Esiste una categoria precisa di serie televisive che guardi con un’intensità che non dedichi nemmeno alle cose importanti della tua vita, per poi scoprire che il finale di stagione è stato mesi fa e nel frattempo avevi completamente dimenticato di essere in attesa della prossima. Silo è esattamente questo tipo di serie. Apple TV+ ha appena rilasciato il teaser trailer della terza stagione, e il 3 luglio probabilmente ricorderai che esiste mentre stai cercando qualcos’altro su cui appoggiarti durante un martedì sera di piena estate.
Dieci episodi, uno a settimana ogni venerdì fino al 4 settembre. Apple continua con il format dell’uscita settimanale, che è o una scelta rispettosa del tempo del pubblico o un modo per tenerti abbonato per tre mesi invece di uno, dipende da che umore hai quando lo pensi.
Quello che è successo, per chi ha dimenticato tutto come me
Ricapitoliamo velocemente, non per te che ricordi ogni dettaglio, ma per quella larga maggioranza di persone che ha guardato la seconda stagione nella nebbia di novembre 2024 e da allora ha lasciato sedimentare tutto. Juliette Nichols, ingegnera interpretata da Rebecca Ferguson con quella qualità specifica di chi porta il peso del mondo sulle spalle senza che gli cedano le gambe, vive in un silo sotterraneo con altre diecimila persone. Nessuno sa esattamente perché il silo esiste, chi l’ha costruito, cosa c’è fuori, e soprattutto perché ogni volta che qualcuno cerca di scoprirlo le cose vanno a finire molto male per quella persona.
La seconda stagione aveva allargato il quadro mostrandoci un secondo silo, quasi completamente abbandonato, in cui Juliette si ritrova dopo essere stata espulsa dal primo. Il finale della stagione 2 la lasciava intrappolata in un inceneritore insieme a Bernard mentre la verità sull’esperimento del silo iniziava a venire a galla nel modo più scomodo possibile.
Il trailer della terza stagione e quella frase che spiega tutto senza spiegare niente
Il teaser parte con un primo piano di Juliette in voiceover: “Prima di sapere perché siamo qui, prima di capire perché le cose stanno come stanno, prima di sapere come andrà a finire, dobbiamo capire come è tutto cominciato.” Mentre parla, una serie di immagini scorrono al contrario, personaggi che corrono a ritroso, scene che si svolgono in ordine inverso. Poi il distributore PEZ a forma di papera, che per chi segue la serie ha un significato preciso e per chi non la segue sembra solo un oggetto di scena bizzarro in un contesto già abbastanza bizzarro. Esplosioni, steli di mais, un teschio. Il trailer chiude con la distesa desolata fuori dal silo che in un battito di ciglia diventa verde, fertile, viva.
Frase di apertura + immagini al contrario + rivelazione sull’origine = Apple TV+ ha deciso che è il momento di rispondere ad alcune domande. Non tutte, perché la quarta stagione (già confermata come finale) deve pur avere qualcosa da dire, ma alcune.
La novità più importante: finalmente sappiamo com’è cominciata
La stagione 3 introduce una linea temporale parallela ambientata secoli prima del presente. Nei cosiddetti “Tempi di Prima”, la giornalista Helen Drew (Jessica Henwick) e il membro del Congresso Daniel Keene (Ashley Zukerman) scoprono una cospirazione che avrà conseguenze devastanti sul futuro, cioè sul presente che noi già conosciamo. È il tipo di struttura narrativa che o risolve elegantemente i misteri costruiti nelle stagioni precedenti o li complica ulteriormente in modi che richiedono un’altra stagione per essere dipanati. Con Silo è ragionevole aspettarsi entrambe le cose in sequenza.
Nel presente invece Juliette sopravvive alla pulizia forzata del finale della stagione 2, il che è già una notizia considerando che la serie non ha mai avuto problemi a liberarsi dei personaggi, ma torna con una perdita di memoria. Il silo nel frattempo si sta riprendendo da una ribellione e affronta una nuova minaccia che la sinossi ufficiale definisce “pericolosa” senza ulteriori specifiche, che è esattamente il livello di informazione che un ufficio marketing ritiene sufficiente per convincerti a guardare.
Il cast, che si allarga in modo interessante
Tornano Rebecca Ferguson, Common, Harriet Walter, Chinaza Uche, Avi Nash, Steve Zahn e gli altri. Si aggiungono Laura Innes, Jessica Brown Findlay (che compare anche in Mother Mary di A24, quindi sta avendo un periodo piuttosto intenso), Morven Christie, Reed Birney, Matt Craven e Colin Hanks. Quest’ultimo è il figlio di Tom Hanks, attore con una carriera propria e solida, la cui presenza in una serie già ben costruita suggerisce che il casting della stagione 3 sia stato fatto con una certa cura.
Jessica Henwick, che interpreta Helen Drew nella linea temporale del passato, è un’attrice che negli ultimi anni è riuscita a comparire in praticamente tutto quello che valeva la pena guardare, da Game of Thrones a Matrix Resurrections a Glass Onion. La sua presenza in un ruolo centrale della stagione è già di per sé un indicatore abbastanza affidabile di qualità.
Perché vale la pena tornare sul silo il 3 luglio
Silo è una di quelle serie che funzionano per una ragione abbastanza specifica: non ti danno mai abbastanza da smettere di fare domande, ma ti danno sempre abbastanza da non sentirti preso in giro. È un equilibrio difficile da mantenere, che molte serie distopiche hanno perso lungo la strada (certo, Lost, ci guardiamo), e che Silo ha tenuto per due stagioni con una coerenza che merita riconoscimento.
Il fatto che la stagione 3 prometta finalmente l’origine di tutto aggiunge una dimensione nuova: non è più solo la storia di Juliette che cerca di sopravvivere e di capire. Diventa la storia di come si costruisce una prigione così efficace che chi ci vive dentro non la riconosce come tale. Il che, considerando il momento storico in cui siamo, non è esattamente un tema privo di risonanza contemporanea.
Tre luglio su Apple TV+. Hai dieci settimane esatte per ricordarti che esiste.


