Single ma non troppo è tornato prepotentemente in tendenza su Netflix proprio nel giorno perfetto. Il 15 febbraio 2026 non è una data casuale per riscoprire questa commedia del 2016 con Dakota Johnson e Rebel Wilson: è San Faustino, il santo protettore dei single. Mentre il giorno prima tutto il mondo celebra San Valentino con rose rosse e cioccolatini, il 15 febbraio è dedicato a chi non ha un partner e si gode la propria indipendenza senza rimpianti.
La tradizione di San Faustino è antichissima e affonda le radici nel Medioevo. Secondo la leggenda, San Faustino e sua sorella Santa Giovita erano due fratelli bresciani vissuti nel II secolo dopo Cristo che aiutavano le coppie a ritrovarsi e le persone sole a trovare l’amore. Dopo la morte di Faustino, la sua festa è stata associata proprio ai single, a chi è ancora alla ricerca della propria anima gemella o semplicemente vive felicemente da solo. E quale film migliore da guardare in questa giornata se non una commedia che racconta le avventure di un gruppo di donne single a New York?
Ma dietro le risate e le scene divertenti di Single ma non troppo si nascondono curiosità che pochi conoscono. Una delle più sorprendenti riguarda proprio il rapporto tra Dakota Johnson e Rebel Wilson sul set. In un’intervista rilasciata a Good Morning America durante la promozione del film, Dakota ha confessato che spesso si ritrovava a piangere dalle risate fuori dal set a causa della sua collega australiana.
“Rebel è assurda”, ha raccontato la Johnson con un sorriso. “C’era molta improvvisazione durante le riprese. Lei partiva con monologhi infiniti, andava avanti con battute su battute, e io restavo lì fuori dalla ripresa a ridere e a piangere come una pazza. Non riuscivo a trattenermi.” La chimica tra le due attrici è palpabile sullo schermo ed è uno dei motivi per cui il film funziona così bene. Rebel Wilson interpreta Robin, la collega australiana di Alice completamente sfrenata che ama le feste, le avventure di una notte e la vita senza impegni. Dakota Johnson è Alice, la protagonista più riflessiva e insicura che cerca di capire cosa vuole davvero dalla vita.
La storia del film però inizia molto prima delle riprese. Il romanzo da cui è tratto, scritto da Liz Tuccillo, è stato pubblicato nel 2008. Liz non è un nome qualunque nel mondo delle commedie romantiche: è stata autrice e story editor di Sex and the City per HBO, la serie che ha ridefinito il modo di raccontare le donne single in televisione. Ha anche scritto insieme a Greg Behrendt il bestseller La verità è che non gli piaci abbastanza (He’s Just Not That Into You), che nel 2009 è diventato un film di grande successo con Jennifer Aniston, Scarlett Johansson e Drew Barrymore.
Proprio Drew Barrymore è al centro di una delle curiosità più interessanti su Single ma non troppo. La New Line Cinema comprò i diritti del romanzo nel 2008, lo stesso anno della pubblicazione, e assegnò subito il progetto alla casa di produzione di Drew Barrymore, la Flower Films. L’attrice e produttrice doveva dirigere il film personalmente. Drew era entusiasta di lavorare di nuovo con Liz Tuccillo dopo il successo de La verità è che non gli piaci abbastanza e voleva raccontare un’altra storia sulle donne single di New York.
Ma il progetto rimase bloccato in fase di sviluppo per anni. Le sceneggiature venivano riscritte, il cast non si trovava, i finanziamenti andavano e venivano. Alla fine, nel 2013, Drew Barrymore abbandonò la regia del film. Al suo posto arrivò il regista tedesco Christian Ditter, che aveva appena finito di girare la commedia romantica Love, Rosie con Lily Collins e Sam Claflin. I dirigenti della New Line Cinema decisero di assumerlo dopo aver visto quel film e aver apprezzato il suo stile fresco e moderno nel raccontare le relazioni.
Il film si distanzia parecchio dal romanzo originale. Nel libro la protagonista si chiama Julie Jenson, ha trentotto anni e lavora come pubblicista a New York. Stanca della scena degli appuntamenti della Grande Mela, dove ogni uomo sembra avere problemi peggiori del precedente, Julie decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo. Il suo obiettivo è scoprire come le donne di altre culture e di altri paesi affrontano la vita da single. Visita Parigi, Rio de Janeiro, Sydney, Bali, Pechino, Mumbai e Reykjavik, innamorandosi, soffrendo, vivendo avventure che cambiano la sua prospettiva sulla vita.
Nel film invece la storia è stata completamente riscritta dagli sceneggiatori Abby Kohn, Marc Silverstein e Dana Fox, tutti veterani delle commedie romantiche. La protagonista è Alice, interpretata da Dakota Johnson, una giovane donna che lascia il fidanzato storico del college Josh per trasferirsi a New York e scoprire chi è davvero quando non è la fidanzata di qualcuno. Arriva nella Grande Mela e va a vivere dalla sorella maggiore Meg, interpretata da Leslie Mann, una ginecologa che non ha nessuna intenzione di avere un bambino o di legarsi a un uomo.
Alice inizia a lavorare in uno studio legale dove conosce Robin, la collega australiana che diventa la sua guida nel mondo della vita da single a Manhattan. Robin la trascina nei locali notturni, le insegna a bere cocktail e a frequentare uomini senza impegno, le presenta il barista Tom (interpretato da Anders Holm) che ha fatto della vita da scapolo una vera e propria filosofia di vita. Nel frattempo Meg decide di voler avere un figlio tramite inseminazione artificiale, Lucy (interpretata da Alison Brie) cerca disperatamente l’amore perfetto attraverso algoritmi di dating online, e tutti i personaggi imparano che essere single non significa essere incompleti.
