Dopo il finale doloroso di Spider-Man: No Way Home, Peter Parker non ha più amici, non ha una famiglia e non ha nemmeno qualcuno che ricordi il suo nome. Gli è rimasto soltanto Spider-Man. Spider-Man: Brand New Day riparte proprio da questa solitudine e consegna a Tom Holland il film più adulto, cupo e personale della sua esperienza nell’universo Marvel.
Era ciò che serviva al personaggio.
Per tre film abbiamo visto Peter crescere circondato da Tony Stark, dagli Avengers, da Ned e da MJ. Stavolta deve cavarsela senza una rete di protezione. Vive da solo, pattuglia New York e prova a convincersi che essere Spider-Man a tempo pieno sia sufficiente. Naturalmente non lo è, perché sotto la maschera rimane un ragazzo che ha perso ogni legame e non sa più come costruirne di nuovi.
La regia di Destin Daniel Cretton mantiene lo spettacolo richiesto da una produzione Marvel, ma dedica molto più spazio al disagio di Peter. Tom Holland non interpreta più l’adolescente entusiasta che incontra i suoi eroi. È stanco, nervoso e spesso spaventato da ciò che sta diventando.
Il risultato è uno Spider-Man meno leggero, ma anche più interessante.
Peter Parker torna finalmente ad essere la parte più importante della storia
La scelta migliore del film consiste nel trattare Peter come una persona prima ancora che come un supereroe. Le battaglie funzionano, le ragnatele attraversano New York con grande energia e le scene d’azione non mancano, ma i momenti più riusciti sono spesso quelli nei quali Peter resta solo.
Il giovane prova a ricostruire una vita normale mentre MJ e Ned hanno continuato la propria esistenza senza di lui. Sono vicini e irraggiungibili allo stesso tempo. Peter potrebbe raccontare la verità, ma sa che farlo significherebbe trascinarli nuovamente nei pericoli dai quali aveva cercato di proteggerli.
Tom Holland rende credibile ogni esitazione. Basta uno sguardo verso MJ per capire quanto Peter vorrebbe tornare indietro. Zendaya, però, non viene utilizzata soltanto come ricordo romantico o premio finale. La sua MJ possiede una vita indipendente, prende decisioni proprie e mostra una maturità diversa rispetto ai capitoli precedenti.
Il loro rapporto evita le scorciatoie più facili. Nessuno recupera improvvisamente anni di ricordi dopo uno sguardo o una frase familiare. Il film comprende che ciò che è stato spezzato non può essere riparato con un semplice abbraccio.
Un cinecomic più fisico e inquietante
Brand New Day introduce anche una componente quasi horror legata ai cambiamenti di Peter e alla sua natura aracnide. Il corpo sembra reagire alla pressione accumulata, mentre i poteri diventano meno controllabili e più aggressivi.
Alcune immagini ricordano il cinema sulla trasformazione fisica, senza spingersi troppo lontano per non terrorizzare il pubblico più giovane. Il film riesce comunque a far percepire una minaccia che non arriva soltanto dai criminali. Peter teme anche se stesso.
Questo elemento rende le scene d’azione più tese. Spider-Man non deve limitarsi a sconfiggere il nemico di turno, ma deve capire fino a che punto può utilizzare una forza che sembra crescere insieme alla sua rabbia.
Michael Mando torna nei panni di Mac Gargan, finalmente utilizzato come qualcosa di più di una promessa lasciata nei titoli di coda di Homecoming. Scorpion è fisico, brutale e perfetto per mettere alla prova un Peter che rischia di oltrepassare il limite. Il personaggio non è tra i cattivi più profondi della saga, ma possiede una presenza minacciosa e offre al film alcune delle battaglie migliori.
Punisher e Hulk funzionano, ma Spider-Man non aveva bisogno di così tanti ospiti
La presenza di Jon Bernthal come Punisher è uno degli elementi più riusciti. Frank Castle rappresenta ciò che Peter potrebbe diventare scegliendo di rispondere alla violenza con altra violenza. I due non hanno bisogno di lunghi discorsi per mostrare le proprie differenze: il modo in cui affrontano lo stesso pericolo racconta già abbastanza.
