittore che aveva firmato i libri da cui erano stati tratti Gone Baby Gone e Mystic River. Non è un caso: Lehane ha un talento particolare per le storie in cui la realtà non è mai quello che sembra, in cui i personaggi portano dentro ferite che li deformano senza che loro stessi lo capiscano fino in fondo. Scorsese ha preso quel materiale e ci ha costruito sopra il suo omaggio personale ad Alfred Hitchcock: stessa tensione lenta, stessa atmosfera opprimente, stesso uso del paesaggio come specchio dell’anima del protagonista.
Shutter Island non è universalmente considerato il capolavoro di Scorsese – il regista stesso ha nel suo curriculum titoli come Taxi Driver, Quelli bravi ragazzi e Gangs of New York che difficilmente lasceranno il primo posto. Ma è probabilmente il film in cui Scorsese si è divertito di più a giocare con le aspettative del pubblico. Il sito Rotten Tomatoes gli assegna oggi il 69% di recensioni positive, con un consenso critico che recita: «Pur non raggiungendo le vette migliori di Scorsese, i brividi del genere di Shutter Island rappresentano il regista al massimo della sua libertà espressiva.» Una frase che, se la si legge bene, è in realtà un complimento più grande di quanto sembri.
All’uscita il film divise molto. C’era chi lo trovava brillante e chi lo trovava pretenzioso. Chi aveva visto il finale arrivare da lontano e chi era rimasto completamente spiazzato. Quella divisione non si è mai del tutto risolta, e anzi si è alimentata negli anni man mano che nuovi spettatori lo scoprivano e tornावano online a discuterne. Il finale di Shutter Island è uno di quei finali di cui non si può parlare senza fare spoiler, e di cui non si smette di parlare anche quando li si è già visti dieci volte.
In Italia il film è visibile su Apple TV+. E arriva in un momento di grande interesse per tutto ciò che riguarda Scorsese e DiCaprio, perché i due si stanno preparando a lavorare di nuovo insieme. Il loro prossimo progetto si intitola What Happens at Night, un thriller psicologico attualmente in produzione che vedrà nel cast anche Jennifer Lawrence, Mads Mikkelsen e Jared Harris. Per chi non ha ancora visto Shutter Island, è il momento perfetto per recuperarlo prima che il nome Scorsese-DiCaprio torni a dominare i giornali. Per chi lo ha già visto, è il momento perfetto per rivederlo sapendo già dove va a parare – un’esperienza completamente diversa dalla prima volta, e per certi versi ancora più interessante.
Perché Shutter Island è uno di quei film che cambiano completamente aspetto a seconda di quello che sai quando lo guardi. La prima visione è un thriller che ti tiene incollato allo schermo. La seconda è qualcosa di più vicino a un dramma psicologico, in cui ogni dettaglio che avevi ignorato diventa improvvisamente significativo. Scorsese ha costruito un film che funziona su due livelli contemporaneamente, e questo è un talento che pochissimi registi riescono a esprimere davvero.
Hai già visto Shutter Island? Avevi capito il finale prima che arrivasse, oppure ti ha colto di sorpresa? Lascia un commento qui sotto.