Le riprese si sono svolte interamente a New York in un periodo di quarantasette giorni con oltre 108 location diverse sparse per tutta Manhattan. Questo ha reso la produzione particolarmente difficile e caotica, come ha raccontato il produttore John Rickard durante le interviste promozionali del film. “Non avevo mai fatto un film con così tanti spostamenti”, ha spiegato. “Eravamo costantemente in movimento da una location all’altra. Non avevamo sempre tutta l’attrezzatura necessaria perché dovevamo spostarci continuamente. È stata un po’ una situazione da guerrilla filmmaking, girare velocemente e poi andare via.”
Ma il risultato è stato un ritratto autentico e vivace di New York nel 2015. Il regista Christian Ditter ha raccontato che voleva che la città fosse una vera protagonista del film: “Abbiamo cercato di prendere ogni scena ambientata in un ristorante o in un bar e spostarla per le strade di Manhattan. Volevamo che si sentisse l’energia della città.” Leslie Mann, che abita a New York, ha confessato che alcune location erano vicinissime a casa sua e poteva andare sul set a piedi, il che è stato fantastico.
Un dettaglio che pochi notano guardando il film: Dakota Johnson ha dovuto coprire tutti i suoi tatuaggi per il ruolo di Alice. L’attrice ha diversi tatuaggi sparsi sul corpo, ma il personaggio di Alice doveva avere la pelle completamente pulita. Il reparto trucco ha lavorato ogni giorno per nascondere ogni singolo tatuaggio prima di ogni ripresa, un lavoro lungo e meticoloso che richiedeva pazienza.
Durante la premiere del film a New York, i genitori di Dakota Johnson, Melanie Griffith e Don Johnson, erano così orgogliosi della figlia che non smettevano di scattarle foto mentre posava per i fotografi e rilasciava interviste. A un certo punto Dakota ha guardato sua madre, ha riso e le ha detto: “Ok mamma, basta. Ne hai abbastanza già.” Un momento dolce che ha mostrato il lato umano e familiare della giovane attrice.
Il film al botteghino ha avuto un buon successo, incassando 111,8 milioni di dollari in tutto il mondo contro un budget di soli 38 milioni. Le recensioni della critica sono state contrastanti: su Rotten Tomatoes ha ottenuto il 46% di gradimento, con molti critici che lo hanno accusato di essere troppo convenzionale e di sprecare un cast talentuoso in personaggi stereotipati. Il pubblico però è stato più generoso, assegnandogli un voto medio di B secondo i sondaggi di CinemaScore. Il critico Richard Roeper del Chicago Sun-Times ha dato al film 3,5 stelle su 4, elogiando sia il cast di comprimari che la sceneggiatura.
Ma il vero messaggio del film va oltre la commedia romantica classica. Come ha spiegato Dakota Johnson durante la premiere: “La società è diventata un po’ più accettante verso le giovani donne che non devono per forza legarsi a un uomo per avere un’identità. Ho voluto fare questo film per far capire alle donne che va bene prendersi del tempo per capire chi sono, cosa vogliono fare nella vita, coltivare la propria personalità e i propri interessi. È qualcosa che non si vede spesso nelle commedie romantiche.”
Anche Rebel Wilson ha sottolineato questo aspetto durante le interviste: “La cosa che mi piace del mio personaggio è che è eternamente single, proprio come me nella vita reale. Non ho ancora trovato la persona giusta, ma va bene così. Il messaggio del film è: non rimanere bloccata in una relazione in cui dipendi troppo dall’altra persona. Va bene essere single e prendersi cura di sé. Non è il messaggio della maggior parte delle commedie romantiche, dove alla fine tutti devono per forza trovare l’amore.”
Alison Brie, che nel film interpreta Lucy, la donna ossessionata dal trovare l’uomo perfetto attraverso gli algoritmi dei siti di incontri, ha raccontato di essere felicemente fidanzata con Dave Franco (si sono poi sposati) e di essere contenta di essersi risparmiata l’incubo del dating online. “Vivo tutto questo attraverso le esperienze delle mie amiche”, ha scherzato durante la promozione del film.
Il regista Christian Ditter ha raccontato che, nonostante lavorasse con due delle attrici comiche più divertenti di Hollywood come Rebel Wilson e Leslie Mann, ridere sul set non era così frequente come si potrebbe pensare. “Sono professioniste incredibili”, ha spiegato. “Preparavano le scene con cura, provavano le battute improvvisate più volte prima di trovare quella giusta. Non era un set caotico dove tutti ridevano continuamente, era un lavoro di precisione.”
Proprio per questo il ritorno di Single ma non troppo su Netflix il 15 febbraio, nel giorno di San Faustino, è perfetto. È un film che celebra la possibilità di essere felici anche da soli, di prendersi il tempo per capire chi si è davvero senza la pressione di dover trovare per forza qualcuno. Come dice Alice alla fine del film durante la sua gita al Grand Canyon di Capodanno: il tempo che passiamo da single è il tempo che abbiamo per diventare bravi a stare con noi stessi. E forse questo è il regalo più grande che possiamo farci.
E tu hai visto Single ma non troppo? Ti sei mai sentito come Alice, Robin, Lucy o uno degli altri personaggi? Festeggi San Faustino il 15 febbraio o pensi sia solo una trovata commerciale? Lascia un commento e raccontaci come vivi la tua vita da single o come l’hai vissuta in passato!


