La sesta stagione di Slow Horses si è concessa un omaggio molto preciso a The Wire, e chi conosce bene la serie HBO probabilmente lo ha riconosciuto subito. Nel secondo episodio, intitolato Daddy Issues, i due sicari Jim e Jane entrano in un negozio di ferramenta e si fermano davanti a una sparachiodi. Parlano del prezzo, discutono se serva davvero e trasformano una normalissima spesa in qualcosa di decisamente inquietante.
Attenzione: da questo punto ci sono spoiler sul secondo episodio della sesta stagione di Slow Horses.
La scena non sembra casuale.
Nella quarta stagione di The Wire c’è infatti una sequenza diventata quasi leggendaria tra gli appassionati: Snoop entra in un negozio di ferramenta per comprare una sparachiodi, discute con il commesso delle caratteristiche del modello e finisce per trattare l’acquisto come se stesse scegliendo un normale attrezzo da lavoro. Solo che noi sappiamo benissimo a cosa servirà.
Slow Horses riprende proprio quel tipo di atmosfera.
Jim, interpretato da Kyle Soller, e Jane, interpretata da MyAnna Buring, sono due assassini freddi e metodici che nella sesta stagione stanno diventando sempre più importanti. Nel secondo episodio li vediamo discutere davanti allo scaffale come una coppia qualsiasi alle prese con una spesa domestica. Parlano perfino dell’inflazione e del costo dell’attrezzo.
Il contrasto funziona perché sappiamo già cosa sono capaci di fare.
La nuova stagione ha infatti aperto una trama molto più pericolosa per gli agenti di Slough House. Il ritorno di Frank Harkness, interpretato da Hugo Weaving, e una serie di omicidi apparentemente collegati hanno messo Jackson Lamb e la sua squadra in allerta. Apple descrive ufficialmente l’episodio proprio come il momento in cui il ritorno di Harkness e una sospetta catena di delitti fanno capire che qualcosa di grosso si sta muovendo.
Jim e Jane non sono semplicemente due cattivi messi lì per aumentare il numero dei morti.
Nel primo episodio avevano già ucciso Struan Loy, interpretato da Paul Higgins, bruciandolo vivo dentro un container. Nel secondo alzano ulteriormente il livello: si presentano come tecnici incaricati di un controllo del gas e riescono ad avvelenare Moira Tregorian, interpretata da Joanna Scanlan.
Il richiamo a The Wire diventa quindi più interessante di una semplice citazione per appassionati.
Snoop e Chris funzionavano così bene nella serie HBO proprio perché non erano soltanto “gli uomini cattivi”. Avevano un modo di parlare, una routine e una presenza così riconoscibili da diventare personaggi memorabili anche senza occupare il centro della storia. Felicia Pearson e Gbenga Akinnagbe riuscivano a renderli inquietanti proprio perché spesso si comportavano con una normalità quasi assurda rispetto a ciò che facevano.
Jim e Jane sembrano prendere una strada simile.
La scena della sparachiodi ci dice infatti parecchio su di loro senza bisogno di spiegazioni. Possono parlare del prezzo di un attrezzo, fare una battuta e discutere come due persone normalissime, mentre noi sappiamo che stanno preparando qualcosa di terribile.
È esattamente quel tipo di ironia nera che Slow Horses sa usare molto bene.
La serie, del resto, è sempre stata capace di passare dalla tensione alla comicità senza perdere credibilità. Jackson Lamb, interpretato da Gary Oldman, resta l’esempio perfetto: può essere disgustoso, sarcastico e quasi impossibile da sopportare, poi pochi minuti dopo dimostra di essere il personaggio più lucido della stanza.
La sesta stagione sembra voler spingere ancora di più su questo equilibrio.
Apple ha confermato che sarà composta da sei episodi ed è tratta da Joe Country e Slough House, rispettivamente il sesto e il settimo romanzo della saga di Mick Herron. La stagione ha debuttato il 16 settembre e continuerà con un episodio alla settimana fino al 21 ottobre.
Non è nemmeno l’ultima volta che vedremo questi personaggi. Apple ha già confermato una settima stagione e, pochi giorni fa, anche un’ottava stagione, adattata dal romanzo Clown Town.
La citazione di The Wire, quindi, arriva in un momento in cui Slow Horses sembra sempre più sicura della propria identità. Non deve copiare la serie di David Simon per omaggiarla. Le basta prendere una scena riconoscibilissima, piegarla ai propri personaggi e usarla per far capire che Jim e Jane potrebbero diventare molto più importanti di quanto sembrasse all’inizio.
E soprattutto riesce a farlo senza fermarsi a spiegare la battuta.
Chi riconosce il riferimento sorride.
Chi non lo riconosce, vede comunque due assassini che discutono tranquillamente di una sparachiodi.
Funziona in entrambi i casi.
Voi avevate riconosciuto il riferimento a The Wire nel secondo episodio di Slow Horses 6? E Jim e Jane vi stanno convincendo come nuovi antagonisti? Scrivetecelo nei commenti.