Bernthal non addolcisce il personaggio per adattarlo a Spider-Man. Frank rimane duro, minaccioso e poco interessato alle regole morali di Peter. I loro scontri verbali hanno un peso perché nascono da due idee opposte di giustizia.
Anche Mark Ruffalo trova alcuni momenti efficaci nei panni di Bruce Banner, soprattutto quando Peter cerca qualcuno capace di comprendere la paura di perdere il controllo del proprio corpo. Il collegamento tra i due è sensato e non sembra una comparsata inserita soltanto per ricevere applausi.
Il film, però, continua ad avere paura di lasciare Spider-Man completamente solo. Tra personaggi già conosciuti, collegamenti alle serie e anticipazioni sul futuro del MCU, la storia rischia a tratti di perdere la semplicità conquistata nelle prime scene.
Peter funziona meglio mentre cerca di pagare l’affitto, nascondere le ferite e proteggere un quartiere. Ogni volta che entrano in gioco organizzazioni segrete e problemi più grandi, Brand New Day assomiglia un po’ troppo ai soliti film Marvel.
Sadie Sink sorprende senza rubare spazio a Peter
Uno dei personaggi più discussi prima dell’uscita era quello interpretato da Sadie Sink. Il film evita di trasformarla in un semplice annuncio per il futuro e le concede una presenza importante nella storia.
Il personaggio conosce bene la sensazione di sentirsi diverso e fuori posto, quindi il rapporto con Peter nasce da una fragilità comune. Sink porta energia e imprevedibilità, soprattutto nei momenti in cui il film si avvicina a territori più inquietanti.
Qualche spiegazione arriva troppo velocemente e alcune svolte sembrano preparate soprattutto per i prossimi capitoli. La sua presenza, però, non appare sprecata e lascia curiosità per ciò che potrebbe accadere.
Brand New Day restituisce a Spider-Man la sua identità
Il film non raggiunge sempre l’equilibrio di Spider-Man 2 di Sam Raimi e non possiede l’effetto emotivo irripetibile di No Way Home. Riesce però in un compito altrettanto importante: dimostra che Tom Holland può sostenere Spider-Man senza vivere all’ombra di Iron Man o delle versioni precedenti del personaggio.
La nuova tuta, le acrobazie tra i palazzi e il rapporto più diretto con New York riportano l’Uomo Ragno vicino alle sue origini. Peter salva persone comuni, arriva tardi agli appuntamenti e continua a scegliere la responsabilità anche se nessuno saprà mai chi si nasconde sotto la maschera.
Spider-Man: Brand New Day non è privo di difetti. Ha troppi personaggi, qualche collegamento forzato e un finale che dedica parecchio spazio alla preparazione del futuro. Rimane però un film coinvolgente, visivamente solido e sostenuto dalla migliore interpretazione di Tom Holland nel ruolo.
Per la prima volta da molto tempo, il MCU sembra ricordarsi che Spider-Man non ha bisogno del multiverso per essere speciale. Gli bastano New York, una maschera e una vita personale destinata a complicarsi ogni volta che prova a sistemarla.
Secondo te Spider-Man: Brand New Day è il miglior film con Tom Holland nei panni di Peter Parker? Scrivilo nei commenti e raccontaci cosa ti ha convinto o deluso.
La Recensione
Spider-Man: Brand New Day
Peter Parker vive solo e dedica ogni giornata a Spider-Man, mentre il peso delle perdite comincia a modificare anche i suoi poteri. L’arrivo di nuovi nemici e l’incontro con Punisher, Hulk e una misteriosa ragazza lo costringono a decidere quale tipo di eroe vuole diventare. Brand New Day è un ritorno riuscito a uno Spider-Man più urbano, vulnerabile e maturo. Tom Holland offre la sua prova migliore, Zendaya regala profondità alla storia e le scene d’azione hanno maggiore peso emotivo. I collegamenti al MCU sono ancora troppi, ma non impediscono al film di trovare finalmente una voce più personale.
PRO
- Tom Holland interpreta un Peter Parker più adulto e tormentato.
- Il film torna alle strade di New York e ai problemi quotidiani.
- Il rapporto con MJ viene trattato senza soluzioni facili.
CONTRO
- Alcuni collegamenti al MCU interrompono la parte più personale.
- Il cast è molto affollato e non tutti ricevono lo spazio necessario.


